ANALISI FONDAMENTALE: B. POP. DELL'EMILIA ROMAGNA
Banca Popolare Emilia Romagna, per il suo posizionamento geografico e la sua valutazione, potrebbe essere uno dei maggiori beneficiari dell'atteso processo di consolidamento in seguito alla riforma delle banche popolari.
Banca Popolare dell'Emilia Romagna [EMII.MI] nel 2014 ha registrato un utile netto di 29,8 milioni di euro contro i 16,1 milioni registrati nell'anno precedente.
La situazione patrimoniale mostra un CET1 ratio1 fully phased (indice di solidità patrimoniale) al 10,9%.
L'Asset quality review coverage ratio sui crediti dubbi (tasso di copertura dei crediti problematici) risultava in aumento al 40,7% a fine dicembre dal 39,6% del trimestre precedente.
Commento. I risultati non hanno sorpreso le attese del consenso. La banca ha chiuso il quarto trimestre con risultati in linea con le attese a livello di utile, con una perdita di 46 milioni di euro.

I ricavi sono stati inferiori alle attese (-2,1%) anche a causa di un margine di interesse debole che risente di un andamento ancora negativo a livello di volumi (-1,5% sul trimestre precedente e -5,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente).
I costi, superiori alle nostre stime a causa di spese per il personale che hanno sorpreso al rialzo, probabilmente legate al piano esuberi, sono stati più che compensati dai minori accantonamenti. Il costo del credito è stato pari a 212 punti base, inferiore alla nostra stima di 284 punti base.
Torna il dividendo dopo due anni di digiuno. Il cda ha deliberato di proporre all'assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo di 2 centesimi per azione per un monte complessivo di 9,63 milioni di euro.
L'ultimo dividendo era stato distribuito dalla banca sull'esercizio 2011.
"Questa decisione vuole quindi sottolineare l’ottima solidità patrimoniale raggiunta e la fiducia nelle prospettive di crescita del Gruppo BPER", ha commentato l'amministratore delegato, Alessandro Vandelli.
Il Cda del gruppo ha approvato il nuovo piano industriale 2015-2017 che si focalizza su:
1) miglioramento dei ricavi (prevista una di crescita media annua dei ricavi dell'1,3% tra il 2014 e il 2017);
2) riduzione dei costi ma con investimenti per l’aggiornamento della piattaforma online (-0,8% di calo medio annuo dei costi nel periodo del piano);
3) ottimizzazione del profilo di rischio con un costo del credito che dovrebbe ridursi a 83 punti base dai 185 punti base ovvero a 400 milioni di euro dagli 858 milioni attuali;
La banca prevede un obiettivo di Rote (Return on tangible equity, indicatore che misura la redditività operativa) al 9% nel 2017.

L'utile netto al 2017 è stimato a 400 milioni di euro.
Il CET1 ratio (indice di solidità patrimoniale) è previsto al 12% considerando una quota di utili destinata a pagare i dividendi superiore al 30% nell’arco piano.
Nostre considerazioni. Stimiamo al momento per BPER un ROTE al 2017 pari all'8% rispetto ad una media di sistema (banche popolari) intorno al 6%.
Per quanto riguarda ipotesi di M&A ci sembra prematuro pensare che qualcosa possa accadere in tempi brevi. Non riteniamo che BPER sia interessata a Banca popolare dell'Etruria e del Lazio o a Cariferrara.
Confermiamo la raccomandazione MOLTO INTERESSANTE con target price a 9,6 euro.
I target forniti dalla banca sono superiori alle nostre stime a causa di ricavi leggermente più alti e un costo del credito più basso. Le nostre previsioni rimangono prudenzialmente inferiori alle indicazioni del management per il 2017.
Per il 2015 stimiamo ricavi in leggera riduzione intorno ai 2,2 miliardi di euro, un Ebit di 900 milioni e un utile netto di 144 milioni, in forte recupero rispetto ai circa 30 milioni del 2014.
L'utile per azione è stimato a 0,40 euro da 0,126 euro.
Ai prezzi di oggi il titolo tratta con un P/E di 17,5x.
Banca Popolare Emilia Romagna, per il suo posizionamento geografico e la sua valutazione, potrebbe essere uno dei maggiori beneficiari dell'atteso processo di consolidamento in seguito alla riforma delle banche popolari.
Stime: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
La situazione patrimoniale mostra un CET1 ratio1 fully phased (indice di solidità patrimoniale) al 10,9%.
L'Asset quality review coverage ratio sui crediti dubbi (tasso di copertura dei crediti problematici) risultava in aumento al 40,7% a fine dicembre dal 39,6% del trimestre precedente.
Commento. I risultati non hanno sorpreso le attese del consenso. La banca ha chiuso il quarto trimestre con risultati in linea con le attese a livello di utile, con una perdita di 46 milioni di euro.

