ANALISI FONDAMENTALE: BIANCAMANO
Prosegue il processo di focalizzazione nel core business. Biancamano (BIAN.MI) sta portando avanti un piano industriale che prevede una crescita delle attività guidata dal core business, la raccolta di rifiuti solidi urbani, e la progressiva uscita dalle attività correlate.
In questa direzione l’ultima operazione in ordine di tempo è stata la cessione, per un controvalore di 5,5 mln eu, del ramo di azienda dei rifiuti ospedalieri facente parte del pacchetto di attività acquisite recentemente da Manutencoop. Da questa operazione Biancamano è uscita con una plusvalenza di 2 mln eu.
Primo trimestre 2011 sotto le attese, ma il terreno perso si può recuperare. Il primo trimestre ha riportato un fatturato in crescita a 68,6 milioni di euro +7,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’ Ebitda è sceso a 7,3 milioni di euro (-11%) con un’incidenza sul fatturato pari al 10,6%. L’Ebit si è attestato invece a 3,9 milioni di euro, l’utile netto a 1,3 milioni di euro e la posizione finanziaria netta è negativa per 136,7 milioni di euro.
I risultati del primo trimestre sono stati inferiori alle attese in parte penalizzati dall’aumento del costo del personale e dall’aumento del prezzo del gasolio.
Nel corso del 2011 questo impatto negativo dovrebbe essere riassorbito grazie alle revisioni al rialzo dei canoni annui pagati dai comuni affidatari del servizio di raccolta rifiuti.
La discarica si fa attendere. Uno dei principali asset del gruppo è rappresentato dalla discarica di Ponticelli a Imperia. Il sito è attualmente chiuso, un evento che sta penalizzando la marginalità del gruppo considerando che lo smaltimento dei rifiuti rende più della raccolta. Nel 2010 l’Ebitda è stato penalizzato per circa 3 mln di euro, rispetto a un utile di 2,7 mln eu del 2009.
Nell’ipotesi di riapertura nel corso del 2011 è quindi stimabile un impatto positivo sull’Ebitda che potrebbe valere come minimo 1 mln eu ovvero portare a un incremento delle nostre stime di circa il 5% e più che proporzionalmente sull’utile netto.
Confermiamo la raccomandazione MOLTO INTERESSANTE e portiamo il target di 2,50 eu. Nonostante i risultati trimestrali siano stati sotto le attese la visibilità sulla crescita del gruppo nel medio termine è assicurata dai contratti storici (che valgono quasi 200 mln eu all’anno di fatturato) e da quelli siglati nel 2010, pari a 230 mln eu che si spalmeranno nell’arco dei prossimi 4,5 anni.
Resta invece più complicato valutare l’andamento della profittabilità che potrebbe però sorprendere al rialzo con la riapertura della discarica di Ponticelli. Evento che però prudentemente preferiamo non considerare nelle nostre stime.
Ai prezzi attuali Biancamano tratta su multipli che giudichiamo interessanti ovvero 8 volte l‘utile 2011 e 5,5 volte l’Ebitda. Confermiamo pertanto la raccomandazione d’acquisto ma rivediamo al ribasso il target per tenere conto di un taglio delle stime di utile pari al 24% nel 2011 e al 10% per il 2012 alla luce dei deludenti risultati trimestrali.
Riportiamo nella seguente tabella i principali dati del periodo 2009/2013.

Fonte: elaborazione Websim-Intermonte
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