ANALISI FONDAMENTALE: BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA

Secondo trimestre 2012: risultati operativi in linea con le stime, peggio gli accantonamenti sui crediti in sofferenza.
Secondo trimestre 2012: risultati operativi in linea con le stime, peggio gli accantonamenti sui crediti in sofferenza.  I ricavi di Banca Popolare di Reggio Emilia [EMII.MI] sono cresciuti del 3,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 553 milioni di euro , +2% rispetto alle nostre stime, grazie alle commissioni cresciute del +7,7%. Questa voce dovrebbe essere considerata ricorrente, ma è stata controbilanciata in negativo dal margine di interesse sceso del 2,3% su base annua.
 
Nel complesso si è registrata una compressione dei margini e un moderato aumento del carry trade: i titoli di Stato italiani tenuti in portafoglio sono aumentati di soli 0,5 miliardi di euro rispetto al trimestre precedente, passando a 4,4 miliardi di euro.
 
I costi sono stati sostanzialmente in linea con le nostre stime, in miglioramento sulle recenti tendenze (-1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
 
Il vero punto debole è stato l’alto livello di accantonamenti sui crediti in sofferenza salito a 191 milioni di euro dai 101 milioni dello stesso periodo di un anno fa (ovvero 157 punti base rispetto alle nostre stime di 132 punti base e agli 82 punti base nel primo trimestre 2012). Questo effetto negativo è dovuto in parte al terremoto in Emilia (per 14,1 milioni di euro) e in parte ad ulteriori accantonamenti e svalutazioni del portafoglio prestiti di alcune controllate.
 
Il core tier1 di fine giugno è stato in linea con le stime all’8,07%.
 
La qualità degli asset deve essere  monitorata ma è governabile. Nel secondo trimestre c’è stato un aumento del 6,5% nei crediti problematici rispetto al trimestre precedente, fenomeno dovuto in parte al deterioramento del quadro macro ma anche alla pulizia del portafoglio prestiti  delle controllate. In questo senso l’aumento dovrebbe essere considerato un evento straordinario.
 
Nonostante l’aumento dei prestiti problematici, la prudente politica degli accantonamenti tenuta dalla banca ha permesso di aumentare la copertura nel trimestre al 31,9% del totale dei prestiti problematici rispetto al 31,7%.
 
Il management ha fornito una stima di 100 punti base di accantonamenti sui crediti in sofferenza per l’intero 2012. Si tratta di un forte aumento ma in linea con le nostre assunzioni. Ciò dovrebbe portare approssimativamente a un calo a 100 milioni di euro nel prossimo trimestre dai 191 milioni del secondo periodo.
 
Solidità patrimoniale in miglioramento. Il core tier1 ratio pari al 8,07% dovrebbe salire all’8,3-8,4% entro la fine del 2012 grazie ad alcune azioni di rafforzamento del capitale a alla cessione della banca depositaria.
 
Per quanto riguarda Basilea III, la banca dovrebbe aumentare il core Tier1 di circa 160 punti base entro 2013. In questo modo  dovrebbe essere conforme ai parametri richiesti da Basilea III e non vediamo alcun rischio di ulteriore iniezione di capitale.
 
Cambio nelle stime. Accantonamenti sui crediti in sofferenza e costi rimangono invariati. Abbiamo aggiustato le stime sui ricavi comprendendo un differente mix tra la voce commissioni e la voce margine di interesse. Nel complesso abbiamo lasciato invariate le stime 2012-2013 dell’utile per azione.
 
Confermiamo il giudizio INTERESSANTE con un prezzo obiettivo di 5,4 euro. Dai minimi di luglio il titolo ha messo a segno un violento rimbalzo di oltre l’80% che ha spinto le quotazioni vicino al nostro target price.
 
Vediamo con favore il miglioramento del trend dei ricavi, mentre ci aspettiamo che il management proseguirà nel processo di taglio dei costi. La banca dovrebbe essere in grado di tenere gli accantonamenti sui crediti in sofferenza sotto controllo grazie alle mosse già effettuate nel secondo trimestre e dovrebbe essere in grado di rispettare gli obbiettivi oggi fissati per l’intero anno.
 
Nonostante i maggiori accantonamenti sui crediti in sofferenza, Banca Popolare dell’Emilia Romagna resta la banca cooperativa più redditizia con il Rote 2012-2013 al 5,3% e con un  rapporto utile netto/patrimonio tangibile più alto della media di settore. Confermiamo il giudizio INTERESSANTE con un prezzo obiettivo di 5,4 euro.
 
 
 
Riportiamo nella tabella i principali dati per il periodo 2010 2014.

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Fonte: elaborazione Websim/Intermonte Sim

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