I ricavi sono stati inferiori alle attese (-2,1%) anche a causa di un margine di interesse debole che risente di un andamento ancora negativo a livello di volumi (-1,5% sul trimestre precedente e -5,6% sullo stesso periodo dell’anno precedente).
I costi, superiori alle nostre stime a causa di spese per il personale che hanno sorpreso al rialzo, probabilmente legate al piano esuberi, sono stati più che compensati dai minori accantonamenti. Il costo del credito è stato pari a 212 punti base, inferiore alla nostra stima di 284 punti base.
Torna il dividendo dopo due anni di digiuno. Il cda ha deliberato di proporre all'assemblea dei soci la distribuzione di un dividendo di 2 centesimi per azione per un monte complessivo di 9,63 milioni di euro.
L'ultimo dividendo era stato distribuito dalla banca sull'esercizio 2011.
"Questa decisione vuole quindi sottolineare l’ottima solidità patrimoniale raggiunta e la fiducia nelle prospettive di crescita del Gruppo BPER", ha commentato l'amministratore delegato, Alessandro Vandelli.
Il Cda del gruppo ha approvato il nuovo piano industriale 2015-2017 che si focalizza su:
1) miglioramento dei ricavi (prevista una di crescita media annua dei ricavi dell'1,3% tra il 2014 e il 2017);
2) riduzione dei costi ma con investimenti per l’aggiornamento della piattaforma online (-0,8% di calo medio annuo dei costi nel periodo del piano);
3) ottimizzazione del profilo di rischio con un costo del credito che dovrebbe ridursi a 83 punti base dai 185 punti base ovvero a 400 milioni di euro dagli 858 milioni attuali;
La banca prevede un obiettivo di Rote (Return on tangible equity, indicatore che misura la redditività operativa) al 9% nel 2017.

L'utile netto al 2017 è stimato a 400 milioni di euro.
Il CET1 ratio (indice di solidità patrimoniale) è previsto al 12% considerando una quota di utili destinata a pagare i dividendi superiore al 30% nell’arco piano.
Nostre considerazioni. Stimiamo al momento per BPER un ROTE al 2017 pari all'8% rispetto ad una media di sistema (banche popolari) intorno al 6%.
Per quanto riguarda ipotesi di M&A ci sembra prematuro pensare che qualcosa possa accadere in tempi brevi. Non riteniamo che BPER sia interessata a Banca popolare dell'Etruria e del Lazio o a Cariferrara.
Confermiamo la raccomandazione MOLTO INTERESSANTE con target price a 9,6 euro.
I target forniti dalla banca sono superiori alle nostre stime a causa di ricavi leggermente più alti e un costo del credito più basso. Le nostre previsioni rimangono prudenzialmente inferiori alle indicazioni del management per il 2017.
Per il 2015 stimiamo ricavi in leggera riduzione intorno ai 2,2 miliardi di euro, un Ebit di 900 milioni e un utile netto di 144 milioni, in forte recupero rispetto ai circa 30 milioni del 2014.
L'utile per azione è stimato a 0,40 euro da 0,126 euro.
Ai prezzi di oggi il titolo tratta con un P/E di 17,5x.
Banca Popolare Emilia Romagna, per il suo posizionamento geografico e la sua valutazione, potrebbe essere uno dei maggiori beneficiari dell'atteso processo di consolidamento in seguito alla riforma delle banche popolari.
Stime: elaborazione Websim/Intermonte
www.websim.it
Azioni menzionate
Advertisment

Scopri di più su Advertisment
