Focus sui Mercati Finanziari
Brent -5,60%, in un clima di crescente speranza di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Borse di Giappone e Taiwan su nuovi record. Future di Wall Street e Europa +1%

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Borse di notte
In attesa di novità importanti dal negoziato tra Iran e Stati Uniti, le borse dell’Asia Pacifico salgono, il petrolio è in forte ribasso e si apprezzano le obbligazioni. I future di Wall Street e dell’indice EuroStoxx 50 segnan0 un rialzo dell’1%. Sono chiusi per festività i mercati finanziari degli Stati Uniti, di Londra, di Hong Kong e di Seul.
Giappone. Nikkei +3% sul nuovo record. Le aziende giapponesi quotate in Borsa hanno archiviato l'esercizio fiscale con utili record per il quinto anno consecutivo, sostenute dalla corsa globale all'intelligenza artificiale (IA) e dal rafforzamento del comparto bancario.
Cina. Indice CSI 300 +1%. Gli afflussi di investimenti diretti esteri in Cina sono diminuiti del 10,3% su base annua, attestandosi a 287,7 miliardi di yuan cinesi (circa 36,5 miliardi di euro) nei primi quattro mesi del 2026.
Taiwan. Indice Taiex di Taipei +3,2%. Secondo il principale organismo di regolamentazione finanziaria, Taiwan deve potenziare le sue maggiori società di gestione patrimoniale se aspira a competere come hub finanziario regionale con i rivali internazionali.
India. Indice BSE Sensex di Mumbai +1%. La rupia indiana si rafforza grazie al calo dei prezzi del petrolio, alimentato dalle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran, con il governatore della banca centrale che afferma che la valuta domestica è probabilmente sottovalutata. Anche le obbligazioni guadagnano terreno. La borsa dell'India è la peggiore dell'area Asia-Pacifico con un -15% da inizio anno e potrebbe essere tra le più reattive in caso di accordo con l'Iran.
Punto sulle borse
Quattro ragioni principali hanno spinto venerdì l'indice MSCI World sui nuovi massimi storici a 4.817 punti, per un guadagno annuale del +8,40%: .
1) la speranza di una pace vicina in Medio Oriente, alimentata dai continui messaggi di Trump su Truth, che ha ridotto l'avversione al rischio e ha fatto scendere i prezzi di petrolio e gas;
2) il ridimensionamento della portata della potenziale crisi politica in UK. L'indice FTSE 100, terzo in ordine di peso specifico nell'MSCI World, è cresciuto del +3,5% nell'ultima settimana;
3) l'ennesimo boom del settore semiconduttori, pur in presenza del flop di Nvdia. L'indice SOX dei principali produttori di chip è cresciuto del +5,3% la scorsa settimana, segnando venerdì il nuovo record storico, mentre nello stesso periodo Nvidia ha perso il -4,3% a valle dei risultati trimestrali comunque eccellenti: 81,6 miliardi di dollari di ricavi (+85%) e utile netto più che triplicato a 58,3 miliardi. Il comparto tech oggi pesa per oltre il 27% dell'MSCI World;
4) una stagione delle trimestrali sorprendentemente positiva a Wall Street, che ha spinto l'S&P500 verso l'ottava settimana consecutiva di guadagni, la striscia positiva più lunga dal dicembre 2023, e ha spinto il Dow Jones sul nuovo record storico. Wall Street da sola pesa per oltre il 70% dell'indice MSCI World
Macrovariabili
Petrolio (Brent 97,70 usd)
Il Brent crolla in ribasso del -5,60% in apertura, in un clima di crescente speranza di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo per porre fine alla guerra con l'Iran potrebbe concretizzarsi "oggi stesso. La settimana scorsa farcita da tanti "se" e "forse" a proposito degli sviluppi del negoziato tra Washington e Iran si è conclusa con un calo del -5,3%. Le ultime quattro settimane hanno registrato una perfetta alternanza tra rialzo e ribasso, a testimonianza della profonda incertezza sul futuro della guerra in Iran. Una cosa è certa, il traffico mercantile nello stretto di Hormuz resta bloccato e gli iraniani hanno capito che ciò crea grossi problemi. Trump continua a sostenere che un memorandum d'intesa su un accordo di pace è prossimo, ma dall'altra parte non emergono analoghe certezze. Secondo le ultime indiscrezioni, i piani per la gestione delle scorte di uranio altamente arricchito dell'Iran, che Washington ha insistito che il Paese ceda, saranno negoziati entro 30-60 giorni.
