Strategia Azionario Italia - Puntiamo sui titoli value nel breve termine
Aggiornamento Marzo 2023
La Strategia sull’Azionario Italiano è un report mensile prodotto dall’Ufficio Studi di Intermonte, che mette in luce e riassume le tendenze del mercato azionario e dei settori. Viene mostrata sotto forma di classifica la visione dei nostri esperti sulle tematiche più sensibili al mercato e sono inoltre evidenziati i cambi significativi nella strategia di investimento.

La Strategia sull’Azionario Italiano è un report mensile prodotto dall’Ufficio Studi di Intermonte, che mette in luce e riassume le tendenze del mercato azionario e dei settori. Viene mostrata sotto forma di classifica la visione dei nostri esperti sulle tematiche più sensibili al mercato e sono inoltre evidenziati i cambi significativi nella strategia di investimento.
Tendenze del mercato azionario e dei settori
Febbraio è stato un mese a due facce, con una prima parte forte, seguita da una seconda parte meno vivace. Il mercato italiano è in rialzo di circa il 16%, con la maggior parte della performance registrata a gennaio; il mercato italiano ha continuato a registrare una performance migliore rispetto agli altri mercati azionari. I titoli più performanti di febbraio sono stati quelli del settore auto (Brembo, Stellantis, Iveco) e delle banche (Unicredit, BPER, ISP), entrambi con un forte slancio degli utili. I titoli che hanno registrato le performance peggiori sono stati quelli del settore tecnologico e sanitario.
La nostra classifica aggiornata dei principali temi sensibili al mercato
1) Contesto macroeconomico italiano (NEGATIVA da Neutrale): La crescita italiana è stata recentemente rivista al rialzo e il consenso prevede ora una leggera crescita del PIL nel 2023. Tuttavia, le previste restrizioni alle misure espansive del settore immobiliare annunciate dal governo potrebbero intaccare significativamente il contributo del settore delle costruzioni alla crescita economica; il 1° marzo l'Istat renderà nota la revisione del rapporto deficit/Pil alla luce del ricalcolo dei bonus introdotti nel 2021: nel breve termine, ciò potrebbe spingere al rialzo gli spread sui titoli di Stato italiani;
2) Politica monetaria (NEUTRALE): è ampiamente previsto un ulteriore inasprimento a partire dalle riunioni di marzo, ma sarà cruciale l'attenzione ai commenti sulla futura politica monetaria;
3) Politica italiana (NEUTRALE/POSITIVA): focus a breve termine sull'evoluzione dei conti pubblici, con il rischio di politiche restrittive per contenere il deficit a seguito della liquidazione dei bonus immobiliari;
4) Geopolitica (NEGATIVA da Neutrale): ci stiamo avvicinando alla resa dei conti in Ucraina;
5) Stime (POSITIVA): Lo slancio degli utili è ampiamente positivo dopo i comunicati dell'esercizio 22 e le indicazioni per il 2023, ora prevediamo che gli utili del 2023 siano sostanzialmente piatti rispetto all'anno precedente;
6) Valutazione (NEUTRALE/POSITIVA): le valutazioni sono ancora favorevoli, con il mercato italiano scambiato a ~9,5x il P/E 2023 e un ERP implicito del 5,5%.
Prospettive di mercato
Nel complesso, la stagione dei bilanci è stata favorevole agli utili. Nell'ultimo mese abbiamo rivisto leggermente al rialzo le stime. Anche le previsioni per il 2023 sono piuttosto solide e i timori di un drastico ridimensionamento degli utili per il 2023, che hanno in parte determinato la correzione del mercato azionario lo scorso anno, si stanno rivelando infondati. In generale, i risultati hanno deluso pochissimo e anche le politiche retributive annunciate da molte società sono state in linea o migliori del previsto. Tuttavia, nonostante i buoni fondamentali, i mercati potrebbero risentire di un quadro macro complesso nel breve termine: i recenti dati sull'inflazione indicano che i prezzi sono più rigidi del previsto. Si prevede che la FED e la BCE aumenteranno i tassi a marzo ma, soprattutto, aggiorneranno le decisioni future sulla base dei dati disponibili più recenti. Nel frattempo, il quadro della liquidità sta peggiorando e la BCE ha avviato il QT. Il forte aumento dei tassi che stiamo vedendo sta schiacciando sempre più il premio al rischio offerto dal mercato azionario, portando ad una tendenza a privilegiare le obbligazioni rispetto alle azioni, soprattutto per le obbligazioni fino a 5 anni che permettono di sfruttare le pendenze piatte o addirittura invertite delle curve dei tassi in varie parti del mondo.
Data l'importanza del fattore liquidità e dei tassi, tali considerazioni offrono la possibilità nel breve termine di temporanee prese di profitto sull'azionario tra il 1° e il 2° trimestre, concentrate soprattutto sugli indici con la maggiore concentrazione di titoli growth. In questa fase, il segmento value può assumere temporaneamente una funzione difensiva. Estendendo l'orizzonte all'intero anno, rimane l'aspettativa di una recessione tecnica negli USA nella seconda parte del 2023. Questo scenario consente di ipotizzare un ridimensionamento dei tassi nella seconda parte dell'anno, le cui avvisaglie potrebbero manifestarsi alla fine del semestre in corso, con conseguenti benefici progressivi soprattutto per i titoli growth.
Strategia di investimento
Per il momento confermiamo le opinioni espresse nell'outlook 2023, con uno scenario complessivamente positivo per i mercati azionari, ma con una fase di consolidamento/discesa dopo il recente rimbalzo in cui privilegiamo i settori value come i finanziari, seguiti da un bias strutturalmente più positivo verso i mercati e alcuni perdenti del 2022 come i titoli growth, le mid/small cap e le utilities.
La nostra lista selezionata per le large cap include ISP, Banca Mediolanum, Banco BPM, Enel, Inwit, Leonardo, Buzzi tra i nomi value; aggiungiamo Moncler e togliamo Campari (che comunque ci piace) tra i titoli di qualità; e Recordati. Aggiungiamo Pirelli e togliamo Iveco dopo la performance di un forte utile. Tra i titoli da sottopesare, suggeriamo uno switch nel settore energetico tra Eni (nuova aggiunta) e Tenaris. Confermiamo Stellantis, DiaSorin, aggiungiamo Mediobanca (meno orientata alla NII) e togliamo Pirelli (inclusa tra i titoli da sovrappesare). Per quanto riguarda le mid/small cap, sostituiamo Intercos dopo una buona performance con un MFE recentemente aggiornato.
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POSITIVE |
NEUTRAL |
NEGATIVE |
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Banks |
Insurance |
Media |
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Asset Management |
Consumers |
Industrials |
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Utilities |
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Energy |
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Telecom |
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