Focus sui Mercati Finanziari

KOSPI -6,30%, prevalgono le prese di profitto sui chip. Future sul NASDAQ -0,7%. Adesso è ufficiale: chi ha comprato Oro a inizio anno perde soldi, -3,3%

Autore: Mauro Vicini
Grafico a candele evidenziato su sfondo blu

Canva

Borse di notte

I mercati asiatici viaggiano in ribasso, penalizzati dalle rinnovate tensioni in Medio Oriente che hanno fatto rimbalzare il petrolio e dalle prese di profitto sui tech. I future sul NASDAQ cedono lo 0,7%, quelli sull'Eurostoxx sono piatti.

Giappone. Nikkei -2,2%. SoftBank Group -10%, Bloomberg ha riferito che i colloqui con potenziali finanziatori per raccogliere 6 miliardi di dollari tramite un prestito garantito dalla sua partecipazione in OpenAI, si sono arenati. I prezzi alla produzione (PPI) di maggio sono risultati molto più elevati del previsto, alimentando il timore di un aumento dei tassi di interesse. 

Cina. CSI 300 -1%, Hang Seng -1,1%, Taiex -2,9%. A maggio i prezzi alla produzione (PPI) sono cresciuti al ritmo più rapido degli ultimi quasi quattro anni. A pesare sono gli effetti della guerra in Medio Oriente.

Corea del Sud. KOSPI -6,30% a causa delle prese di profitto sui titoli dei chip.

Altrove, da segnalare il rialzo in controtrend del Sensex indiano, +0,4%, il peggiore dell'Asia-Pacifico nel 2026, insieme alla borsa di Giacarta (-36%) con una perdita del -17%. 

Punto sulle borse

OpenAI, creatore di ChatGPT, è diventata la terza grande azienda sviluppatrice di intelligenza artificiale a presentare in via riservata la domanda di quotazione in borsa, unendosi ai concorrenti in un panorama di IPO che ora vale circa 3.600 miliardi di dollari. 

SpaceX, l'azienda di Musk specializzata in razzi, satelliti e intelligenza artificiale, si sta preparando per un'IPO che valuterebbe l'azienda circa 1.800 miliardi di dollari. Anthropic, la startup che ha creato il chatbot Claude, ha raccolto fondi con una valutazione di 965 miliardi di dollari il mese scorso.

OpenAI valeva 852 miliardi di dollari in base al suo ultimo round di finanziamento di marzo. L'azienda guidata da Sam Altman ha presentato la documentazione per un'IPO alla SEC e starebbe lavorando con Goldman Sachs e Morgan Stanley per una potenziale quotazione già in autunno, secondo fonti vicine alla vicenda.

Fondata oltre dieci anni fa, OpenAI ha dato il via al boom dell'intelligenza artificiale generativa con il lancio di ChatGPT alla fine del 2022. Sebbene l'azienda e il suo chatbot di punta rimangano sinonimo di intelligenza artificiale per molte persone, OpenAI deve affrontare anche diverse sfide, tra cui la crescente concorrenza di Anthropic PBC e Google di Alphabet.

Macrovariabili

Petrolio (Brent 92,0 usd)

Il Brent rimbalza leggermente, dal -3% di martedì, restando sui minimi delle ultime tre settimane e molto al di sotto del picco di marzo a 126 usd. Nuovi attacchi Usa contro l'Iran, in seguito all'abbattimento di un elicottero americano, che non ha fatto vittime, hanno riacceso i timori sull'offerta e gettato dubbi sul fragile cessate il fuoco. Il presidente Donald Trump ha definito la risposta una rappresaglia "proporzionata".

Operatività

Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia si è finora confermato corretto il suggerimento di non acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo. Intervenire in acquisto non prima di 85/80 usd. 

Indice Commodity (132,80 usd)

Quinto ribasso in sei sedute, guidato dalla discesa di petrolio e metalli preziosi. I prezzi del gas naturale continuano a muoversi a due velocità: -15% da inizio anno quello USA, +73% quello europeo, quest'ultimo condizionato dagli sviluppi dello scenario in Ucraina e Medio Oriente. Il consumo di gas naturale liquefatto ha iniziato a crescere nei principali mercati asiatici, tra cui India e Cina, ha affermato Morgan Stanley in un rapporto. Ciò potrebbe intensificare la concorrenza per le forniture globali via mare, proprio mentre i trader europei si adoperano per ricostituire le scorte esaurite in vista dell'inverno. 

Operatività

Si è confermato valido il suggerimento di sfruttare gli strappi verso l'area dei massimi del 2022 a 140 usd per prendere profitto. Impostare gli acquisti sulla debolezza non prima di 130 usd.

