FTSE MIB
- Market Cap
- 9.408 milioni €
- Numero di azioni
- 192.626.154
- ISIN
- IT0001347308
- Target Price
- 53,00€
- Giudizio fondamentale
- NEUTRAL
Buzzi Unicem è un'azienda che produce e vende cemento, calcestruzzo e aggregati naturali. Opera in Europa centrale (Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) e orientale (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina e Russia). Fondata nel 1999, ha sede a Casale Monferrato.
Overview
Buzzi - Raccomandazione confermata, target price a 53 euro
In questa fase, apportiamo solo lievi aggiustamenti alle nostre stime, riflettendo principalmente i recenti movimenti dei tassi di cambio e la messa a punto di volumi e prezzi per area geografica.
Notizie
Buzzi - La Russia mette sotto amministrazione 4 fabbriche di Rockwool
Ieri le azioni Rockwool sono scese dell’8% a Copenaghen
Dati Finanziari
Analisi Fondamentale
Buzzi - 4° trimestre sostanzialmente in linea
- Data studio
- Target di lungo termine
- €
- Potenziale upside
- %
- Giudizio
Data studio
09/02/26
Target di lungo termine
53.00€
Potenziale upside
7.72%
Giudizio
NEUTRAL
Nel 4Q, top line e generazione di cassa sono state ampiamente in linea. I ricavi si sono attestati a €1.113m vs €1.129m attesi (-1,4%), con lo scostamento spiegato soprattutto da una performance negli US più debole del previsto (€385m nel 4Q, -10,9% YoY e -4,5% vs le nostre stime). Gli US sono stati impattati non solo da venti contrari FX, ma anche da un calo sequenziale dei prezzi negli ultimi mesi dell’anno. La cassa netta ha chiuso a €1.131m, in aumento QoQ da €974m a fine settembre e sostanzialmente in linea con la nostra stima di €1.1bn.
Analisi
Italia e Germania sono state molto più vicine alle nostre stime: l'Italia è scesa per via della dismissione dell’impianto di Fanna, ma è risultata sostanzialmente stabile a perimetro omogeneo, mentre la Germania ha mostrato un modesto recupero dei volumi da livelli depressi, compensato da un contesto di pricing negativo, con ricavi complessivamente piatti YoY. Tra le altre regioni, le aggiunte più recenti al perimetro (Brazile e UAE) hanno fornito un contributo superiore alle attese, in parte compensato da risultati più deboli in Russia (dove notiamo che la società mantiene un controllo operativo limitato).
Variazione nelle stime
EBITDA 2025 circa 2% sopra le stime. Insieme ai dati preliminari, la società ha fornito un’indicazione più stringente per l’EBITDA FY25, ora atteso a €1.230m (-6% YoY a perimetro omogeneo), sopra il precedente range di guidance €1.100m-€1.200m. L’aggiornamento arriva come una sorpresa limitata, poiché sia la nostra stima (€1.200m) sia il consensus (€1.202m) erano già posizionati nella parte alta del range, riflettendo il consueto conservatorismo del management e la cautela ampiamente percepita incorporata nel midpoint. Ciononostante, la guidance rivista implica ancora un upgrade di circa il 2% sia alle nostre previsioni sia a quelle del consensus.
A questo punto, stiamo apportando solo aggiustamenti minori alle nostre stime, principalmente riflettendo i recenti movimenti dei tassi di cambio e la messa a punto di volumi e prezzi per geografie. Le nostre stime per il 2026 incorporano volumi in aumento tra low e mid-single digit nelle diverse geografie, con Germany che spicca intorno al 5% in base all’aspettativa di un contributo dagli investimenti pianificati nelle infrastrutture. Ci aspettiamo maggiori difficoltà nel trasferire aumenti di prezzo significativi ai clienti finali e pertanto ci aspettiamo che i prezzi forniscano solo un contributo low single-digit all’evoluzione della top line. Complessivamente, ci aspettiamo quindi che i ricavi 2026 crescano del 3,6% YoY a €4.680m, con l’EBITDA margin in lieve espansione, portando l’EBITDA a €1.282m (+0,4% vs la stima precedente). La società fornirà la guidance 2026 insieme ai risultati FY il 31 marzo. Non ci sorprenderemmo se il target annunciato risultasse deludente, in linea con il consueto approccio prudente del management.
La view degli analisti
Neutral, TP €53,0. Sebbene l’indicazione più stringente sull’EBITDA FY25 (ora €1,23bn) rappresenti un moderato upside rispetto alle nostre/alle attese del consensus, il quadro sottostante resta misto: attività attenuata negli US e segnali di pressione sui prezzi a fine anno continuano a compensare i primi segnali di stabilizzazione in Central Europe, dove Germany mostra solo un graduale recupero dei volumi in un contesto di pricing ancora sfidante. Italy resta stabile, ma, dopo un 2026 ancora supportato dalla spesa infrastrutturale legata ai fondi NRRP, c’è il rischio di un cliff qualora residenziale e commerciale restassero fiacchi. Tuttavia, la solida NFP fornisce flessibilità di bilancio e offre opzionalità M&A, limitando il rischio di downside. Il target price viene alzato a €53,0 man mano che spostiamo la nostra valutazione sulle stime 2026.
Analisi Tecnica
La strategia long (aperta sulla debolezza) è stata chiusa per raggiungimento target 52€ (o stop profit). Prossimamente, aggiorneremo i nuovi livelli d’ingresso.





