ANALISI FONDAMENTALE: L'ESPRESSO
Una solida struttura finanziaria in grado di reggere alle avversità dello scenario della pubblicità ...
I dati del primo trimestre 2012 confermano lo scenario difficile. L’Espresso [ESPI.MI] ha chiuso il primo trimestre del 2012 con un utile netto di 10,1 milioni di euro, in ribasso del 23,2% rispetto a un anno prima. Il margine operativo lordo si è attestato a 29,6 milioni (-19,5%), mentre il fatturato è sceso del 7,1%, a 206,5 milioni.
Il debito a fine marzo è pari a 91,6 milioni di euro, in calo da 108 milioni di euro di un anno fa.
I ricavi sono in linea con le nostre aspettative, l’Ebitda è meglio del previsto ma solo per effetto dei sussidi statali sulla carta. L’utile netto e l’utile operativo sono sopra le nostre stime. Infine, noi ci aspettavamo una posizione finanziaria netta di 95 milioni di euro.
Raccolta pubblicitaria. I ricavi da pubblicità sono scesi del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2011 a 120,8 milioni di euro, un calo meno pesante delle nostre previsioni.
Spaccato a livello di media: Stampa nazionale -7%, stampa locale -8%, radio -5%. Disastrosa ancora una volta la performance dei magazines (-23%) mentre continua ad andare molto bene Internet (+16%).
Crollano gli allegati. In forte calo i ricavi da allegati (-41%) a causa di una comparazione svantaggiosa e per effetto di una debolissima dinamica dei consumi in Italia: noi pensiamo che gli introiti aggiuntivi generati dai libri e dai gadget abbinati a Repubblica o L’Espresso, resteranno fiacchi, abbiamo di conseguenza rivisto al ribasso le nostre stime su questa area di attività.
I ricavi da diffusione sono scesi dello 0,8% a 64 milioni di euro: l’aumento del prezzo di copertina di Repubblica scattato il primo gennaio del 2012 ha bilanciato un’erosione delle vendite del 3%.
Gli altri ricavi, tra cui quelli generati dalla divisione digitale e tv, arrivati a valere il 7% del totale, sono saliti del 23%.
Aspettative della società. “Alla luce della situazione generale dell'economia e delle prospettive negative di breve e medio periodo si può prevedere che le critiche evoluzioni del settore riscontrate nel primo trimestre siano destinate a perdurare, in particolare per quanto concerne la raccolta pubblicitaria, con un probabile aggravamento nel secondo trimestre dell'esercizio e un'attenuazione nella seconda parte dell'anno, che si confronterà con un secondo semestre 2011 già molto debole".
L'Espresso, "conferma la previsione di un risultato positivo anche per l'intero esercizio, pur in sensibile riduzione rispetto al 2011. Il carattere strutturale della crisi in atto richiede che il gruppo sia nuovamente impegnato in interventi di salvaguardia della propria economicità, nel breve e medio termine".
Le indicazioni sono in linea con le nostre aspettative, ci aspettiamo un secondo trimestre particolarmente difficile e stimiamo per l’intero anno un calo del 7% della raccolta pubblicitaria.
Ricordiamo che L’Espresso ha annunciato un piano di taglio costi nella divisione dei quotidiani locali che dovrebbe portare a risparmi nell’ordine dei 25 miliardi di euro nel corso del 2012.
Se lo scenario di mercato dovesse peggiorare ulteriormente la società può intervenire con altre misure di miglioramento dell’efficienza e di riduzione dei costi. Pensiamo che la divisione digital sarà risparmiata dal giro di vite, riteniamo che la società intenda continuare a investire nello sviluppo di questo segmento.
Giudizio INTERESSANTE, target price a 1,45 euro da 1,50 euro. Abbiamo lasciato invariate le stime sugli utili del gruppo in quanto i minori introiti da allegati sono bilanciati dai sussidi statali sulla carta.
Anche se le prospettive della pubblicità sono negative, confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE in quanto l’Espresso ha una solida struttura finanziaria e perché le valutazioni sono bassissime, sui minimi della storia della società.
