ANALISI FONDAMENTALE: L'ESPRESSO
Risultati del terzo trimestre 2012: la società ha riportato risultati del terzo trimestre in peggioramento dovuti al cattivo andamento della pubblicità e al calo della diffusione, che avevamo ampiamente pronosticato. Le notizie migliori riguardano la riduzione del debito...

Risultati del terzo trimestre 2012: buona generazione di cassa, margini in linea. Il Gruppo L’Espresso [ESPI.MI] ha riportato risultati del terzo trimestre in peggioramento dovuti al cattivo andamento della pubblicità e al calo della diffusione, che avevamo ampiamente pronosticato.
I ricavi sono stati pari a 174 milioni di euro, sotto le nostre stime dell’1,4% e in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In forte contrazione anche i margini. L’Ebitda è sceso del 33,3% rispetto al terzo trimestre 2011 a 22 milioni di euro, l’Ebit è sceso del 42,7% a 12,2 milioni.
Infine l’utile netto si è quasi dimezzato a 5,3 milioni rispetto ai 9,9 milioni di un anno prima. Il dato è superiore alle nostre stime di 1,7 milioni solo grazie a imposte inferiori alle attese e a costi straordinari più bassi.
Le notizie migliori riguardano l’andamento del debito netto che a fine settembre scende più del previsto a 105 milioni di euro (le nostre stime erano di 135 milioni di euro) dai 147,1 milioni di fine giugno.
Il declino della pubblicità accelera. Sulla base dei dati del mercato, nei
primi 8 mesi 2012 la pubblicità è diminuita del 10,9% anno su anno (in luglio e agosto -15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
L’Espresso non è sfuggita a questo trend negativo: i ricavi pubblicitari da carta stampata sono scesi di circa il 13%, inclusa La Repubblica che nel terzo trimestre 2012 ha fatto registrare un calo della pubblicità del 18%.
Il trend è stato addirittura peggiore nel settore Radio con una diminuzione del 12% anno su anno, ma il risultato peggiore ancora una volta arriva dai magazines: nel terzo trimestre si è registrato un crollo di oltre il 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Internet rimane il settore migliore per la raccolta di pubblicità, infatti nel terzo trimestre 2012 ha fatto registrare una crescita dei ricavi di oltre il 20%, con risultati migliori della media del mercato, ma con un peso del 9% sulla pubblicità del gruppo.
I ricavi da diffusione sono peggiorati significativamente. Nel terzo trimestre 2012 i ricavi da diffusione sono scesi del 7%, il fenomeno è dovuto principalmente a La Repubblica, nonostante il prezzo di copertina sia aumentato. I numeri includono 50mila abbonamenti al quotidiano digitale.
Le vendite di allegati (add on sales) sono cadute del 27,5% e continuano ad essere penalizzate da un difficile confronto con l’anno precedente e da una scarsità di iniziative dovute alla debole domanda.
La voce altri ricavi, in gran parte riferibile ai due multiplexers, è cresciuta del 25% anno su anno, raggiungendo il pareggio, ma il peso specifico sul totale fatturato rimane marginale (circa 6,4 milioni).
Previsioni della società: nessun segno di ripresa nel quarto trimestre 2012. L’Espresso si aspetta di chiudere i conti in positivo, ma con un calo dei ricavi. Le previsioni della società sono negative per il perdurare delle difficoltà del mercato pubblicitario. Secondo il management, la natura strutturale della crisi dell’editoria richiederà ulteriori interventi sui costi di struttura e un nuovo impulso ai prodotti digitali.
Abbiamo inglobato nelle nostre stime il peggioramento dello scenario, l’aggiustamento più rilevante riguarda il dato del debito netto, che abbiamo migliorato per fine 2012 da 112 milioni di euro a 104 milioni.
