ANALISI FONDAMENTALE: B. POP. DELL'EMILIA ROMAGNA
Dati del terzo trimestre deboli, tagliamo le stime di utile del 2015 ma confermiamo la raccomandazione INTERESSANTE perché ci aspettiamo un nuovo piano industriale votato alla crescita ed al taglio costi...
Risultati dei primi nove mesi in forte recupero. Banca Popolare dell'Emilia Romagna [EMII.MI] chiude i primi nove mesi del 2014 con un utile netto di 75,8 milioni di euro da 32,2 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso.
Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a 590,6 milioni, in diminuzione del 5,2%, riferibili principalmente a rettifiche operate nel comparto del credito (580,1 milioni).
Per quanto riguarda i ratio patrimoniali, il Common Equity Tier 1 ratio (Phased in) è pari all'11,09% (9,30% al 30 giugno 2014 e 9,15% all'1 gennaio 2014).
L'indice calcolato in regime di piena applicazione (Fully Phased) è pari al 10,66%.
Scorporando i dati del terzo trimestre si nota un calo degli introiti totali del 3,4% anno su anno, che è il risultato di una flessione del margine di interesse e delle commissioni. In ribasso del 5,6% gli impieghi. Meglio del previsto il costo del rischio.
Previsioni. Il gruppo mantiene come obiettivi prioritari per fine anno il consolidamento della redditività "su livelli significativamente superiori allo scorso anno, il mantenimento dei soddisfacenti livelli di copertura dei crediti deteriorati raggiunti fino ad oggi e il contenimento dei costi di gestione".
Il livello delle rettifiche su crediti dell'anno è atteso in sensibile miglioramento rispetto al 2013, pur influenzato dagli effetti del Credit File Review nell'ambito dell'attività di AQR.
"Sulla base di approfondite stime ed analisi interne ed in funzione del costante approccio prudenziale in tema di accantonamenti e coperture, non si prevedono ulteriori significative rettifiche su crediti in conseguenza dell'AQR sulle singole posizioni analizzate nell'attività di Credit File Review nell'ambito del risultato dell'Asset Quality Review".
Nuovo piano industriale. Nel corso del terzo trimestre sono state avviate le attività per l'elaborazione del nuovo piano industriale che sarà presentato all'inizio del prossimo anno e avrà, tra gli altri, l'obiettivo di ridisegnare e innovare il modello distributivo di gruppo e di favorire il raggiungimento di un adeguato e sostenibile livello di redditività, si legge nella nota.
Raccomandazione INTERESSANTE, target 7,3 euro. I dati operativi del terzo trimestre sono stati in forte ripresa ma inferiori alle nostre attese, per questo motivo abbiamo tagliato le stime di utile del 2015 e del 2016.
E’ stato invece meglio delle aspettative il costo del rischio e resta molto buono il livello di copertura dei prestiti compromessi, tra i più alti nel segmento delle banche popolari.
In sintesi, confermiamo la visione positiva in quanto ci aspettiamo novità importanti dal piano industriale. In particolare, pensiamo che la banca si concentrerà sul taglio costi e sull’aumento dei ricavi.
Di seguito i principali indicatori:
B. Pop. Emilia Romagna tratta in borsa a 0,4 volte il Book Value. Il P/E 2014 è 33x.
Nel 2015 la banca dovrebbe tornare a distribuire il dividendo, dopo due anni a secco. La previsione del consenso è di 0,05 euro per azione (rendimento lordo 0,90%), la nostra previsione è più conservativa e pari a 0,02 euro (rendimento lordo dello 0,3%).
Stime Websim/Intermonte
www.websim.it
Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a 590,6 milioni, in diminuzione del 5,2%, riferibili principalmente a rettifiche operate nel comparto del credito (580,1 milioni).
Per quanto riguarda i ratio patrimoniali, il Common Equity Tier 1 ratio (Phased in) è pari all'11,09% (9,30% al 30 giugno 2014 e 9,15% all'1 gennaio 2014). L'indice calcolato in regime di piena applicazione (Fully Phased) è pari al 10,66%.
Scorporando i dati del terzo trimestre si nota un calo degli introiti totali del 3,4% anno su anno, che è il risultato di una flessione del margine di interesse e delle commissioni. In ribasso del 5,6% gli impieghi. Meglio del previsto il costo del rischio.
Previsioni. Il gruppo mantiene come obiettivi prioritari per fine anno il consolidamento della redditività "su livelli significativamente superiori allo scorso anno, il mantenimento dei soddisfacenti livelli di copertura dei crediti deteriorati raggiunti fino ad oggi e il contenimento dei costi di gestione".
Il livello delle rettifiche su crediti dell'anno è atteso in sensibile miglioramento rispetto al 2013, pur influenzato dagli effetti del Credit File Review nell'ambito dell'attività di AQR.
"Sulla base di approfondite stime ed analisi interne ed in funzione del costante approccio prudenziale in tema di accantonamenti e coperture, non si prevedono ulteriori significative rettifiche su crediti in conseguenza dell'AQR sulle singole posizioni analizzate nell'attività di Credit File Review nell'ambito del risultato dell'Asset Quality Review".
Nuovo piano industriale. Nel corso del terzo trimestre sono state avviate le attività per l'elaborazione del nuovo piano industriale che sarà presentato all'inizio del prossimo anno e avrà, tra gli altri, l'obiettivo di ridisegnare e innovare il modello distributivo di gruppo e di favorire il raggiungimento di un adeguato e sostenibile livello di redditività, si legge nella nota.
Raccomandazione INTERESSANTE, target 7,3 euro. I dati operativi del terzo trimestre sono stati in forte ripresa ma inferiori alle nostre attese, per questo motivo abbiamo tagliato le stime di utile del 2015 e del 2016.
E’ stato invece meglio delle aspettative il costo del rischio e resta molto buono il livello di copertura dei prestiti compromessi, tra i più alti nel segmento delle banche popolari.
In sintesi, confermiamo la visione positiva in quanto ci aspettiamo novità importanti dal piano industriale. In particolare, pensiamo che la banca si concentrerà sul taglio costi e sull’aumento dei ricavi.
Di seguito i principali indicatori:
B. Pop. Emilia Romagna tratta in borsa a 0,4 volte il Book Value. Il P/E 2014 è 33x.
Nel 2015 la banca dovrebbe tornare a distribuire il dividendo, dopo due anni a secco. La previsione del consenso è di 0,05 euro per azione (rendimento lordo 0,90%), la nostra previsione è più conservativa e pari a 0,02 euro (rendimento lordo dello 0,3%).
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