Focus sui Mercati Finanziari
Il rally dei chip potrebbe rallentare a seguito della delusione di Broadcom, in calo del 12% nell'afterhours. Bitcoin tocca i minimi da febbraio. Petrolio in discesa su rinnovate speranze di accordo

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Borse di notte
Le borse dell’Asia Pacifico sono influenzate dalla chiusura in ribasso di Wall Street, Nasdaq -0,9%, S&P500 -0,7%. La tendenza debole viene confermata stamattina anche dai future sull’EuroStoxx in calo dello 0,4%.
Giappone. Nikkei -1,5%. Softbank cade in ribasso del -10% dopo un inizio di settimana di forti guadagni. Il conglomerato delle attività nel tech ha superato Toyota nella classifica delle società a maggiore capitalizzazione della borsa del Giappone.
Corea del Sud. Indice Kospi -1,0%. Grandi aziende come Samsung Electronics e SK Hynix Inc hanno perso tra il 2% e il 4% dopo aver raggiunto una serie di massimi storici, a seguito delle prese di profitto da parte degli operatori.
Cina. Hang Seng di Hong Kong -1,5%, CSI 300 -0,5%. India. Sensex +0,2%, in lieve controtrend.
Punto sulle borse
Il rally dei chip potrebbe frenare? Broadcom ha perso il -12% nell'aftermarket, dopo che le previsioni sui ricavi e sulle vendite di intelligenza artificiale del secondo trimestre hanno deluso. I ricavi del secondo trimestre, pari a 22,19 miliardi di dollari, hanno mancato le stime Reuters di 22,27 miliardi di dollari. Broadcom ha inoltre lasciato invariati i ricavi dei chip AI del trimestre corrente a 16 miliardi di dollari, deludendo le aspettative di 16,36 miliardi di dollari. La domanda basata sull’IA resta forte, ma la delusione sull'outlook ha provocato qualche presa di profitto. E' probabile che l’azienda si trovi ad affrontare ostacoli derivanti dalla crescente concorrenza da parte di rivali come Marvell Technology e da problemi nella catena di fornitura derivanti dalla limitata capacità di fonderia di major come TSMC e Samsung Electronics.
L'indice SOX dei semiconduttori mercoledì ha chiuso in rialzo dell'1,4%, facendo segnare un nuovo record storico per un guadagno del +97% da inizio anno. Broadcom è 27° su trenta componenti con un +38% e già questo indica che il mercato era piuttosto prudente.
Macrovariabili
Petrolio (Brent 97,0 usd)
I prezzi del petrolio sono in ribasso dell'1% grazie all'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano, che ha alimentato le speranze di un accordo più ampio per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre la Camera dei Rappresentanti statunitense ha approvato una risoluzione volta a limitare i poteri di guerra del Presidente Donald Trump. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato mercoledì che i contatti tra Teheran e Washington non sono stati interrotti, ma non sono stati compiuti progressi nei negoziati, aggiungendo che entrambe le parti stanno esaminando i testi scambiati. La Camera dei Rappresentanti, peraltro a maggioranza repubblicana, ha approvato una risoluzione per impedire a Trump di continuare la guerra. Per entrare in vigore, la risoluzione necessiterebbe dell'approvazione del Senato e di una maggioranza di due terzi in entrambe le camere per superare il quasi certo veto di Trump.
Operatività
Il quadro di breve resta in fortissima tensione, tuttavia si è finora confermato corretto il suggerimento di non acquistare sopra i 100 usd in ottica di lungo periodo. Intervenire in acquisto non prima di 85/80 usd.
Indice Commodity (137,0 usd)
L'indice Bloomberg delle materie è in lieve rialzo. Mercoledì, il prezzo del rame ()13.825 usd è sceso sotto i 14mila usd la tonnellata, dopo aver guadagnato il +3% nelle prime due sedute della settimana. Le tensioni in Medio Oriente restano elevate, ma il mercato è moderatamente ottimista sugli sviluppi dei colloqui tra Usa e Iran. Il mover principale del rame rimane però quello dei dazi doganali statunitensi: l'amministrazione Trump potrebbe imporre un dazio sulle importazioni di rame e proprio in vista di tale decisione, le scorte del metallo rosso nel Paese sono aumentate vertiginosamente, irrigidendo gli altri mercati.
Operatività
Si è confermato valido il suggerimento di sfruttare gli strappi verso l'area dei massimi del 2022 a 140 usd per prendere profitto. Solo una chiusura di settimana/mese oltre 143-145 usd aprirà una nuova strategia di accumulo.
