Focus sui Mercati Finanziari
La caduta del petrolio fa ripartire gli acquisti sulle borse; il produttore cinese di chip di memoria CXMT schizza in rialzo del +500% al debutto, vale più di Intel

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Borse di notte
Borse asiatiche in prevalente rialzo, mentre torna la voglia di rischio grazie al brusco arretramento del petrolio, favorito a sua volta dall'allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Future sull'Eurostoxx +0,7%, future sul NASDAQ +1,3%.
Corea del Sud. Kospi +0,5%. Naver Corp, in netto rialzo dopo aver annunciato che NVIDIA acquisirà azioni di nuova emissione per un valore di 1 miliardo di dollari nell'ambito di una partnership finalizzata alla realizzazione di un data center dedicato all'intelligenza artificiale.
Cina. Hang Seng +0,8%. CSI 300 +0,2%. Taiex di Taipei -0,6%. Contemporary Amperex Technology Co. (batterie elettriche) sale dopo aver comunicato utili del primo semestre superiori alle attese e annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie.
Altrove, Nikkei +0,3%, BSE Sensex +0,7%.
Punto sulle borse
Anche se il Settore Semiconduttori è stato protagonista di un finale di settimana burrascoso (venerdì l'Indice SOX ha chiuso in ribasso del -4,2% con Sandisk a -10%, STM ha perso il -20% in due sedute), potrebbe tornare rapidamente alla ribalta grazie alle ultime news.
Le azioni del produttore cinese di chip di memoria CXMT Corp sono schizzate di oltre il +500% stamattina al debutto alla Borsa di Shanghai, portando la società a diventare l'azienda quotata di maggior valore in Cina e superando la capitalizzazione di mercato del produttore di chip statunitense Intel.
Il rally valuta la società oltre 530 miliardi di dollari, superando la capitalizzazione di mercato di Intel (465 mld) e quella di Industrial and Commercial Bank of China, la ex più grande società quotata in Cina per valore.
CXMT, il principale produttore cinese di chip di memoria DRAM, ha raccolto 8,6 miliardi di dollari. I proventi saranno destinati all'espansione della capacità produttiva, al finanziamento della ricerca e sviluppo e al rafforzamento del capitale circolante. L'offerta pubblica iniziale (IPO) è stata la più grande in Asia nel 2026.
L'azienda si è affermata come uno dei principali beneficiari dell'impennata della domanda di chip di memoria utilizzati nei server e nei data center per l'IA.
Il successo dell'IPO dovrebbe favorire le quotazioni previste per Yangtze Memory Technologies, per la divisione chip Kunlunxin di Baidu e per altre società tecnologiche cinesi.
Macrovariabili
Petrolio (Brent 92,0 usd)
Petrolio in caduta a seguito degli ultimi sviluppi della situazione in Medio Oriente. Il Brent ha chiuso venerdì la quarta settimana di guadagni (+10%), malgrado la correzione dal picco intorno a 102 usd. La guerra con l'Iran si è intensificata nel week end, nonostante una pausa negli attacchi statunitensi. Sabato, l'esercito americano ha dichiarato che il blocco navale contro l'Iran "resta pienamente in vigore", ma non ha spiegato il motivo dell'interruzione di una serie di 13 notti di attacchi sempre più intensi. Gli Houthi yemeniti, alleati dell'Iran, hanno attaccato le installazioni petrolifere saudite lungo la costa del Mar Rosso, mettendo a rischio una seconda importante rotta marittima. Il regno ha aumentato notevolmente le spedizioni dalla sua costa occidentale da quando la guerra con l'Iran ha interrotto il traffico attraverso Hormuz. Il petrolio trasportato attraverso l'Arabia Saudita tramite l'oleodotto East-West Pipeline può partire dai terminali del Mar Rosso senza dover attraversare lo stretto. Gran parte di questo greggio ha viaggiato verso sud attraverso Bab al-Mandeb prima di raggiungere i clienti in Asia. I recenti attacchi degli Houthi contro le navi saudite hanno reso il passaggio sempre più rischioso, spingendo alcune petroliere a invertire la rotta e a navigare verso nord, in direzione dell'Egitto.
