Focus sui Mercati Finanziari
Aumentano le speranze di un accordo. Il Brent si avvia verso il peggior mese dallo scoppio della pandemia. Maggio fantastico per le borse di Corea del Sud, Taiwan e Giappone. Non male Piazza Affari

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Borse di notte
Borse dell'Asia-Pacifico in rialzo e petrolio in discesa. Aumentano le speranze di un accordo di pace: diverse testate danno come imminente l’annuncio di un’estensione di un paio di mesi della tregua in vigore. Ieri a Wall Street triplice record di Nasdaq, S&P500 e Dow Jones.
Stamattina i future di Wall Street sono piatti. Nel corso della notte la spinta rialzista si è indebolita per effetto del fallimento del test di lancio del razzo Blue Origin, oltre che delle indiscrezioni sulla valutazione di base dell’IPO di SpaceX, abbassata a 1.800 miliardi da 2.000 come era circolato il mese scorso. I future sull'Eurostoxx guadagnano lo 0,3%.
Giappone. Indice Nikkei +2,40%. L'indice chiave dell'inflazione di Tokyo ha inaspettatamente rallentato al ritmo più lento degli ultimi quattro anni, una frenata che non necessariamente porterà al deragliamento del previsto aumento dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone già il mese prossimo.
Cina. CSI 300 +0,3%, Hang Seng +1%, Taiex di Taiwan +2,7%. La Cina punta a emettere obbligazioni sovrane verdi offshore e ad attingere ai capitali globali per investire nello sviluppo verde. Stanotte Pechino ha lanciato a Hong Kong il collocamento di obbligazioni sovrane verdi per un valore di 886 milioni di dollari USA, la prima di questo tipo nella città.
Corea del Sud. Kospi +3%. India e Corea hanno concordato di affrontare le preoccupazioni di Nuova Delhi in merito al crescente deficit commerciale bilaterale nell'ambito dell'attuale Accordo di Partenariato Economico Globale (CEPA), anziché negoziare un nuovo accordo commerciale.
Punto sulle borse
A Maggio sono sbocciati tanti record. Contravvenendo al tradizionale detto "Sell in May and go away", diversi listini hanno vissuto una fase di marcato ottimismo, mentre sono passate in secondo piano le preoccupazioni legate a geopolitica e inflazione.
Tanto per cominciare hanno segnato un nuovo massimo storico i 4 indici globali per eccellenza: l'MSCI World, l'MSCI Acwi, l'MSCI Asia-Pacific, l'MSCI Emerging Markets, con guadagni mensili compresi tra il +4,0% del primo al +8% dell'ultimo.
Il motore del rialzo ha un nome e cognome: Intelligenza Artificiale e Semiconduttori. La proiezione di una crescita esponenziale delle tecnologie legate allo sviluppo dell'IA ha portato l'indice SOX dei semiconduttori a guadagnare oltre il +20% a maggio ed estendere la performance del 2026 a +80%. Effetto traino dunque su Nasdaq 100 (+9% il bilancio mensile), Kospi della Corea del Sud (+22%), Taiex di Taiwan (+13%) dominati dalla tecnologia. Molto bene anche il Nikkei di Tokyo, +10%, per un mix di fattori, tra cui il rallentamento a sorpresa dell'inflazione.
Chi ha "steccato"? Maggio è stato un flop per alcune borse che hanno sofferto la prospettiva di un forte aumento dell'inflazione (Brasile -8%, India -2%), il ritardo nello sviluppo dell'IA (Hong Kong), i timori parzialmente rientrati di una crisi politica (UK -0,5%).
- si piazza Milano. L'indice FTSEMIB ha accumulato un guadagno del +3,30%, violando per la prima volta dal marzo 2000 la soglia dei 50mila punti. Da rilevare che la tipologia "total return" che comprende i dividendi staccati nel periodo è cresciuto del +4,50%, miglior bilancio mensile in Europa.
Prospettive. Siamo convinti che non sia all'orizzonte una inversione del trend positivo delle borse, malgrado qualche fisiologico eccesso probabilmente nel mondo dell'IA. La liquidità e la propensione al rischio restano elevate e se dovessero esserci sviluppi positivi sul quadro geopolitico, la ripresa di alcuni settori "ritardatari" come Lusso, Automotive, Viaggi, ... potrebbe agevolare il raggiungimento di novi top assoluti.