Operatività
Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia si è finora confermato corretto il suggerimento di non acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo. Solo una chiusura di settimana/mese sopra quota 120 dollari proietterà il movimento fino ai massimi di lunghissimo periodo, verso 140/145 dollari e farà scattare acquisti in tendenza in ottica speculativa.
Indice Commodity (138,6 usd)
Apertura in ribasso, condizionata dalla discesa del petrolio. La settimana scorsa si è chiusa in perdita dell'1,6%. Rame sotto i riflettori. Trafigura Group ha avviato le procedure per il ritiro di centinaia di milioni di dollari di rame dai magazzini del London Metal Exchange (LME) a seguito dell'emergere di lucrative opportunità di trading negli Stati Uniti e in Cina, secondo fonti a conoscenza della vicenda. La società di trading è stata la principale responsabile degli ordini di ritiro di oltre 51.000 tonnellate di rame dai magazzini del LME negli Stati Uniti e in Asia, effettuati venerdì, hanno affermato le fonti. Gli ordini, i più consistenti registrati sul LME dal 2013, arrivano in un momento in cui i futures sul rame del Comex di New York sono schizzati alle stelle, superando i prezzi del LME e creando un forte incentivo per i trader a consegnare rame negli Stati Uniti. I contratti Comex sono stati scambiati a premio rispetto al LME per gran parte dell'ultimo anno, a causa della possibilità che l'amministrazione Trump imponga dazi sul metallo. Volumi record di rame sono stati spediti nel paese lo scorso anno, grazie agli operatori che hanno sfruttato l'arbitraggio, e il ritiro delle scorte da parte di Trafigura è un segnale che l'enorme opportunità di trading sta acquisendo nuovo slancio. Venerdì sono state ordinate oltre 30.000 tonnellate di metallo dai magazzini LME di New Orleans e Baltimora, che probabilmente saranno consegnate ai magazzini Comex o agli acquirenti finali nel mercato statunitense, secondo quanto riferito da alcune fonti. L'opportunità di trading esiste perché i prezzi del rame del Comex includono i dazi, mentre quelli del LME no.
Operatività
Consideriamo l'area dei massimi del 2022 verso 140 usd l'obiettivo naturale del movimento in corso per l'indice delle commodity. Solo una chiusura di settimana/mese oltre 143-145 usd aprirà una nuova strategia di accumulo.
Oro (4.560 usd) Argento (77,80 usd)
Apertura in rialzo sulla spinta della prospettiva di un accordo in Iran. Entrambi i metalli preziosi hanno accumulato la seconda settimana negativa di seguito perchè lo scenario attuale depone a favore di un rincaro del costo del denaro e non certo a favore di un ribasso. Ciò spiega anche perchè a partire dal record di fine gennaio (oro a 5.600 usd) acquistare oro e argento non sia stato per nulla profittevole. Il carico da undici lo ha giocato il governatore Christopher Waller avvertendo che lo shock energetico derivante dalla guerra in Iran potrebbe alimentare l'inflazione. Waller ha affermato che la prossima mossa della banca centrale sui tassi di interesse sarà con la stessa probabilità per un aumento o per un taglio, dato che lo shock energetico causato dalla guerra in Iran spinge al rialzo i prezzi. Per la prima volta, gli operatori hanno già scontato completamente un aumento dei tassi di un quarto di punto entro dicembre. Waller ha dichiarato che la sua posizione attuale è di essere paziente nel mantenere i tassi invariati fino a quando l'impatto della guerra non sarà più chiaro, ma venerdì ha avvertito che non escluderebbe un futuro aumento se l'inflazione non dovesse rallentare presto. Tassi più elevati in genere pesano sull'oro, poiché non genera interessi.
Operatività
Nelle ultime settimane il prezzo dell'oro si è mosso in un ristretto range senza una precisa direzionalità. Sfruttare discese nel range 4.100/4mila usd per costruire una posizione. Ripartenza dell'uptrend, e acquisti in tendenza, solo con la piena rottura di area 4.900 usd, per un obiettivo sui massimi in area 5.600 usd.
Forex Euro/Usd (1,164)
Dollaro in calo dello 0,4%, dopo una settimana piatta. Venerdì, Kevin Warsh ha prestato giuramento come nuovo presidente della Fed. Il mercato è ansioso di capire se il neo-presidente asseconderà i desideri di Trump, da sempre favorevole a un drastico taglio del costo del denaro, o se seguirà il percorso dei suoi predecessori, agendo solo con i numeri alla mano. A nostro giudizio, Warsh dimostrerà con i fatti che la FED è e rimarrà sempre indipendente dalla politica. Alla luce del forte aumento dei prezzi del petrolio, la FED non dovrebbe avere spazio per tagliare a breve, anche se ciò potrebbe non piacere al presidente Trump. Tassi elevati per un periodo più lungo favoriscono un dollaro forte.