Oro (4.480 usd) Argento (73,70 usd)
Oro in rialzo dell'1% dal -1,2% di ieri. Le prime sedute di giugno hanno confermato la disaffezione crescente nei confronti dei metalli preziosi emersa qualche mese fa. La Russia ha pubblicato la sua prima stima sull'estrazione dell'oro dopo anni, annunciando una cifra che supera di gran lunga le aspettative del settore indipendente e che, se accurata, le permetterebbe di superare la Cina come primo produttore mondiale. Il Paese dovrebbe estrarre dalle 480 alle 500 tonnellate quest'anno, ha dichiarato il Ministro delle Risorse Naturali Alexander Kozlov all'agenzia di stampa statale Tass. L'annuncio è interessante perché Mosca ha smesso di pubblicare dati ufficiali sull'estrazione dell'oro dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022. Ma è anche sorprendente, dato che è circa il 50% superiore a quanto stimato dal World Gold Council per la produzione mineraria russa del 2024.
Operatività
Alziamo l'allerta. Il trend si sta avvicinando a una soglia discriminate di estremo interesse, ovvero la media mobile a 200 gg (4.417 usd), che non viola verso il basso dal settembre 2023. In caso di cedimento, il prezzo potrebbe scivolare rapidamente verso 4.100/4mila usd, dove tornerebbe interessante comprare in ottica di lunga periodo.
Forex Euro/Usd (1,161)
Cambio poco mosso. Secondo una fonte vicina alla vicenda, il neo-presidente della FED Kevin Warsh ha effettuato le sue prime due nomine dopo il giuramento del mese scorso. Si tratterebbe di Paul Winfree e Daniel Heil, consulenti ad interim che collaboreranno con Warsh. Il contributo di Winfree al documento programmatico "Project 2025" delinea potenziali riforme che vanno oltre gli appelli di Warsh a un "cambio di regime" alla FED. Heil è stato ricercatore presso il think tank Hoover Institution di Stanford, dove Warsh ha lavorato prima di entrare a far parte della FED. La banca centrale non ha confermato le voci. Le decisioni di Warsh in materia di personale saranno attentamente esaminate per capire quale sarà il nuovo orientamento della banca centrale più importante del mondo.
Operatività
Riteniamo corretto comprare il dollaro in ottica di diversificazione in area 1,17/1,20. Segnali di inversione del trend negativo emergeranno con la discesa confermata su base settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10.
Bitcoin (64.300 usd)
Bitcoin perde l'1%, quinto ribasso consecutivo, e scivola sui minimi da febbraio, dimezzando il valore rispetto al record di fine ottobre (126mila usd). L'annuncio della micro-vendita di Bitcoin (32 unità) da parte di Strategy ha scosso il sentiment e ampliato la divergenza del token rispetto ai titoli tecnologici che hanno via via raggiunto livelli record. Il calo di questa settimana ha cancellato circa 160 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. La pressione è visibile anche nei deflussi di fondi e nei derivati: nelle ultime 12 sedute sono stati ritirati quasi 4 miliardi di dollari dagli ETF Bitcoin quotati negli Usa, un record negativo di deflussi consecutivi, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Bitcoin è sotto di circa il 15% rispetto al prezzo di inizio 2026 (87.700 usd), Strategy è in rosso del -10%.
Operatività
La discesa fin verso area 74mila/72mila usd ha fatto scattare acquisti in ottica speculativa. Si suggerisce di applicare uno stop loss prudenziale in caso di chiusura settimanale sotto 70mila usd per riposizionarsi a 60mila usd.
Bond
Treasury 10 anni poco mosso a 4,48%. Il clima rimane fragile alla luce dell'ennesima escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. La risalita del petrolio ha rafforzato le aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della FED. Le opzioni ora attribuiscono una probabilità dell'85% a un aumento di un quarto di punto entro la fine dell'anno, rispetto al 60% della scorsa settimana.
Gli operatori attendono ulteriori dati sul mercato del lavoro, tra questi i salari non agricoli di maggio che saranno pubblicati venerdì. "Dopo che i dati sulle offerte di lavoro hanno superato significativamente le aspettative martedì, è probabile che i nuovi dati abbiano un impatto maggiore sui mercati", ha dichiarato ING. Inoltre, la prossima settimana saranno pubblicati i dati sull'inflazione di maggio. Secondo un sondaggio di Bloomberg, si prevede che il tasso salirà al 4,2% dal 3,8% di aprile, che è stato il ritmo più rapido degli ultimi tre anni.

