A Wall Street si fermano i tech, scendono tassi dei bond e petrolio

Tra le grandi società del tech che ieri hanno presentato i conti del trimestre sale Alphabet +5%. Meta -10%, Microsoft -4%. Oggi salgono le società del Dow Jones, Caterpillar +8%, Eli Lilly +7% 

Autore: Marino Masotti
Connessioni di luce su sfondo nero, rappresentano reti di dati.

La borsa degli Stati Uniti è contrastata nell'ultima seduta di aprile, un mese molto positivo soprattutto per la componente tech.

Nasdaq -0,3%, +14% in aprile.

S&P 500 +0,1%, +9% in aprile.

Dow Jones +0,5%, +6,5% in aprile.  

Dati e contesto macro

A marzo, il PCE anno su anno è salito del 3,5%, in rialzo rispetto a febbraio (2,8%), ma in linea alle attese. Il dato core, che esclude le componenti variabili degli alimentari e dell'energia, è aumentato del 3,2% dal 3% precedente, in linea alle aspettative.

Le nuove richieste settimanali di disoccupazione sono cresciute di 189.000 unità, meno rispetto ai 215.000 precedenti (dato revisionato) e meglio delle stime di 212.000. 

Il Pil annualizzato del primo trimestre è cresciuto del 2%, stime 2,3%, dato precedente 0,5%. 

Nello stesso periodo, i consumi personali sono aumentati dell'1,6%, meno rispetto al periodo precedente (1,9%), ma sopra le attese (1,4%). 

I dati arrivano all'indomani della decisione della Federal Reserve di non toccare i tassi d'interesse. Kay Haigh, global co-head of Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management commenta così l'evento. “La banca centrale si trova in una posizione stabile per quanto riguarda l’orientamento della politica monetaria, sebbene alcuni membri abbiano spinto per un linguaggio più bilanciato in entrambe le direzioni. Sebbene i rischi al rialzo per l’inflazione siano aumentati, la Fed tiene d’occhio la possibile debolezza della crescita e del mercato del lavoro. Questo equilibrio potrebbe portare i tassi verso un livello neutrale più avanti nell’anno”.

Banca Centrale Europea

Nel comunicato sui tassi, confermati oggi al 2%, si legge quanto segue: "I rischi al rialzo per l'inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati". Nel corso della conferenza stampa, il presidente Christine Lagarde ha precisato che l'economia dell'area euro "si sta allontanando dallo scenario di base delineato nelle proiezioni" precedenti della Bce, ma "non è ancora chiaro verso quale traiettoria alternativa si stia dirigendo l'economia". Il fatto che ci sia spazio per considerazioni sulla crescita è già di per sé un ridimensionamento delle preoccupazioni sull'inflazione.

Andrea Campisi, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management parla nel suo commento della differenza del contesto di oggi con quello del 2022, quando l’inflazione era al 6%, l’economia in surriscaldamento e la politica fiscale era pari al 3% del PIL, imponendo una risposta immediata da parte della BCE. "Diverso invece, il punto di partenza odierno, con un’inflazione prossima al target e inferiore spazio a bilancio per stimoli fiscali, giustificando un approccio più attendista appresi gli insegnamenti sia del 2011 (intervento anticipato) che del 2022 (intervento ritardato)". 

Banca d'Inghilterra

Tassi d'interesse invariati nel Regno Unito, al 3,75%. Si tratta di una decisione senza sorprese, sullo sfondo di un'inflazione che resta al di sopra del target del 3% nel Paese e di una situazione dell'economia carica d'incognite: aggravate - come ammette anche il governo laburista di Keir Strarmer - dai contraccolpi sull'energia delle crisi geopolitiche mondiali. Le prospettive di un aggravamento della situazione economica dipendono in primis dalla "durata e dalla dimensione dello shock energetico" scatenato dalla guerra in Iran e dalla chiusura di Hormuz, ha sottolineato il governatore della BoE, Andrew Bailey, nel corso della conferenza stampa tenuta dopo la decisione sui tassi. 

Iran 

Il nuovo leader supremo dell’Iran ha detto di non voler rinunciare alle tecnologie nucleari e missilistiche del Paese e ha aggiunto che Teheran manterrà il controllo dello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti vogliono che l’Iran accetti forti restrizioni sull’arricchimento nucleare e consegni le scorte di uranio altamente arricchito.

