Wall Street senza direzione, scendono i titoli dei chip
L'intensificarsi della concorrenza, l’aumento dei tassi d’interesse e i ritorni dagli investimenti sono fra i principali timori che zavorrano il comparto

Wall Street è poco mossa, l'S&P 500 è piatto, Il Dow Jones sale dello 0,3%, mentre il Nasdaq tratta appena sotto la parità.
Macrovariabili
I titoli del Tesoro a 10 anni si apprezzano, il tasso di rendimento scende a 5,22%, dai picchi di giovedì scorso a 5,30%.
Il dollaro si indebolisce rispetto a un paniere di valute globali. Se ne avvantaggia l’oro
Il petrolio WTI è in ribasso dello 0,4% a 93,3 dollari il barile.
L’Arabia Saudita ha riferito all’OPEC che la sua produzione di greggio
è aumentata di un terzo il mese scorso, recuperando dal minimo registrato in oltre tre decenni. Riyadh ha comunicato al gruppo che la produzione è salita di circa 2 milioni di barili al giorno, raggiungendo gli 8,372 milioni al giorno, secondo un rapporto mensile del segretariato dell’OPEC. Il dato rimane comunque significativamente inferiore ai livelli raggiunti prima del conflitto con l’Iran.
Titoli
At&T
Bernstein ha declassato il titolo del colosso della telefonia dopo la mossa di SpaceX nella telefonia mobile.
Chip
Scendono i titoli del comparto a causa di diversi timori: l’intensificarsi della concorrenza, l’aumento dei tassi d’interesse, valutazioni elevate e gli enormi costi necessari per costruire le infrastrutture dedicate all’AI. Micron -4%, Intel -1%.
JP Morgan -1%
Ha mancato le attese per la prima volta dal quarto trimestre 2023: utile per azione di 5,57 dollari contro i 5,85 stimati e ricavi a 50,17 miliardi, sotto i 51,22 attesi. Le commissioni di investment banking sono salite del 14% su base annua ma calate dell'8% sul secondo trimestre, con il mercato delle IPO in frenata. Il reddito fisso ha perso il 4%, mentre il trading azionario è balzato del 49%. Bene il retail: il margine d'interesse al netto dei mercati è cresciuto del 6% a 24,7 miliardi.
Goldman Sachs +1%
Ha invece battuto nettamente le stime, con un utile per azione di 17,01 dollari contro i 13,02 attesi e ricavi per 18,68 miliardi. A trainare i conti è stato il trading azionario, cresciuto del 72% a 6,44 miliardi, mentre le commissioni di investment banking sono salite del 21% a 3,22 miliardi, con ricavi da consulenza record. Il reddito fisso è rimasto debole, a 3,47 miliardi (-1%).
Citi -2%
Ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con un utile netto di 5,25 miliardi di dollari, in crescita del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'utile per azione è stato di 2,85 dollari, a fronte dei 2,66 previsti dal consensus di mercato. I ricavi sono aumentati dell'8% a 23,85 miliardi, contro i 23,72 attesi dagli analisti. I numeri dello scorso anno erano stati penalizzati dalla svalutazione di avviamenti per 726 milioni di dollari. .
Wells Fargo -3,4%
Ha superato le stime di Wall Street relative agli utili del terzo trimestre, ma non ha soddisfatto le aspettative relative al margine di interesse e ai ricavi, titolo in calo dell'1% nel pre market. Il quarto istituto di credito statunitense per dimensioni ha registrato un utile di 1,87 dollari per azione, superando le aspettative medie degli analisti pari a 1,85 dollari, secondo i dati raccolti da LSEG.
Il margine di interesse — ovvero la differenza tra quanto un istituto di credito guadagna sui prestiti e quanto paga sui depositi — è aumentato del 5% a 12,52 miliardi di dollari, ma è risultato inferiore alle aspettative di 12,63 miliardi di dollari.
Bank of America -1,5%
Presenta i conti domani, tra le uscite di diversi banchieri senior.
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