Operatività
Approfittare dello strappo oltre la soglia discriminante dei 100 dollari al barile per prendere profitto. Accumulare sui livelli pre-conflitto in area 70 dollari.
Indice Commodity (133,0 usd)
L'indice apre in ribasso dell'1,5%, condizionato dalla brusca inversione di rotta del petrolio. L'indice delle principali materie di base aveva incamerato la quarta settimana positiva di seguito (+2,7%), portando il bilancio annuale a +23% grazie soprattutto al balzo di petrolio e derivati. Il gas naturale UE (TTF), oggi in ribasso del 9% a 58 euro, è cresciuto del +10% nell'arco della settimana, per un bilancio annuale intorno a +118%. Per l'Italia e i paesi europei è una corsa ad accaparrarsi le scorte in vista dell'inverno. Nella prima metà del 2026, Adriatic LNG ha immesso nella rete nazionale italiana 4,4 miliardi di metri cubi di gas naturale, una quantità sufficiente a coprire il 14% del fabbisogno totale di gas del Paese e oltre il 40% di tutte le importazioni nazionali di GNL. Adriatic LNG è la società che gestisce il più grande terminale offshore italiano per la rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL). Il terminale si trova nell'Alto Adriatico, circa 15 km al largo della costa veneta, vicino a Porto Levante (Rovigo). I dati confermano la sua posizione di terza maggiore fonte di importazioni di gas naturale in Italia, dopo i gasdotti provenienti da Algeria e Azerbaigian. Le tensioni nel Golfo Persico hanno causato un'interruzione temporanea delle spedizioni di GNL dal Qatar attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei punti di strozzatura energetica più critici al mondo, e tale interruzione si è propagata rapidamente, rimodellando la distribuzione geografica delle forniture che raggiungono i terminali in tutta Europa. Per i clienti di Adriatic LNG, la riduzione dei volumi provenienti dal Qatar ha creato un'immediata sfida in termini di approvvigionamento. È stato necessario trovare rapidamente rotte di fornitura alternative: nella prima metà del 2026 sono arrivate ad Adriatic LNG 28 navi metaniere provenienti dagli Stati Uniti.
Operatività
L'indice delle commodity è tornato a spingere al rialzo. Obiettivo del movimento in corso intorno a 142 punti. Peggioramento strutturale del quadro di fondo in caso di cedimento di area 120 usd.
Oro (4.090 usd) Argento (59,30 usd)
Avvio in rialzo dell'1% e del 2% rispettivamente grazie alla discesa del greggio. Venerdì, i metalli preziosi hanno interrotto una serie negativa di due settimane, oro +1% e argento +4% il bilancio delle ultime 5 sedute. Secondo gli addetti ai lavori, l'oro è salito grazie agli "acquisti tecnici" intorno al livello chiave di 4.000 dollari l'oncia, che hanno contribuito a contrastare un contesto sempre più ribassista, alimentato dalle crescenti preoccupazioni inflazionistiche legate al prezzo del petrolio e dal rafforzamento del dollaro. Il bilancio annuale resta piuttosto deludente, oro -5,50% e argento -17%. Nel frattempo, i gestori di fondi hanno aumentato le loro scommesse rialziste sull'oro ai massimi da sei mesi: le posizioni long sono aumentate di 4.450 lotti, arrivando a 141.060 nella settimana terminata il 21 luglio. Al contrario, la posizione netta long sull'argento è stata la meno rialzista delle ultime sei settimane.
Operatività
La tendenza di fondo dell'oro si conferma debole e non mostrerà segnali di risveglio finchè il prezzo resta sotto la media mobile a 200 gg (4.500 usd). Tuttavia, è stata raggiunta un'area discriminante, 4.100/4mila usd, dove torna interessante comprare in ottica di lungo periodo. Primo obiettivo a 4.500 usd. Stop loss ravvicinato a 3.800 usd.
