In Europa salgono azioni e obbligazioni, in ribasso il petrolio
Stoxx 600 +0,8%. Diciassette sotto indici settoriali sono in rialzo, tre sono intorno alla parità. Salgono le società dell'automotive (+1,9%), del tech (+1,7%) e delle materie prime (+1,7%).

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Le aspettative di una ripresa dei negoziati fra Stati Uniti e Iran portano su le borse dell'Europa.
Indice Ftse Mib di Milano +0,8%. EuroStoxx 50 +1%. Dax di Francoforte +1,1%.
Stoxx 600 +0,8%. Diciassette sotto indici settoriali sono in rialzo, tre sono intorno alla parità. Salgono le società dell'automotive (+1,9%), del tech (+1,7%) e delle materie prime (+1,7%). L'inglese Intertek mette a segno la miglior performance della giornata (+11%) dopo aver annunciato una revisione strategica delle proprie attività di verifica materiali. Givaudan, attiva nelle fragranze alla base dei profumi, sale del 6% a Zurigo dopo la presentazione dei conti del trimestre.
Banche
Per rilanciare la competitività del settore bancario europeo serve subito la terza gamba dell'Unione bancaria, lo schema europeo di garanzia dei depositi, Edis, da troppi anni fermo al palo. Questo il giudizio unanime del Consiglio Direttivo della Bce nella risposta alla consultazione pubblica della Commissione Europea sulla competitività del settore in Europa. "L'area dell'euro deve funzionare maggiormente come un'unica giurisdizione in termini di regolamentazione finanziaria" afferma la Bce e "per sbloccare l'attuale situazione di stallo nel progresso dell'Unione bancaria, il Consiglio direttivo chiede progressi sincronizzati sulle componenti chiave, compresi passi concreti verso la creazione di un sistema europeo di garanzia dei depositi (Edis), con un calendario di attuazione chiaro. I capitali e la liquidità dovrebbero poter circolare liberamente
all'interno di un gruppo bancario transfrontaliero nell'area".
Italia
'Marcato deterioramento delle valutazioni delle imprese sull’evoluzione del quadro macroeconomico'. E' quanto mette in evidenza l'Indagine della Banca d'Italia sulle "aspettative di inflazione e crescita" contenente i risultati relativi al primo trimestre 2026. L’indagine sul primo trimestre del 2026, spiega Bankitalia, è stata condotta tra il 20 febbraio e il 18 marzo 2026, a cavallo dello scoppio del conflitto nel Golfo Persico. Rispetto alla precedente rilevazione, i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori, così come le prospettive sulle proprie condizioni operative. Queste ultime risentono in particolare dell’incremento del prezzo delle materie prime energetiche e dell’incertezza economica e politica legata al conflitto in corso
Macrovariabili
Petrolio Brent -2% a 98 dollari il barile. Gas Europa -3% a 45 euro al MWh.
L'Agenzia internazionale dell'Energia (Aie) prevede nel secondo trimestre 2026 il più forte calo della domanda di petrolio dalla pandemia da Covid-19, nel contesto di incertezza e di crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente: è quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Aie pubblicato oggi.
La "distruzione" del consumo, prima osservata in Medio Oriente e in Asia, dovrebbe ''estendersi progressivamente con l'aumento della penuria e l'aumento dei prezzi", sottolinea l'agenzia internazionale con sede a Parigi. Per l'Aie, la guerra in Medio Oriente ha causato ''lo shock di offerta petrolifera più grave della storia'', con una perdita di 10 milioni di barili il mese scorso.
Oro in rialzo dell'1% a 4780 dollari l'oncia.
"L’oro continua a essere negoziato in funzione delle aspettative sui tassi d’interesse, piuttosto che come copertura contro i rischi geopolitici, quindi sta registrando un rialzo insieme alle azioni sulla scia delle speranze di un allentamento delle tensioni nel corso della notte", ha affermato Justin Lin, stratega degli investimenti presso Global X ETFs Australia. Sebbene i timori inflazionistici pesino sull’oro nel breve termine, prezzi del petrolio più elevati per un periodo più lungo potrebbero alla fine portare anche a una crescita più lenta, il che è “storicamente positivo” per l’oro, ha aggiunto.
BTP decennale al 3,82%, da 3,88% di ieri. Matteo Salvini torna a parlare di sforamento dei vincoli di bilancio. "La Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3%. Va bene essere i bravi studenti però, se c'è un problema in corso, il problema va risolto e affrontato". Il vicepremier, interpellato dal Vinitaly a Verona, ipotizza la possibilità di sforare il tetto del 3% se non arrivassero deroghe dall’Ue. "Non chiediamo soldi a Bruxelles – ribadisce – chiediamo che ci permettano di fare quello che è giusto fare per aiutare gli italiani in difficoltà". E se così non fosse, aggiunge, "faremo da soli".
Euro alla settima seduta consecutiva di apprezzamento su dollaro, a 1,177. Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, ha affermato che l’accelerazione dell’inflazione dovuta alla guerra in Iran non rende "scontato" un aumento dei tassi d’interesse. “Le decisioni sui tassi non sono prestabilite”, ha dichiarato martedì a Helsinki il funzionario finlandese. "Sebbene un aumento dell'inflazione complessiva quest'anno sia inevitabile, non è ancora chiaro quale effetto avrà la guerra sull'inflazione nel medio termine".
Titoli sotto la lente a Piazza Affari
Amplifon +4%. Stellantis +3%, Moncler +2,5%. In calo Avio -1%, Leonardo -1,3%.
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