Fed lascia i tassi fermi: guerra Iran fa volare petrolio e gas
La guerra tra USA e Iran resta al centro dei mercati globali. La banca centrale americana conferma il range 3,5–3,75%. Escalation nel Golfo spinge Brent e gas ai massimi. Oggi la BCE con Lagarde.

La Fed lascia i tassi invariati. Powell: situazione incerta
Nella riunione del 19 marzo, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi di interesse nel range 3,50–3,75%, una mossa ampiamente attesa dai mercati. Solo Steven Miran si è distinto, votando a favore di un taglio da 25 punti base.
Crescita resiliente, inflazione in salita
Il presidente Jerome Powell ha sottolineato come la crescita economica si sia dimostrata resiliente ed è stata rivista al rialzo per l'anno in corso. Sul fronte del lavoro, il quadro rimane sostanzialmente neutrale: pur registrando un leggero peggioramento, il tasso di disoccupazione si mantiene contenuto.
L'inflazione resta invece il principale punto di preoccupazione. Già elevata, è stata rivista ulteriormente al rialzo a causa dei dazi e, soprattutto, delle tensioni nel Golfo Persico. Powell ha definito la situazione geopolitica "incerta", riconoscendo possibili impatti inflazionistici difficili da quantificare.
Guerra in Iran: attacchi alle infrastrutture energetiche del Golfo
Israele colpisce impianti di gas iraniani
La crisi mediorientale ha raggiunto una nuova escalation. Nella giornata del 18 marzo, Israele ha effettuato un attacco militare contro le infrastrutture del gas in Iran, prendendo di mira l'impianto di South Pars, uno dei più grandi giacimenti di gas naturale al mondo.
La risposta: colpito un hub di gas in Qatar
La risposta iraniana non si è fatta attendere: è stato colpito un importante hub del gas in Qatar. L'escalation ha innescato un'immediata impennata sia del petrolio Brent sia del gas naturale sui mercati internazionali, con effetti diretti su tutti i paesi importatori.
Borse in rosso, dollaro forte, asset rifugio sotto pressione
L'apertura delle borse europee del 19 marzo è decisamente negativa. I mercati riflettono un sell-off generalizzato che ha colpito anche i metalli preziosi e gli asset tradizionalmente considerati rifugio. Il dollaro si è invece fortemente apprezzato, sostenuto sia dalla decisione della Fed sia dalla crescente tensione geopolitica.
Cosa monitorare nelle prossime ore
Oltre alla conferenza stampa della BCE, sono diversi gli eventi da tenere sotto osservazione. Sul fronte diplomatico-militare, è atteso un incontro tra Donald Trump e il premier giapponese Takahashi per verificare se Tokyo intenda supportare militarmente gli Stati Uniti nelle operazioni in Iran. Gli Usa stanno inoltre valutando l'impiego di un contingente militare più ampio nella regione, mentre una terza portaerei si starebbe avvicinando al Golfo Persico. La riunione della Bank of England completa il quadro delle banche centrali protagoniste della giornata.
Le tensioni geopolitiche rimangono quindi molto elevate e potrebbero continuare ad alimentare volatilità sui mercati, in particolare sulle materie prime energetiche, sullo spread italiano e sul cambio euro-dollaro.
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