Wall Street verso un avvio in ribasso, inflazione come da attese

Il dato sui prezzi al consumo è però di febbraio, prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente. IEA verso il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio delle proprie riserve strategiche 

Autore: Marino Masotti
La bandiera che svetta su un grattacielo di New York, rappresentando il cuore pulsante della nazione.

La borsa degli Stati Uniti dovrebbe aprire intorno alla parità.

Il future dell’S&P 500 è in calo dello 0,1% dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici di febbraio.

Inflazione 

I prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% mese su mese e del 2,4% anno su anno, tutto come da attese. Allineato al consensus anche il dato di fondo (core) +2,5% anno su anno. Il dato ha perso d'importanza in quanto dal 28 febbraio l'attenzione  si è spostata sugli effetti inflazionistici causati dalla guerra in Medio Oriente. In ogni caso, mostra che la spinte disinflazionistiche il mese scorso erano in azione.

Negli ultimi giorni le borse sono state altalenanti, con le speranze di una guerra contenuta sostituite da un conflitto in espansione tra Usa e Iran. In questo contesto, i colossi energetici del Medio Oriente sono arrivati a un punto di crisi. "Ci aspettano giorni di volatilità, poiché il conflitto in Medio Oriente è lontano dall’essere risolto", ha detto Roland Kaloyan, responsabile della strategia azionaria europea presso Societe Generale SA. Nel breve, "è molto probabile vedere giorni alternati di risk-on e risk-off".

Petrolio e macrovariabili

Il petrolio Brent sale del 3,3% a 91 dollari al barile.

I paesi europei si stanno preparando ad approvare il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio, scrive Politico. Francia, Italia, Germania e Regno Unito hanno tutti manifestato il loro sostegno alla misura, che rappresenterebbe il più grande rilascio coordinato di riserve nella storia dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE). Si tratterebbe di oltre il doppio dei 182 milioni di barili di petrolio rilasciati dai paesi dell'AIE in seguito all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, si legge nell'articolo della testata.
“L'AIE ha richiesto il rilascio di riserve petrolifere pari a 400 milioni di barili. Noi ottempereremo a questa richiesta e daremo il nostro contributo, perché la Germania sostiene il principio fondamentale dell'AIE della solidarietà reciproca”, ha dichiarato mercoledì il ministro dell'Energia tedesco Katherina Reiche.
Anche i membri asiatici, i più colpiti a causa della loro forte esposizione al Golfo Persico, e gli Stati Uniti sono fortemente favorevoli allo sfruttamento delle riserve.
"È utile, ma è più una soluzione temporanea", ha commentato Richard Saldanha, gestore di fondi azionari globali presso Aviva Investors. Concludendo: "La realtà è che l’unico modo per evitare uno shock a lungo termine è la riapertura dello Stretto di Hormuz".

Oro attorno a quota 5.170 dollari, in lieve calo.

Rendimento Treasury 10 anni: +3 punto base a 4,18%.

Euro: -0,2% a 1,158 dollari.

Bitcoin: -1,2% a 69.465,41 dollari.

Titoli sotto la lente

Amazon +0,2%. Il gruppo debutta nel mercato obbligazionario europeo con un’emissione record in otto tranche, puntando a raccogliere circa 10 miliardi di euro (11,6 miliardi di dollari) per investimenti in intelligenza artificiale.

Oracle balza dell’11% grazie a risultati solidi e a un outlook positivo. Il gruppo ha registrato ricavi per 17,19 miliardi di dollari nel trimestre fiscale chiuso a febbraio, mentre gli analisti si aspettavano “solo” 16,91 miliardi di dollari. A guidare il balzo del fatturato è stata la domanda robusta per i suoi servizi di cloud computing guidati dal boom dell’intelligenza artificiale. Per il prossimo anno fiscale, che inizierà a giugno, Oracle prevede ricavi complessivi pari a 90 miliardi di dollari, ben oltre le previsioni (86,7 miliardi di dollari). La società sta inoltre ampliando rapidamente la propria capacità cloud per soddisfare contratti di grande scala con clienti come OpenAI e Meta. L'espansione, tuttavia, comporta investimenti ingenti: le spese in conto capitale hanno raggiunto 18,6 miliardi di dollari nel trimestre, superando i 14 miliardi attesi dal mercato, mentre la guidance per l'intero anno resta fissata a 50 miliardi.

JPMorgan Chase -0,4%. Il Financial Times ha riportato che la banca ha svalutato il valore dei prestiti e ha inasprito le condizioni di credito a causa delle crescenti preoccupazioni sulla qualità del credito negli Usa.



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