Macrovariabili
Petrolio (Brent 92,60 usd)
Il Brent cede l'1,2% e si avvia a chiudere maggio con una perdita del -19%. E' il bilancio mensile peggiore dallo scoppio della pandemia nel marzo 2020. Secondo quanto riferito da fonti a Reuters, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo giovedì per estendere il cessate il fuoco e revocare le restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz, sebbene il presidente statunitense Donald Trump non lo abbia ancora approvato e i media statali iraniani abbiano affermato che l'accordo non è ancora stato finalizzato. "Il consenso generale è che il conflitto sia finito e che un accordo sia imminente. Finché questa narrazione rimarrà valida, il prezzo del petrolio greggio avrà spazio per estendere il suo calo verso il supporto della trendline intorno agli 80 dollari", ha affermato Tony Sycamore, analista di IG.
Operatività
Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia si è finora confermato corretto il suggerimento di non acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo. Intervenire in acquisto non prima di 85/80 usd. Solo una chiusura di settimana/mese sopra quota 120 dollari proietterà il movimento fino ai massimi di lunghissimo periodo, verso 140/145 dollari e farà scattare acquisti in tendenza in ottica speculativa.
Indice Commodity (135,40 usd)
L'indice Bloomberg delle materie prime si avvia a chiudere maggio in perdita del -3,4% a valle della caduta del greggio. Rame sotto i riflettori. Il cosiddetto metallo rosso chiuderà maggio con un guadagno del +4% (circa 13.700 usd), nono mese positivo degli ultimi dieci. Superata nel corso del mese la soglia dei 14mila usd la tonnellata. Il mercato del rame si prepara a un nuovo round di dazi doganali Usa. La scadenza per la decisione dell'amministrazione Trump sull'eventuale imposizione di dazi sulle importazioni di rame raffinato è fissata per la fine di giugno. La reazione del mercato è un ampliamento dell'arbitraggio tra il contratto sul rame statunitense, con dazi già pagati, quotato al CME (Canadian Metal Exchange), e il prezzo internazionale del London Metal Exchange (LME). Il premio crescente per le consegne negli Usa sta attirando più metallo negli USA, riducendo la disponibilità altrove. Includendo il metallo stoccato fuori mercato, le scorte Usa ammontano probabilmente a oltre 1 milione di tonnellate, non quanto quelle detenute dalla Cina, ma superiori a quelle di qualsiasi altro Paese.
Operatività
Si è confermato valido il suggerimento di sfruttare gli strappi verso l'area dei massimi del 2022 a 140 usd per prendere profitto. Solo una chiusura di settimana/mese oltre 143-145 usd aprirà una nuova strategia di accumulo.
Oro (4.510 usd) Argento (76,0 usd)
Clima molto volatile nelle ultime sedute. Il bilancio mensile dell'oro è intorno a -2,3%, si stratta del terzo mese consecutivo in perdita. L'oro spot giovedì ha rischiato di chiudere la giornata al di sotto della sua media mobile a 200 giorni (4.394 usd) per la prima volta da ottobre 2023, ma stavolta gli operatori non si aspettano un rapido rimbalzo. La pressione al ribasso è in parte dovuta alle esigenze delle banche centrali dei mercati emergenti, che stanno esaurendo le riserve per difendere le proprie valute da un dollaro forte. Le autorità indiane si sono spinte fino a inasprire le norme per l'importazione di oro nel paese, nell'ambito degli sforzi per difendere la rupia nel contesto della guerra in Medio Oriente. Inoltre, il metallo prezioso continua a scendere nonostante i rendimenti obbligazionari siano calati dai massimi di maggio, un chiaro segnale che la domanda di metalli preziosi non è forte come all'inizio dell'anno. Anche le prospettive per l'argento sono negative. Nel frattempo, le partecipazioni degli ETF sull'oro sono diminuite di circa il 6% rispetto al picco di inizio marzo, eliminando un ulteriore supporto per il metallo.