Oro (4.174 usd) Argento (64,40 usd)

Prezzi in calo di circa il -2%. Adesso è ufficiale: chi ha comprato metalli preziosi a inizio anno da oggi perde soldi, -3,3% sull'oro e -11% sull'argento. Le cattive performance degli ultimi cinque mesi, unite ai timori di un irrigidimento del costo del denaro stanno facendo scappare gli investitori. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, gli ETF hanno ridotto le proprie riserve di 195.101 once troy nella prima seduta della settimana, portando le vendite nette di quest'anno a 932.065 once. Si è trattato del calo giornaliero più consistente dal 22 aprile. Le vendite ammontavano a circa 844,8 milioni di dollari. Le riserve totali di oro detenute dagli ETF sono diminuite dello 0,9% quest'anno, attestandosi a 98 milioni di once, il livello più basso dal 31 marzo. Gli ETF hanno inoltre ridotto le proprie riserve di argento di 1,03 milioni di once troy, portando le vendite nette di quest'anno a 74,7 milioni di once.

Operatività

Quadro grafico in forte deterioramento a seguito del cedimento della media mobile a 200 gg (oggi 4.245 usd). Websim non è mai stata una grande fanatica dei metalli preziosi specie dopo il rally di inizio anno. Tuttavia, alziamo l'allerta perchè ci stiamo avvicinando a un'area, 4.100/4mila usd, dove torna interessante comprare in ottica di lunga periodo. Il cedimento di area 4mila proietterebbe obiettivi intorno a 3.500 usd.  

Forex Euro/Usd (1,155)

Cambio poco mosso. Sullo sfondo restano le aspettative di un rialzo dei tassi USA, a seguito dei solidi dati sull'occupazione pubblicati la scorsa settimana. L'economia americana è relativamente al riparo dagli shock energetici rispetto ad altri Paesi e questo è uno dei motivi per cui gli investitori si sono riversati sul dollaro, considerato un bene rifugio, durante il conflitto, vendendo al contempo euro e yen giapponesi (più soggetti a ripercussioni da shock energetico). Al contrario, gli investitori tendono a vendere il dollaro contro euro e yen quando gli sviluppi in Medio Oriente indicano un possibile accordo di pace, che potrebbe far scendere i prezzi del petrolio. 

Operatività

Riteniamo corretto comprare il dollaro in ottica di diversificazione in area 1,17/1,20. Segnali di inversione del trend negativo emergeranno con la discesa confermata su base settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10. 

Bitcoin (61.300 usd)

L'apertura in calo dell'1,4% estende il -2% di martedì. Le forze attualmente in gioco depongono ancora a favore di una discesa: gli investitori stanno abbandonando gli ETF su Bitcoin, gli indicatori tecnici si sono indeboliti (rottura ribassista delle principali medie mobili), le aspettative sui tassi di interesse si sono girate al rialzo, l'arrivo nei prossimi mesi di IPO per almeno 3.600 mld di dollari (vedi sopra) crea una forte concorrenza. Tradotto in parole povere, ciò potrebbe significare che il peggio deve ancora venire. "Credo che ci sia ancora margine di ribasso", ha affermato Griffin Ardern, cofondatore del gestore multi-asset Primal Fund. "Siamo ancora lontani da un vero e proprio minimo."

Operatività

Quadro di fondo sempre più deteriorato. Tuttavia, la discesa fin verso area 60mila usd ha fatto scattare acquisti "in ottica speculativa" per target di breve verso 70mila usd. Attenzione che la rottura al ribasso di area 60mila potrebbe provocare un brusco sell off con obiettivo finale intorno a 40mila usd.   

Bond

Treasury 10 anni poco mosso a 4,55%. FED sotto i riflettori. Il primo palpabile segnale dello stile di leadership del neo presidente Kevin Warsh arriverà dalla prossima riunione del FOMC, prevista per il 16 e 17 giugno. Il FOMC, un organo composto da dodici membri, tra cui sette governatori della FED e cinque presidenti delle sedi regionali, detiene l'autorità ultima sulle decisioni relative ai tassi di interesse. Sebbene il presidente presieda il comitato, non può imporre la propria politica senza ottenere il sostegno della maggioranza.

Per promuovere le sue priorità, Warsh dovrà costruire un consenso. I principali cambiamenti di politica monetaria alla Fed non derivano solo dalla decisione del presidente; richiedono l'approvazione dell'intero consiglio. Storicamente, le riforme più significative sono state elaborate attraverso gruppi di studio o task force, la cui composizione può essere definita dal presidente, ma le cui raccomandazioni richiedono comunque l'approvazione del consiglio per entrare in vigore.

Nel frattempo, mercati e Congresso osserveranno attentamente. Qualora la FED guidata da Warsh dovesse tagliare prematuramente il tasso di riferimento, prima che l'inflazione torni definitivamente all'obiettivo del 2%, è probabile che i tassi a lungo termine subiscano un'impennata, riflettendo sia un aumento delle aspettative di inflazione sia le preoccupazioni sull'indipendenza della FED. Se i Democratici riuscissero a conquistare una delle due camere nelle elezioni di medio termine, la supervisione sulla nuova direzione della FED potrebbe intensificarsi considerevolmente.


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