L’esercito statunitense sta valutando l’invio del missile ipersonico Dark Eagle contro l’Iran, per colpire i lanciatori di missili balistici del Paese.

Donald Trump ha dichiarato ad Axios che il blocco dei porti iraniani è “in qualche modo più efficace dei bombardamenti” e sta “soffocando” l'Iran limitandone le esportazioni di petrolio.

“Trump vuole porre fine alla guerra con l’Iran, ma non alle condizioni proposte da Teheran”, hanno dichiarato Becca Wasser e Chris Kennedy, analisti di Bloomberg Economics. “Ciò suggerisce che la domanda non è più se intensificherà le azioni per ottenere un’offerta migliore, ma quando e come. Pensiamo che la finestra più probabile per un’azione sia entro le prossime due settimane e che nuovi attacchi statunitensi siano lo scenario più probabile”.

Macrovariabili 

Treasury Note a dieci anni al 4,39%, da 4,43% di stamattina, massimo delle ultime cinque settimane. Bund al 3,04%, -7 punti base. BTP a 3,86%.

Petrolio Brent in ribasso del 2,5% a 114 dollari, dai massimi degli ultimi quattro anni toccati stanotte. 

Oro +1,5% a 4.610 dollari

Poco mosso il dollaro su euro.

Titoli sotto la lente a Wall Street 

Alphabet +5%. Il colosso tecnologico ha registrato ricavi trimestrali pari 109,9 miliardi di dollari, superiori ai 107,2 miliardi attesi. I ricavi di Google Cloud sono aumentati del 63% su base annua, raggiungendo 20,02 miliardi, contro i 18,05 miliardi previsti. L'utile per azione rettificato ha raggiunto 2,62 dollari, appena sotto i 2,63 dollari previsti. 

Amazon -1% dopo risultati trimestrali superiori alle stime. Ha registrato utili pari a 2,78 dollari per azione e ricavi a 181,52 miliardi, contro le aspettative di 1,64 dollari e 177,3 miliardi. Il fatturato del segmento cloud è aumentato del 28%.

Caterpillar +7%. L’azienda ha riportato utili rettificati pari a 5,54 dollari per azione su ricavi a 17,42 miliardi, contro le attese di 4,62 dollari e 16,61 miliardi.

Eli Lilly +6% La casa farmaceutica ha superato di gran lunga le aspettative degli analisti sugli utili e i ricavi del primo trimestre. Eli Lilly ha anche aumentato le previsioni di vendite annuali a un intervallo tra 82 e 85 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 80-83 miliardi.

Ford Motor -5%. Ha alzato le previsioni per il 2026, stimando utili operativi tra 8,5 e 10,5 miliardi. I ricavi del primo trimestre (39,82 miliardi) hanno superato le attese di 38,82 miliardi.

Meta Platforms -10%. La società madre di Facebook ha aumentato la previsione di spese in conto capitale per l’intero anno a un intervallo tra 125 e 145 miliardi di dollari, suscitando preoccupazioni sulla sostenibilità dei suoi investimenti nell’IA. La nuova stima ha oscurato i conti del primo trimestre, che hanno battuto le attese. Gli utili per azione rettificati sono stati pari a 7,31 dollari, sopra le stime di 6,79 dollari. 

Merck +2%. Il colosso farmaceutico è salito del 3,4% grazie a risultati superiori alle attese, trainati dalla forte domanda del farmaco oncologico Keytruda. Ha registrato una perdita rettificata di 1,28 dollari per azione, migliore rispetto alla perdita di 1,51 dollari prevista. I ricavi sono stati di 16,29 miliardi, sopra i 15,82 miliardi attesi.

Microsoft -2%. Ha riportato 31,9 miliardi di dollari di spese in conto capitale e leasing finanziari nel terzo trimestre fiscale, al di sotto dei 34,9 miliardi attesi dagli analisti. Ha inoltre superato le aspettative su utili e ricavi.

Qualcomm +10%. Il produttore di chip è balzato dell’11% dopo aver pubblicato utili superiori alle attese. L’utile del secondo trimestre è stato di 2,65 dollari per azione, contro i 2,56 previsti.

Royal Caribbean +7%. L’operatore di crociere ha chiuso il primo trimestre con utili rettificati pari a 3,60 dollari per azione, sopra i 3,20 previsti. I ricavi hanno raggiunto 4,45 miliardi, poco sotto i 4,46 miliardi stimati. 

 



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