Puntiamo su l’Espresso perché ci aspettiamo che la società sia in grado di ridurre ulteriormente i costi senza perdere ricavi ed efficienza. Per finire, ci aspettiamo che i due pacchetti di canali (Multiplex) di proprietà dell’Espresso possano aumentare di valore nel momento in cui sarà permesso dalla legge la conversione dell’uso, dalla Tv alla telefonia.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013

Fonte: stime Intermonte/websim
www.websim.it
Il debito a fine marzo è pari a 91,6 milioni di euro, in calo da 108 milioni di euro di un anno fa.
I ricavi sono in linea con le nostre aspettative, l’Ebitda è meglio del previsto ma solo per effetto dei sussidi statali sulla carta. L’utile netto e l’utile operativo sono sopra le nostre stime. Infine, noi ci aspettavamo una posizione finanziaria netta di 95 milioni di euro.
Raccolta pubblicitaria. I ricavi da pubblicità sono scesi del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2011 a 120,8 milioni di euro, un calo meno pesante delle nostre previsioni.
Spaccato a livello di media: Stampa nazionale -7%, stampa locale -8%, radio -5%. Disastrosa ancora una volta la performance dei magazines (-23%) mentre continua ad andare molto bene Internet (+16%).
Crollano gli allegati. In forte calo i ricavi da allegati (-41%) a causa di una comparazione svantaggiosa e per effetto di una debolissima dinamica dei consumi in Italia: noi pensiamo che gli introiti aggiuntivi generati dai libri e dai gadget abbinati a Repubblica o L’Espresso, resteranno fiacchi, abbiamo di conseguenza rivisto al ribasso le nostre stime su questa area di attività.
I ricavi da diffusione sono scesi dello 0,8% a 64 milioni di euro: l’aumento del prezzo di copertina di Repubblica scattato il primo gennaio del 2012 ha bilanciato un’erosione delle vendite del 3%.
Gli altri ricavi, tra cui quelli generati dalla divisione digitale e tv, arrivati a valere il 7% del totale, sono saliti del 23%.
Aspettative della società. “Alla luce della situazione generale dell'economia e delle prospettive negative di breve e medio periodo si può prevedere che le critiche evoluzioni del settore riscontrate nel primo trimestre siano destinate a perdurare, in particolare per quanto concerne la raccolta pubblicitaria, con un probabile aggravamento nel secondo trimestre dell'esercizio e un'attenuazione nella seconda parte dell'anno, che si confronterà con un secondo semestre 2011 già molto debole".
L'Espresso, "conferma la previsione di un risultato positivo anche per l'intero esercizio, pur in sensibile riduzione rispetto al 2011. Il carattere strutturale della crisi in atto richiede che il gruppo sia nuovamente impegnato in interventi di salvaguardia della propria economicità, nel breve e medio termine".
Le indicazioni sono in linea con le nostre aspettative, ci aspettiamo un secondo trimestre particolarmente difficile e stimiamo per l’intero anno un calo del 7% della raccolta pubblicitaria.
Ricordiamo che L’Espresso ha annunciato un piano di taglio costi nella divisione dei quotidiani locali che dovrebbe portare a risparmi nell’ordine dei 25 miliardi di euro nel corso del 2012.
Se lo scenario di mercato dovesse peggiorare ulteriormente la società può intervenire con altre misure di miglioramento dell’efficienza e di riduzione dei costi. Pensiamo che la divisione digital sarà risparmiata dal giro di vite, riteniamo che la società intenda continuare a investire nello sviluppo di questo segmento.
Giudizio INTERESSANTE, target price a 1,45 euro da 1,50 euro. Abbiamo lasciato invariate le stime sugli utili del gruppo in quanto i minori introiti da allegati sono bilanciati dai sussidi statali sulla carta.
Anche se le prospettive della pubblicità sono negative, confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE in quanto l’Espresso ha una solida struttura finanziaria e perché le valutazioni sono bassissime, sui minimi della storia della società.
Puntiamo su l’Espresso perché ci aspettiamo che la società sia in grado di ridurre ulteriormente i costi senza perdere ricavi ed efficienza. Per finire, ci aspettiamo che i due pacchetti di canali (Multiplex) di proprietà dell’Espresso possano aumentare di valore nel momento in cui sarà permesso dalla legge la conversione dell’uso, dalla Tv alla telefonia.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013

Fonte: stime Intermonte/websim
www.websim.it
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