Wall Street si aggira sulla parità, petrolio in rialzo del +2%

La guerra in Medio Oriente non dà ancora segnali di raffreddamento. Durante la notte, le forze americane hanno affondato diverse navi iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz

Autore: Rosa Aimoni
Ampio campo petrolifero con piattaforme, pompe e infrastrutture industriali, illuminato dai colori caldi del tramonto, simbolo dell’industria energetica globale.

Photo by Anton Petrus/Getty Images

La borsa degli Stati Uniti è in leggero rialzo. Nasdaq +0,5%, S&P 500 +0,2%. Dow Jones -0,2%. 

Inflazione 

I prezzi al consumo sono saliti dello 0,3% mese su mese e del 2,4% anno su anno, tutto come da attese. Allineato al consensus anche il dato di fondo (core) +2,5% anno su anno. Il dato ha perso d'importanza in quanto dal 28 febbraio l'attenzione  si è spostata sugli effetti inflazionistici causati dalla guerra in Medio Oriente. In ogni caso, mostra che le spinte disinflazionistiche il mese scorso erano in azione.

Medio Oriente 

La guerra, che si è estesa a tutto il Medio Oriente, non dà ancora segnali di raffreddamento. Durante la notte le forze americane hanno affondato diverse navi iraniane, tra cui 16 posamine, nei pressi dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha lanciato nuovi attacchi contro Israele, gli Emirati Arabi Uniti e altri Paesi del Golfo. Il Dubai International Airport ha sospeso le operazioni dopo essere stato bersaglio di alcuni droni, che hanno causando quattro feriti.

Finora più di 1.300 iraniani sono stati uccisi nella guerra, secondo un bilancio ufficiale, anche se la cifra non è stata aggiornata da diversi giorni.

Oggi i leader del G7 si riuniscono per discutere sulla crisi in Iran e le sue conseguenze per l’economia mondiale. 

I mercati ora si aspettano che le banche centrali rallentino il ritmo dei tagli ai tassi di interesse a causa dell'impatto del rincaro del greggio sull'inflazione. 

Petrolio e macrovariabili

Il petrolio Brent sale del 2% a 89,50 dollari al barile.

I paesi europei si stanno preparando ad approvare il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio, scrive Politico. Francia, Italia, Germania e Regno Unito hanno tutti manifestato il loro sostegno alla misura, che rappresenterebbe il più grande rilascio coordinato di riserve nella storia dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE). Si tratterebbe di oltre il doppio dei 182 milioni di barili di petrolio rilasciati dai paesi dell'AIE in seguito all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, si legge nell'articolo della testata.
“L'AIE ha richiesto il rilascio di riserve petrolifere pari a 400 milioni di barili. Noi ottempereremo a questa richiesta e daremo il nostro contributo, perché la Germania sostiene il principio fondamentale dell'AIE della solidarietà reciproca”, ha dichiarato mercoledì il ministro dell'Energia tedesco Katherina Reiche.
Anche i membri asiatici, i più colpiti a causa della loro forte esposizione al Golfo Persico, e gli Stati Uniti sono fortemente favorevoli allo sfruttamento delle riserve.
"È utile, ma è più una soluzione temporanea", ha commentato Richard Saldanha, gestore di fondi azionari globali presso Aviva Investors. Concludendo: "La realtà è che l’unico modo per evitare uno shock a lungo termine è la riapertura dello Stretto di Hormuz".

In una nota pubblicata mercoledì mattina, gli analisti di Goldman Sachs hanno affermato che il rilascio proposto dall’IEA compenserebbe 12 giorni delle loro stime di 15,4 milioni di barili al giorno di interruzioni. Questo fattore potrebbe ridurre i prezzi del petrolio di circa 7 dollari, 

Oro attorno a quota 5.100 dollari, in lieve calo.

Rendimento Treasury 10 anni: +3 punto base a 4,18%.

Euro: -0,2% a 1,158 dollari.

Bitcoin: +1% sopra i 70.000 dollari.

Titoli sotto la lente

Amazon +0,2%. Il gruppo debutta nel mercato obbligazionario europeo con un’emissione record in otto tranche, puntando a raccogliere circa 10 miliardi di euro (11,6 miliardi di dollari) per investimenti in intelligenza artificiale.

Nike - Barclays ha alzato il giudizio a Overweight e il target price a 73 da 64 dollari. 

Oracle balza dell’12% grazie a risultati solidi e a un outlook positivo. Il gruppo ha registrato ricavi per 17,19 miliardi di dollari nel trimestre fiscale chiuso a febbraio, mentre gli analisti si aspettavano “solo” 16,91 miliardi di dollari. A guidare il balzo del fatturato è stata la domanda robusta per i suoi servizi di cloud computing guidati dal boom dell’intelligenza artificiale. Per il prossimo anno fiscale, che inizierà a giugno, Oracle prevede ricavi complessivi pari a 90 miliardi di dollari, ben oltre le previsioni (86,7 miliardi di dollari). La società sta inoltre ampliando rapidamente la propria capacità cloud per soddisfare contratti di grande scala con clienti come OpenAI e Meta. L'espansione, tuttavia, comporta investimenti ingenti: le spese in conto capitale hanno raggiunto 18,6 miliardi di dollari nel trimestre, superando i 14 miliardi attesi dal mercato, mentre la guidance per l'intero anno resta fissata a 50 miliardi.

JPMorgan Chase -0,4%. Il Financial Times ha riportato che la banca ha svalutato il valore dei prestiti e ha inasprito le condizioni di credito a causa delle crescenti preoccupazioni sulla qualità del credito negli Usa.

Nividia - Il colosso dei chip investirà 2 miliardi di dollari in Nebius Group. La mossa rientra nell'ambito di una partnership conclusa per lo sviluppo e la costruzione di data center per l'intelligenza artificiale. Nebius guadagna il 10% a Wall Street. 



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