Operatività
Alziamo l'allerta. Ci stiamo avvicinando a un'area, 4.100/4mila usd, dove torna interessante comprare in ottica di lunga periodo. Ripartenza dell'uptrend, e acquisti in tendenza, solo con la piena rottura di area 4.900 usd, per un obiettivo sui massimi in area 5.600 usd.
Forex Euro/Usd (1,164)
Il dollaro ha recuperato poco meno di un punto percentuale a maggio, mentre gli ultimi dati macroeconomici non hanno fatto chiarezza su quelle che potrebbero essere le prossime mosse della FED in materia di tassi. L’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), il dato più attenzionato dalla banca centrale, è aumentato del 3,8% anno su anno, perfettamente in linea con le stime, così come l'indice core (escludendo alimentari ed energia), che è cresciuto del 3,3%. Di tenore contrastato gli altri dati su reddito personale, spesa personale, ordini di beni durevoli, nuove richieste settimanali di disoccupazione e PIL del primo trimestre (+1,6% vs +2%stimato). Con questi numeri, il neo-presidente Kevin Warsh dovrà muoversi con estrema attenzione.
Operatività
Riteniamo corretto comprare il dollaro in ottica di diversificazione in area 1,17/1,20. Segnali di inversione del trend negativo emergeranno con la discesa confermata su base settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10.
Bitcoin (73.500 usd)
Maggio viaggia con un bilancio in rosso del -4%. Il prezzo di Bitcoin è sceso sul livello più basso da oltre sei settimane a causa delle incertezze legate alla guerra in Medio Oriente e dei deflussi dagli ETF Usa, i dati aggiornati segnalano circa 2,1 miliardi di dollari finora a maggio, il calo mensile più consistente da novembre. Il peggioramento del sentiment ha portato alla chiusura di circa 870 milioni di dollari di scommesse rialziste sulle criptovalute nelle ultime 24 ore, secondo i dati di CoinGlass. "Da quello che posso vedere, sembra un evento di liquidazione, guidato da una combinazione di shock geopolitico e posizioni long eccessivamente indebitate", ha affermato Rachael Lucas, analista di BTC Markets. "Una rottura netta al ribasso dei 70.000 dollari innescherebbe probabilmente una spirale di stop-loss e liquidazioni" ha precisato.
Operatività
Il quadro di breve si conferma debole. La recente chiusura sotto 80mila usd ha aperto la strada per una discesa fin verso area 74mila/72mila usd, raggiunta in questi giorni, dove si può tornare a comprare sulla debolezza in ottica di trading. Applicare uno stop loss prudenziale in caso di chiusura sotto 70mila usd.
Bond
Maggio si sta rivelando un mese contrastato per i principali bond governativi. E' stato il quarto mese negativo su cinque per il Treasury decennale (-0,7%), mentre si sono intensificate le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della FED. E' stato invece il quarto mese positivo su cinque per il nostro BTP decennale (+1,50%), che in parte ha recuperato il tremendo -5% di marzo, in parte ha premiato la stabilità politica, evento rarissimo per il nostro Paese. Il governo Meloni ha superato i 1.300 giorni, collocandosi al secondo posto tra i governi più longevi della storia repubblicana. Ma la vera sorpresa è il Gilt britannico, che ha guadagnato il +2,4% a maggio perchè il mercato aveva anticipato già a marzo e ad aprile scenari di crisi politica che non si sono poi concretizzati, convincendo gli investitori sul fatto che un rendimento superiore al 5% sul decennale (oggi 4.83%) non era tutto sommato da buttare alle ortiche!
Operatività. Gran parte del rialzo dei rendimenti è stato determinato dal forte aumento dei prezzi del petrolio registrato dall'inizio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio. Si teme infatti che uno shock energetico possa innescare un'impennata dell'inflazione in diversi paesi del mondo e, di conseguenza, indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse. Tuttavia, se non diamo per scontato che il rialzo del petrolio, per lo meno in queste dimensioni, diventi strutturale, allora i rendimenti dei bond governativi, soprattutto sulle scadenza lunghe, potrebbero rivelarsi un'ottima occasione per accumulare, escludendo però in questa fase "posizioni puramente speculative".
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