Wall Street sale tra inflazione, trimestrali e geopolitica
Negli Stati Uniti, i prezzi alla produzione sono aumentati meno delle attese a marzo, nonostante il balzo dei costi energetici legato alla guerra con l’Iran

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Wall Street in rialzo: Nasdaq +1%. S&P 500 +0,5%.
A sostenere il sentiment è l’ottimismo su un possibile nuovo ciclo di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. In rialzo anche le borse europee mentre il petrolio scende, con le speranze che un accordo in Medio Oriente possa normalizzare i flussi energetici e fermare il rischio di una spirale inflazionistica globale.
Secondo una fonte, l’Iran starebbe valutando una pausa temporanea delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz per evitare di mettere alla prova il blocco statunitense e non compromettere i negoziati. La possibile pausa riflette il tentativo di evitare un’escalation immediata, mentre le parti organizzano un nuovo incontro diretto.
L’attenzione degli investitori è rivolta anche ai risultati del primo trimestre. “Il mercato azionario statunitense presenta ora valutazioni interessanti. Ha subito un significativo de-rating e gli utili sottostanti resteranno solidi”, ha affermato Peter Oppenheimer, chief global equity strategist di Goldman Sachs. “Se i prezzi del petrolio continueranno a moderarsi e le preoccupazioni sui tassi inizieranno ad attenuarsi, esiste un buon potenziale di rialzo”.
Inflazione
A marzo, negli Usa i prezzi alla produzione anno su anno sono aumentati del 4%, più del periodo precedente (3,4%), ma meglio delle attese (4,6%). Il dato core, che esclude gli alimentari e l'energia, è rimasto inviato al 3,8%, meglio delle stime del 4,1%. Quest'ultimo, su base mensile, è cresciuto solo dello 0,1% (gli economisti si aspettavano un +1,1%).
I dati seguono quelli della scorsa settimana che avevano mostrato un forte aumento dei prezzi al consumo a marzo, trainato dal rincaro della benzina, mentre l’inflazione di fondo è risultata inferiore alle attese.
Macrovariabili
Petrolio WTI -3%, poco sotto i 96 dollari il barile.
Oro +0,7% a 4.770 dollari.
Treasury, rendimento del decennale in lieve calo al 4,28%.
Euro in rialzo per la settima giornata consecutiva su dollaro, cambio a 1,180, +0,3%.
Bitcoin +1,7% a 74mila dollari.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Amazon +2,4%. Secondo un report di Bloomberg, sarebbe vicina a un accordo per acquisire l’operatore satellitare Globalstar +10%. L’operazione potrebbe essere annunciata già martedì.
BlackRock +2%. Il gigante della gestione patrimoniale ha totalizzato utili e ricavi superiori alle attese. Nel primo trimestre, ha guadagnato 12,53 dollari per azione su ricavi di 6,7 miliardi. Gli analisti prevedevano 11,48 dollari per azione su ricavi di 6,5 miliardi. Le masse gestite hanno raggiunto 13,89 trilioni, sotto le stime di 13,92.
Citigroup +1,7%. La banca d'investimento ha beneficiato dell’elevata volatilità, registrando i ricavi trimestrali più alti dell’ultimo decennio.
Credo Technology +12%. La società di semiconduttori ha raggiunto un accordo per acquisire DustPhotonics. Il corrispettivo dovrebbe comprendere 750 milioni di dollari in contanti e 920.000 azioni proprie.
Ford Motor +3%. UBS ha alzato la raccomandazione a “buy” da “neutral”. Per la banca, gli utili della casa automobilistica sono sottovalutati e l’azienda può gestire le difficoltà derivanti dall’aumento dei prezzi dell’alluminio e del gas legati alla guerra tra Stati Uniti e Iran.
Intel -3%. Il produttore di chip si avvia verso la decima seduta consecutiva in rialzo. Sarebbe la serie positiva più lunga dal 2005, quando salì per 13 sedute consecutive.
Johnson & Johnson -0,2%. Il colosso farmaceutico ha chiuso il primo trimestre con risultati poco sopra le attese. L’utile rettificato è stato pari 2,70 dollari per azione su ricavi pari a 24,06 miliardi. Gli analisti si aspettavano 2,66 dollari su 23,63 miliardi, secondo LSEG. Anche la guidance sugli utili annuali supera di poco le previsioni.
JPMorgan Chase -0,1%. Il colosso bancario ha chiuso il primo trimestre con risultati migliori delle attese. Gli utili sono stati pari a 5,94 dollari per azione, i ricavi a 50,54 miliardi di dollari. Gli analisti prevedevano un utile di 5,45 dollari per azione su ricavi pari a 49,26 miliardi. Tuttavia, la società ha abbassato la guidance 2026 sul margine di interesse netto, ora atteso a 103 miliardi, rispetto ai 104,5 miliardi precedenti.
Oracle, Bloom Energy - Bloom Energy +12%, produttore di celle a combustibile a ossido solido, ha ampliato una partnership con Oracle +5%, per sviluppare le proprie capacità nell’intelligenza artificiale e nel cloud computing.
United Airlines, American Airlines - L’amministratore delegato Scott Kirby avrebbe proposto una fusione con American Airlines +9%, durante un incontro con il presidente Donald Trump.
Wells Fargo -5%. La banca ha registrato un utile di 1,60 dollari per azione, anche se il dato non è direttamente confrontabile con le stime di 1,58 dollari poiché include un beneficio fiscale. I ricavi si presentano poco sotto le stime a 21,45 miliardi di dollari. Il margine di interesse ha disatteso le previsioni.
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