ANALISI FONDAMENTALE: CREDEM
L’estrema pulizia e solidità del bilancio dà alla banca reggiana un notevole vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti e ci aspettiamo che nel 2014 l’istituto cresca guadagnando quote di mercato ....

Credem [EMBI.MI] ha chiuso il 2013 con un utile netto di 115,9 milioni di euro, in calo del 4,4% per un effetto fiscale non ricorrente. Al netto dell'impatto negativo derivante dall'addizionale Ires decisa dal governo a fine 2013, l'utile netto sarebbe in crescita del 7,1% a 129,8 milioni.

Il risultato operativo è salito del 3,8% a 346,8 milioni dopo un margine di intermediazione di 995,3 milioni (+2,5%) e costi di 613,3 milioni (+1,5%).
Le rettifiche nette di valore su crediti sono state pari a 120,3 milioni, in crescita del 35% rispetto a 89,1 milioni di euro a fine 2012, risentendo dell'indebolimento del quadro economico complessivo e a fronte di un rafforzamento dei criteri di valutazione dei crediti non performing.
Il rapporto delle sofferenze nette sugli impieghi è salito all'1,6% da 1,3%, ma resta sotto la media del sistema, con un livello di copertura delle sofferenze al 58,2% da 55,4%.
I crediti problematici totali netti sono salgono a 788,4 milioni da 714,6 milioni.
Il core Tier 1 è pari al 9,9%, leggermente inferiore al 10% del terzo trimestre, a seguito della crescita degli impieghi nel trimestre, ma in aumento rispetto al 9,4% di fine 2012.
Confermato il dividendo a 0,12 euro per azione.
Nessuna acquisizione in vista. Il direttore generale Adolfo Bizzocchi ha escluso qualsiasi ipotesi di acquisizione. La banca controllata dalla famiglia Maramotti punta nel prossimo anno ad ampliare la massa clienti per linee interne tramite una crescita di impieghi e raccolta superiore alla media di sistema.
"Non ci sentiamo piccoli. Siamo il 12°, 13° o 14° gruppo italiano. Se continuiamo con questo trend probabilmente nell'arco di 2-3 anni saremo tra i primi dieci", ha dichiarato Bizzocchi.
Tranquillità sul fronte patrimoniale. Credem è tra le quindici banche italiane soggette all'asset quality review (AQR) della Bce, ma non si aspetta "sorprese" negative soprattutto dopo gli interventi effettuati nell'ultima trimestrale volti ad aumentare la copertura delle sofferenze e, in generale, dei crediti problematici, ai valori massimi degli ultimi quattro anni.
La scelta di aumentare i livelli di copertura ha altresì portato a una crescita del costo del credito nel 2013 a 59 punti base da 46 pb dei primi nove mesi dell'esercizio ma l'istituto è fiducioso che possa scendere a valori più coerenti con il trend degli ultimi anni. "Per il 2014 mi aspetterei un costo del credito, comprendente anche l'AQR, non superiore ai 50 punti base", ha affermato.
La banca considera di potersi posizionare su un Core Tier 1 del 12%.
Sui ratios patrimoniali non sono attesi particolari impatti dai criteri di Basilea 3 a pieno regime, un livello che escluderebbe ("tassativamente" ha affermato Bizzocchi) un aumento di capitale.
Giudizio NEUTRALE confermato, target price a 7,2 euro. I risultati del 2013 sono stati positivi e migliori delle attese, confermando l'elevata capacità reddituale e la solidità patrimoniale della banca, peraltro rafforzata da un basso livello di sofferenze (NPL ratio 1,6%). Riteniamo però che ai prezzi attuali il titolo sconti pienamente le buone notizie.
Nella tabella i dati storici (A) e previsionali (E) del periodo 2012-2016:

Fonte: Websim/Intermonte
www.websim.it

Il risultato operativo è salito del 3,8% a 346,8 milioni dopo un margine di intermediazione di 995,3 milioni (+2,5%) e costi di 613,3 milioni (+1,5%).
Le rettifiche nette di valore su crediti sono state pari a 120,3 milioni, in crescita del 35% rispetto a 89,1 milioni di euro a fine 2012, risentendo dell'indebolimento del quadro economico complessivo e a fronte di un rafforzamento dei criteri di valutazione dei crediti non performing.
Il rapporto delle sofferenze nette sugli impieghi è salito all'1,6% da 1,3%, ma resta sotto la media del sistema, con un livello di copertura delle sofferenze al 58,2% da 55,4%.
I crediti problematici totali netti sono salgono a 788,4 milioni da 714,6 milioni.
Il core Tier 1 è pari al 9,9%, leggermente inferiore al 10% del terzo trimestre, a seguito della crescita degli impieghi nel trimestre, ma in aumento rispetto al 9,4% di fine 2012.
Confermato il dividendo a 0,12 euro per azione.
Nessuna acquisizione in vista. Il direttore generale Adolfo Bizzocchi ha escluso qualsiasi ipotesi di acquisizione. La banca controllata dalla famiglia Maramotti punta nel prossimo anno ad ampliare la massa clienti per linee interne tramite una crescita di impieghi e raccolta superiore alla media di sistema.
"Non ci sentiamo piccoli. Siamo il 12°, 13° o 14° gruppo italiano. Se continuiamo con questo trend probabilmente nell'arco di 2-3 anni saremo tra i primi dieci", ha dichiarato Bizzocchi.
Tranquillità sul fronte patrimoniale. Credem è tra le quindici banche italiane soggette all'asset quality review (AQR) della Bce, ma non si aspetta "sorprese" negative soprattutto dopo gli interventi effettuati nell'ultima trimestrale volti ad aumentare la copertura delle sofferenze e, in generale, dei crediti problematici, ai valori massimi degli ultimi quattro anni.
La scelta di aumentare i livelli di copertura ha altresì portato a una crescita del costo del credito nel 2013 a 59 punti base da 46 pb dei primi nove mesi dell'esercizio ma l'istituto è fiducioso che possa scendere a valori più coerenti con il trend degli ultimi anni. "Per il 2014 mi aspetterei un costo del credito, comprendente anche l'AQR, non superiore ai 50 punti base", ha affermato.
La banca considera di potersi posizionare su un Core Tier 1 del 12%.
Sui ratios patrimoniali non sono attesi particolari impatti dai criteri di Basilea 3 a pieno regime, un livello che escluderebbe ("tassativamente" ha affermato Bizzocchi) un aumento di capitale.
Giudizio NEUTRALE confermato, target price a 7,2 euro. I risultati del 2013 sono stati positivi e migliori delle attese, confermando l'elevata capacità reddituale e la solidità patrimoniale della banca, peraltro rafforzata da un basso livello di sofferenze (NPL ratio 1,6%). Riteniamo però che ai prezzi attuali il titolo sconti pienamente le buone notizie.
Nella tabella i dati storici (A) e previsionali (E) del periodo 2012-2016:

Fonte: Websim/Intermonte
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