ANALISI FONDAMENTALE: BULGARI

Il 7 Marzo 2011 Paolo Bulgari, Nicola Bulgari e Paolo Trapani hanno annunciato di aver venduto la loro quota, pari al 50,43% del totale delle azioni di BVLGARI (BULG.MI), al gruppo francese LVMH, leader mondiale nel Lusso.

Le azioni state conferite in cambio di azioni del gruppo LVMH. Per ogni azione BVLGARI sono state conferite 0,108407 azioni LVMH, il valore delle azioni LVMH al momento dello scambio era di 113 euro, di conseguenza il prezzo pagato per le azioni BVLGARI è stato di 12,25 euro, in quel momento il titolo BVLGARI quotava 7,59 euro.

 

In seguito a quanto sopra riportato la famiglia Bulgari diverrà il secondo maggiore azionista privato del gruppo LVMH, dopo Bernard Arnault, e avrà diritto di eleggere due membri all’interno del consiglio di amministrazione del gruppo francese.  

 

OPA in contanti a 12,25 euro. Il gruppo LVMH ha poi annunciato che promuoverà un'OPA (offerta pubblica d'acquisto) in contanti al prezzo di 12,25 euro per ogni azione sul rimanente 49,57% del gruppo.

 

Prezzo elevato? E' interessante approfondire, a qualche mese di distanza dall'operazione, se il premio del 61% pagato da LVMH rispetto al prezzo a cui scambiava BVLGARI IL 6 Marzo 2011 sia stato o meno eccessivo.

In proposito, andiamo ad analizzare brevemente i risultati riportati nel primo semestre del 2011 dal gruppo BVLGARI.

Il fatturato è stato di 548 milioni di euro, in crescita del 23,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con utile operativo pari a 15,3 milioni di euro e utile netto a 9,1 milioni di euro.

Nel semestre considerato tutte le categorie di prodotto hanno contribuito positivamente alla crescita.
La gioielleria è cresciuta del 20,2%, gli orologi hanno registrato un aumento delle vendite pari al 25,9%. Anche i profumi hanno registrato una performance molto buona (+26,9%), gli accessori, infine, continuano a dare grandi soddisfazioni riportando una crescita del 24,2%.

Se andiamo ad analizzare il fatturato per area geografica registriamo ulteriori dati positivi.
Tutte le aree geografiche hanno registrato un ottimo andamento: su base annua l’Europa è cresciuta del 18,6% (con l’Italia a +11,1%), l’America del 16,1% e il Giappone del 4,6%. Il resto dell’Asia, che pesa per il circa il 31% del totale di ricavi, procede nella sua performance dai ritmi molto sostenuti (+44,2%) grazie anche al forte contributo del mercato cinese (Greater China: +59,5%). Il Medio Oriente/Resto del mondo, infine, ha riportato un incremento del 34,3%.

Passiamo ora ad analizzare alcuni aspetti riguardanti direttamente il prezzo a cui è stata acquisita BVLGARI.

La valutazione data da LVMH al gruppo Bvlgari è di 4,094 miliardi di euro al netto del debito. L'Ebitda per il 2010 è stato pari a circa 167 milioni di euro. Questo significa che il multiplo pagato da LVMH corrisponde a circa 24 volte il valore del suo Ebitda.

Per comprendere se questa valutazione sia stata o meno generosa possiamo andare ad analizzare quanto capitalizzano alcuni concorrenti di BVLGARI, sempre tenendo come riferimento la capitalizzazione di ognuno in rapporto al proprio Ebitda e non l'EV (ovvero l'Enterprice Value comprensivo del debito).

Dal momento che questi dati vogliono servire come termine di paragone e non per dare una valutazione in termini assoluti è sufficiente calcolare il multiplo usando l’Ebitda storico del 2010.

Al 10 Agosto 2011 LVMH capitalizzava circa 10 volte L'Ebitda 2010, Burberry 15 volte, Salvatore Ferragamo 16 volte, Prada 18 volte e infine Hermès ben 33 volte il valore dell'Ebitda 2010.

Se osserviamo come si presentavano gli stessi multipli il 7 Marzo 2011, giorno in cui venne annunciata l’Opa, osserviamo alcune cose interessanti.

Escluse Ferragamo e Prada, che 5 mesi fa non erano ancora state quotate in borsa, tutti gli altri player internazionali del settore del lusso trattavano a multipli uguali o più bassi rispetto a quelli odierni.

LVMH valeva 10 volte l'Ebitda 2010, Burberry 13 volte e Hermes 20 volte.

Settore Lusso ancora forte. Si può pertanto concludere questa analisi pur sommaria che, confrontando il multiplo dell’Ebitda a cui è stato acquisito BVLGARI (24 volte) con i multipli presenti sul mercato lo scorso Marzo, Bulgari è stata sicuramente pagata molto cara, ma se guardiamo i multipli a cui trattano oggi gli stessi titoli del Lusso vediamo che sono aumentati, allineandosi a quelli a cui è stata ceduta Bulgari.

Questo dato è particolarmente impressionante se consideriamo che nello stesso periodo il mercato azionario europeo ha perso oltre il 25%.

In sintesi, il mercato nel corso del 2011 sembra aver dato ragione a LVMH, che con l'acquisizione di Bulgari ha anticipato di fatto con grande intuizione il trend positivo del settore del lusso proseguito fino ad oggi.   

Di seguito la tabella con i dati storici dal 2008 al 2010:

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