Confermiamo il giudizio NEUTRALE con un target price di 0,85 euro. Nel settore media L’Espresso rimane la migliore opportunità in Italia grazie all’efficienza e alla solidità della struttura patrimoniale. Inoltre, l’azione continua ad essere scambiata sotto i multipli medi del settore (3,8 volte l’Ebitda 2012) a causa delle preoccupazioni per la situazione macro e non sconta pienamente il valore dei suoi due Multiplexers.
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim
www.websim.it
I ricavi sono stati pari a 174 milioni di euro, sotto le nostre stime dell’1,4% e in calo dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In forte contrazione anche i margini. L’Ebitda è sceso del 33,3% rispetto al terzo trimestre 2011 a 22 milioni di euro, l’Ebit è sceso del 42,7% a 12,2 milioni.
Infine l’utile netto si è quasi dimezzato a 5,3 milioni rispetto ai 9,9 milioni di un anno prima. Il dato è superiore alle nostre stime di 1,7 milioni solo grazie a imposte inferiori alle attese e a costi straordinari più bassi.
Le notizie migliori riguardano l’andamento del debito netto che a fine settembre scende più del previsto a 105 milioni di euro (le nostre stime erano di 135 milioni di euro) dai 147,1 milioni di fine giugno.
Il declino della pubblicità accelera. Sulla base dei dati del mercato, nei
primi 8 mesi 2012 la pubblicità è diminuita del 10,9% anno su anno (in luglio e agosto -15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
L’Espresso non è sfuggita a questo trend negativo: i ricavi pubblicitari da carta stampata sono scesi di circa il 13%, inclusa La Repubblica che nel terzo trimestre 2012 ha fatto registrare un calo della pubblicità del 18%.
Il trend è stato addirittura peggiore nel settore Radio con una diminuzione del 12% anno su anno, ma il risultato peggiore ancora una volta arriva dai magazines: nel terzo trimestre si è registrato un crollo di oltre il 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Internet rimane il settore migliore per la raccolta di pubblicità, infatti nel terzo trimestre 2012 ha fatto registrare una crescita dei ricavi di oltre il 20%, con risultati migliori della media del mercato, ma con un peso del 9% sulla pubblicità del gruppo.
I ricavi da diffusione sono peggiorati significativamente. Nel terzo trimestre 2012 i ricavi da diffusione sono scesi del 7%, il fenomeno è dovuto principalmente a La Repubblica, nonostante il prezzo di copertina sia aumentato. I numeri includono 50mila abbonamenti al quotidiano digitale.
Le vendite di allegati (add on sales) sono cadute del 27,5% e continuano ad essere penalizzate da un difficile confronto con l’anno precedente e da una scarsità di iniziative dovute alla debole domanda.
La voce altri ricavi, in gran parte riferibile ai due multiplexers, è cresciuta del 25% anno su anno, raggiungendo il pareggio, ma il peso specifico sul totale fatturato rimane marginale (circa 6,4 milioni).
Previsioni della società: nessun segno di ripresa nel quarto trimestre 2012. L’Espresso si aspetta di chiudere i conti in positivo, ma con un calo dei ricavi. Le previsioni della società sono negative per il perdurare delle difficoltà del mercato pubblicitario. Secondo il management, la natura strutturale della crisi dell’editoria richiederà ulteriori interventi sui costi di struttura e un nuovo impulso ai prodotti digitali.
Abbiamo inglobato nelle nostre stime il peggioramento dello scenario, l’aggiustamento più rilevante riguarda il dato del debito netto, che abbiamo migliorato per fine 2012 da 112 milioni di euro a 104 milioni.
Confermiamo il giudizio NEUTRALE con un target price di 0,85 euro. Nel settore media L’Espresso rimane la migliore opportunità in Italia grazie all’efficienza e alla solidità della struttura patrimoniale. Inoltre, l’azione continua ad essere scambiata sotto i multipli medi del settore (3,8 volte l’Ebitda 2012) a causa delle preoccupazioni per la situazione macro e non sconta pienamente il valore dei suoi due Multiplexers.
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim
www.websim.it
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