Operatività
Riteniamo corretto comprare il dollaro in ottica di diversificazione in area 1,17/1,20. Segnali di inversione del trend negativo emergeranno con la discesa confermata su base settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10.
Bitcoin (77.800 usd)
Bitcoin risale la china dopo due settimane di perdita, l'ultima con un ribasso del -2,3%, in conseguenza del rialzo delle aspettative di un rincaro del costo del denaro. La discesa del prezzo è stata favorita o forse ha favorito lei stessa forti deflussi dagli ETF specializzati. Nel frattempo, la SEC ha dato il via libera al Nasdaq per la quotazione di opzioni su indici basate sul prezzo del Bitcoin, l'ultimo segnale di una crescente integrazione di Wall Street con il mondo degli asset digitali. Questi strumenti offriranno agli operatori azionari statunitensi un modo alternativo per scommettere sul prezzo della criptovaluta, oltre alle opzioni sull'ETF iShares Bitcoin Trust e fondi simili. I derivati sono stati approvati con procedura accelerata dalla SEC, secondo un'ordinanza pubblicata venerdì sul sito web dell'autorità di regolamentazione. Le opzioni sul Bitcoin saranno opzioni di tipo europeo con regolamento in contanti, il che significa che, a differenza delle opzioni sugli ETF sul Bitcoin, non vi è alcun rischio di essere esercitate se una posizione è in the money. Sebbene le opzioni abbiano ricevuto l'approvazione della SEC, necessitano ancora dell'approvazione finale della Commodity Futures Trading Commission (CFTC) prima di poter essere quotate, secondo l'ordinanza della SEC.
Operatività
Il quadro di breve è tornato a indebolirsi. La chiusura settimanale sotto 80mila usd ha aperto la strada per una discesa fin verso 74mila/72mila usd dove si può tornare a comprare sulla debolezza.
Bond
Il prepotente rimbalzo dei Gilt britannici ha avuto ricadute molto positive sui bond governativi della zona euro e ricadute quasi nulle sui titoli del Tesoro americano. Il future sul titolo UK con durata decennale ha guadagnato il +4,2% nell'arco della settimana, la migliore dal 2024, con il rendimento crollato dal 5,10% di lunedì al 4,89% di venerdì. Il future sul BTP decennale è cresciuto nell'arco dei cinque giorni dell'1,1%, con il rendimento sceso da 3,95% di lunedì a 3,76% di venerdì. Due fattori hanno spiegato il recupero dei Gilt UK, entrati in crisi a causa dell'instabilità politica del governo laburista di Keir Starmer:
1) l'inatteso crollo dell'inflazione britannica. Mercoledì 20 maggio, l'Office for National Statistics (ONS) ha comunicato che l'inflazione è scesa a sorpresa al +2,8% in aprile rispetto al +3,3% di marzo. Il mercato si attendeva un dato decisamente più alto intorno al +3%, In brusca frenata anche il dato "core" a +2,5% da +3,1%;
2) Le rassicurazioni sulla disciplina fiscale. Venerdì 22 maggio, Andy Burnham, esponente di rilievo e potenziale sfidante alla leadership laburista, ha rassicurato pubblicamente i mercati impegnandosi a rispettare rigorosamente le attuali regole fiscali ed escludendo sforamenti di bilancio. Questa dichiarazione ha rimosso gran parte del "premio di rischio politico" che gravava sui titoli di Stato britannici, innescando ricoperture massicce sui Gilt.
Operatività. Gran parte del rialzo dei rendimenti è stato determinato dal forte aumento dei prezzi del petrolio registrato dall'inizio della guerra con l'Iran alla fine di febbraio. Si teme infatti che uno shock energetico possa innescare un'impennata dell'inflazione in diversi paesi del mondo e, di conseguenza, indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse. Tuttavia, se non diamo per scontato che il rialzo del petrolio, per lo meno in queste dimensioni, diventi strutturale, allora i rendimenti dei bond governativi, soprattutto sulle scadenza lunghe, potrebbero rivelarsi un'ottima occasione per accumulare, escludendo però in questa fase "posizioni puramente speculative".
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