Forex Euro/Usd (1,14)
Il dollaro apre in ribasso dello 0,3%; è reduce dalla miglior settimana da oltre un mese (+0,70%), sostenuto dalla domanda di beni rifugio in un contesto di crescente conflitto in Medio Oriente e dalle aspettative di rialzi dei tassi d'interesse per contrastare le pressioni inflazionistiche legate al prezzo del petrolio. L'attenzione si sposta sulla imminente riunione della Fed, che termina mercoledì 29 luglio. Secondo lo strumento CME FedWatch, la probabilità che la banca centrale mantenga i tassi d'interesse invariati si attesta intorno al 62%, contro l'87% circa di una settimana fa. La probabilità di un aumento di un quarto di punto percentuale è salita a quasi il 38%, rispetto al 13% circa di una settimana fa.
Operatività
Il quadro di breve resta favorevole al dollaro. Lo sfondamento dell'area discriminante 1,15/1,14 proietta un target di breve in area 1,13. Cambio di tendenza in caso di risalita oltre 1,16.
Bitcoin (65.260 usd)
Bitcoin rimbalza dell'1% in un rinnovato clima di risk-on; ha corretto dai massimi della settimana a 67mila usd a seguito delle nuove tensioni sui tassi. I forti deflussi dagli ETF Bitcoin quotati negli Stati Uniti alla fine della scorsa settimana hanno sottolineato la fragilità della recente ripresa. Gli ETF sul mercato spot hanno registrato deflussi per oltre 465 milioni di dollari il 23 e il 24 luglio, interrompendo una serie positiva di sette sedute consecutive. Si attendono news sui progressi del Clarity Act, un disegno di legge statunitense a lungo atteso sulla struttura del mercato delle criptovalute.
Operatività
Il quadro di fondo resta fragile. Nessuna delle soglie discriminanti al rialzo, a partire dalle medie mobili a 100 (circa 70.600 usd) e 200 giorni (circa 73.500 usd), è stata ancora violata. Tuttavia, la discesa verso 60mila usd ha fatto scattare acquisti "in ottica speculativa" per target di breve verso 70mila usd. Attenzione che la rottura al ribasso di area 60mila potrebbe provocare un brusco sell off con obiettivo finale intorno a 40mila usd. Si suggerisce perciò di applicare uno stop loss ravvicinato in area 58mila.
Bond
L'aumento delle preoccupazioni inflazionistiche ha portato a un'impennata dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi. Il rendimento del 10 anni è salito in 5 sedute di 14 punti base a 4,67%, massimo da dicembre 2024, mentre il rendimento a 2 anni, più sensibile ai tassi di interesse, ha guadagnato oltre 16 punti base, portandosi al 4,33%, massimo da febbraio.
"Un aumento dei tassi d'interesse in occasione della prossima riunione è ancora possibile... ma la traiettoria disinflazionistica rimane intatta, sebbene in peggioramento. Infatti, l'indice dei prezzi al consumo di luglio si è attestato al 3,3%, grazie ai prezzi contenuti della benzina nella prima metà del mese, che hanno contribuito a un ulteriore rallentamento rispetto ai livelli del 4,2% e del 3,5% registrati a maggio e giugno", ha affermato José Torres, economista senior di Interactive Brokers.
"Il calo è emblematico di un'inflazione che potrebbe migliorare rapidamente se e quando il Presidente Trump troverà una via per la pace in Medio Oriente, poiché la lenta crescita dei prezzi degli immobili e degli affitti continua a offrire una prospettiva ottimistica per chi adotta una politica monetaria accomodante", ha aggiunto. "Inoltre, se si ritiene, come me, che questo aumento del prezzo del petrolio sia temporaneo, allora la duration è significativamente sottovalutata e l'acquisto di titoli del Tesoro a lungo termine potrebbe apportare enormi benefici ai portafogli, in vista dei mesi stagionalmente deboli di agosto e settembre", ha concluso Torres.
Operatività. Condividiamo l'ottimismo di Torres e consideriamo i rendimenti attuali un'ottima occasione per accumulare posizioni.
In questo articolo
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

