Ultimatum USA-Iran: oro crolla, mercati nel panico

Trump concede 48 ore all'Iran: o lo Stretto di Hormuz riapre o arrivano gli attacchi sulle centrali elettriche. Oro sotto i 4.200 $, mercati in rosso e BCE verso quattro rialzi.

Autore: Team Advisory
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La tensione tra Stati Uniti e Iran raggiunge un nuovo picco. Dopo che l'agenzia Axios aveva ventilato la possibilità di un cessate il fuoco e di discussioni preliminari sulla fase post-conflitto, la situazione si è capovolta in poche ore: Trump ha emesso un ultimatum di quarantotto ore imponendo la riapertura completa dello Stretto di Hormuz, pena attacchi mirati sulle centrali elettriche iraniane. Teheran ha risposto senza esitazione: qualsiasi azione militare americana comporterà la chiusura totale dello stretto.

USA-Iran: ultimatum sullo Stretto di Hormuz

Dal cessate il fuoco all'ultimatum in poche ore

Sabato scorso Trump sembrava aver avviato discussioni preliminari sulla fase successiva al conflitto e su come potrebbe svolgersi un possibile negoziato. Questa apertura è stata però rapidamente smentita dall'ultimatum di quarantotto ore: lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto completamente, altrimenti scatteranno attacchi sulle centrali elettriche iraniane. La scadenza dell'ultimatum cade nella notte italiana, tra mezzanotte e l'una.

Iran detta i ritmi del conflitto

Gli Stati Uniti sembrano tenere sempre meno il controllo del conflitto. L'Iran riesce a resistere in modo piuttosto efficiente, tanto da riuscire a dettare i ritmi dello scontro. Negli ultimi giorni alcune navi cinesi e di paesi più neutrali avevano ancora la possibilità di transitare. Con una chiusura completa dello stretto, anche questo spiraglio verrebbe meno.

Mercati: forti liquidazioni su tutti gli asset

Oro in caduta libera: -10% e sotto i 4.200 dollari l'oncia

Tra i primi a subire le conseguenze ci sono i metalli preziosi. L'oro ha aperto in calo di oltre il 10%, scendendo sotto i 4.200 dollari l'oncia. Un movimento che colpisce uno degli asset che meglio aveva tenuto nelle settimane precedenti.

Listini azionari e tech in difficoltà

Sotto pressione anche i listini che fino a oggi avevano mostrato maggiore tenuta: il CSC 300 e la parte più tech degli indici statunitensi sono anch'essi in difficoltà. Il mix risultante ha fatto superare quota trenta alla volatilità di mercato.

Decennale USA: nuova impennata dei rendimenti

Sul fronte obbligazionario, il decennale statunitense, altro asset che nell'ultima settimana aveva tenuto abbastanza bene,  ha visto una ulteriore impennata dei rendimenti. Tanta tensione e tanta volatilità caratterizzano dunque l'avvio di questa settimana sui mercati.

BCE: tassi fermi, ma cresce il timore di quattro rialzi

La riunione della scorsa settimana: tassi invariati come atteso

La settimana scorsa la BCE ha tenuto la propria riunione, mantenendo i tassi invariati. Una decisione ampiamente scontata dai mercati. La notizia reale, però, è un'altra: aumentano sempre di più le probabilità di rialzi. Si parla di addirittura quattro rialzi da parte della BCE nell'arco dell'anno.

Scenario critico: inflazione quasi al 4,5% nel 2026

La BCE ha pubblicato i propri scenari prospettici per il futuro. Nello scenario più avverso, quello che Francoforte definisce "critico", l'inflazione per il 2026 viene stimata a quasi il 4,5%. Ciò che è emerso dalle varie riunioni delle banche centrali della scorsa settimana è che c'è ovviamente tantissima incertezza, e sarà fondamentale vedere come si concluderà l'ultimatum e se le due parti riusciranno ad arrivare a un accordo.

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