ANALISI FONDAMENTALE: CREDEM
Secondo trimestre sopra le attese, bene la qualità degli impieghi
Risultati del secondo trimestre 2012 migliori delle attese: nel secondo trimestre il margine di interesse di Credem [EMBI.MI] è salito dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 119 milioni di euro. Il risultato è stato più alto del 4,2% rispetto alle nostre stime. Ciò è dovuto ad un costo più basso del previsto della raccolta e a un contributo più positivo delle attese del portafoglio finanziario (nonostante l’ammontare dei titoli di Stato italiani sia stato ridotto da 4,1 miliardi a 3,2 miliardi nel corso del trimestre).
Ottimo controllo dei costi. La banca ha ridotto le spese complessive dell’8,1% anno su anno a 149 milioni di euro, spaccato in -6% per il costo del personale e -15% per i costi di amministrazione.
La qualità degli impieghi è stato la vera sorpresa positiva nel secondo trimestre: gli accantonamenti sui crediti in sofferenza sono stati pari a 28 punti base nel secondo trimestre e pari a 27 punti base per la prima metà del 2012, al netto delle voci straordinarie. Si tratta di dati inferiori alla media del settore.
Alcune poste straordinarie negative hanno gravato sul risultato finale del secondo trimestre chiuso con profitti netti in crescita del 6% a 25 milioni di euro: 20 milioni di euro di maggiori oneri fiscali, 13,5 milioni legati ad una vecchia disputa legale e 3 milioni aggiuntivi sugli accantonamenti a fondi rischi.
Queste voci di bilancio sono state in parte controbilanciate dalle plusvalenze derivanti dalla cessione del bancassurance e di Euromobiliare Suisse per 15 milioni di euro.
Il Core Tier1 ratio è stato in linea con le nostre stime pari al 9,2%, un dato che probabilmente crescerà di almeno 100 punti base nel 2013.
Il dividendo accantonato nel 2012 è stato più alto del 30% rispetto all’anno precedente.
Ottima qualità degli asset e previsioni positive. L’ammontare dei crediti in sofferenza si attesta all’1,24% del totale impieghi netti, il dato più basso dell’intero settore bancario italiano. Il dato medio delle banche da noi analizzate è al 2,9%. Il “coverage ratio” (tasso di copertura) dei prestiti problematici di Credem è cresciuto rispetto al trimestre precedente dal 34,7% al 35%.
Il management ha confermato le previsioni di accantonamenti sui crediti in sofferenza nel 2012 di 35 punti base, ma non esclude la possibilità di battere a ribasso questa previsione (la nostra stima è di 42 punti base). Luglio e agosto non hanno fatto registrare nessun deterioramento della qualità dell’attivo.
Dopo il buon trimestre alziamo le stime di utile per azione. Abbiamo alzato le nostre stime dell’utile per azione del 9,4% nel 2012 e del 15% nel 2013, per una media del +12% nel biennio, grazie principalmente a costi più bassi e una diminuzione degli accantonamenti sui crediti in sofferenza (da 42 punti base a 35 punti base nel 2012).
Per quanto riguarda i ricavi, abbiamo limato dello 0,6% le stime sulle previsioni di ricavi del 2012, principalmente per una diminuzione delle commissioni, ma questo dato sarà più che compensato da un calo dei rischi sui prestiti. Abbiamo invece ritoccato al rialzo dell’1% le stime del 2013 grazie al contributo del margine di interesse.
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE, alziamo il target price a 4,15 euro da 3,7 euro. Crediamo che grazie ai buoni risultati trimestrali e alle migliorate prospettive le quotazioni saranno in grado di tornare sui massimi dell’anno registrati a febbraio (4,2 euro).
Siamo infatti convinti che una rivalutazione di Credem sia giustificata dall’alto valore del Rote (10% nel 2012, 10,4% nel 2013) e dalla qualità dell’attivo, in particolare se comparata con la redditività dei concorrenti di pari dimensioni.
Rafforziamo pertanto il giudizio INTERESSANTE e alziamo il target price a 4,15 euro sulla base di stime più alte.
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim
www.websim.it
Ottimo controllo dei costi. La banca ha ridotto le spese complessive dell’8,1% anno su anno a 149 milioni di euro, spaccato in -6% per il costo del personale e -15% per i costi di amministrazione.
La qualità degli impieghi è stato la vera sorpresa positiva nel secondo trimestre: gli accantonamenti sui crediti in sofferenza sono stati pari a 28 punti base nel secondo trimestre e pari a 27 punti base per la prima metà del 2012, al netto delle voci straordinarie. Si tratta di dati inferiori alla media del settore.
Alcune poste straordinarie negative hanno gravato sul risultato finale del secondo trimestre chiuso con profitti netti in crescita del 6% a 25 milioni di euro: 20 milioni di euro di maggiori oneri fiscali, 13,5 milioni legati ad una vecchia disputa legale e 3 milioni aggiuntivi sugli accantonamenti a fondi rischi.
Queste voci di bilancio sono state in parte controbilanciate dalle plusvalenze derivanti dalla cessione del bancassurance e di Euromobiliare Suisse per 15 milioni di euro.
Il Core Tier1 ratio è stato in linea con le nostre stime pari al 9,2%, un dato che probabilmente crescerà di almeno 100 punti base nel 2013.
Il dividendo accantonato nel 2012 è stato più alto del 30% rispetto all’anno precedente.
Ottima qualità degli asset e previsioni positive. L’ammontare dei crediti in sofferenza si attesta all’1,24% del totale impieghi netti, il dato più basso dell’intero settore bancario italiano. Il dato medio delle banche da noi analizzate è al 2,9%. Il “coverage ratio” (tasso di copertura) dei prestiti problematici di Credem è cresciuto rispetto al trimestre precedente dal 34,7% al 35%.
Il management ha confermato le previsioni di accantonamenti sui crediti in sofferenza nel 2012 di 35 punti base, ma non esclude la possibilità di battere a ribasso questa previsione (la nostra stima è di 42 punti base). Luglio e agosto non hanno fatto registrare nessun deterioramento della qualità dell’attivo.
Dopo il buon trimestre alziamo le stime di utile per azione. Abbiamo alzato le nostre stime dell’utile per azione del 9,4% nel 2012 e del 15% nel 2013, per una media del +12% nel biennio, grazie principalmente a costi più bassi e una diminuzione degli accantonamenti sui crediti in sofferenza (da 42 punti base a 35 punti base nel 2012).
Per quanto riguarda i ricavi, abbiamo limato dello 0,6% le stime sulle previsioni di ricavi del 2012, principalmente per una diminuzione delle commissioni, ma questo dato sarà più che compensato da un calo dei rischi sui prestiti. Abbiamo invece ritoccato al rialzo dell’1% le stime del 2013 grazie al contributo del margine di interesse.
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE, alziamo il target price a 4,15 euro da 3,7 euro. Crediamo che grazie ai buoni risultati trimestrali e alle migliorate prospettive le quotazioni saranno in grado di tornare sui massimi dell’anno registrati a febbraio (4,2 euro).
Siamo infatti convinti che una rivalutazione di Credem sia giustificata dall’alto valore del Rote (10% nel 2012, 10,4% nel 2013) e dalla qualità dell’attivo, in particolare se comparata con la redditività dei concorrenti di pari dimensioni.
Rafforziamo pertanto il giudizio INTERESSANTE e alziamo il target price a 4,15 euro sulla base di stime più alte.
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim
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