Wall Street in ribasso, a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum all'Iran

La borsa degli Stati Uniti è in ribasso dopo quattro sedute consecutive di rialzo. S&P500 -0,9%. Il Nasdaq cede l'1,4%. Apple e Tesla perdono oltre il 4%. Ftse Mib di Milano -0,7%, Leonardo -8%

Autore: Marino Masotti
Raffineria illuminata durante la notte

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La distruzione totale dell'Iran minacciata da Donald Trump questo pomeriggio lascia presagire qualcosa di ben più grave di una guerra totale in Medio Oriente, i mercati finanziari reagiscono allontanandosi dal rischio.

Wall Street è in ribasso dopo quattro sedute consecutive di rialzo. S&P500 -0,9%. Il Nasdaq cede l'1,4%.

Medio Oriente

I mediatori internazionali, primo fra tutti il Pakistan, sono al lavoro per trovare una base di partenza per il negoziato, ma intanto la guerra prosegue. Gli Stati Uniti hanno attaccato oggi obiettivi militari in tutta l’isola di Kharg, cruciale nodo di distribuzione del petrolio iraniano, finora risparmiato.

Trump è sempre più minaccioso: nel caso in cui Teheran non accetti le condizioni poste, comprese quelle riguardanti la riapertura dello Stretto di Hormuz, “un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più. Non voglio che ciò accada, ma probabilmente accadrà”, ha scritto sui social media.
Il Wall Street Journal e il New York Times riportano che dopo questa ultima uscita, l'Iran ha chiuso le comunicazioni dirette con gli Stati Uniti. L'ultimatum scade stanotte e cresce il timore di una chiusura anche dello Stretto di Bab al Mandab, il braccio di mare che collega il Mar Rosso all'Oceano Indiano.

Europa

Indice Stoxx 600 -0,7%. Le vendite colpiscono soprattutto i settori del tech e dell'healthcare. Si salvano oggi le società media, sopratutto per effetto del balzo in borsa di Universal Music Group: secondo indiscrezioni, Pershing Square ha presentato un'offerta in contante e carta.

Ftse Mib di Milano -0,8%. Leonardo -8%, anche per effetto delle indiscrezioni sui vertici della societ. Stellantis -4%. Ferrari -3,5%. In rialzo, StM +3%. Fincantieri +1%.

Macrovariabili

Il petrolio West Texas Intermediate sale di quasi il 4%. Gas in Europa a 53 euro al MWh, +6,5%.

Treasury USA 10 anni: rendimento al 4,37% (+4 punto base). BTP decennale al 4%, +15 punti base. Spread in allargamento a 92 punti base. 

Euro a 1,157 dollari, in apprezzamento dello 0,3%. Comincia a vacillare anche il dollaro, dall'inizio del conflitto il bene rifugio per eccellenza.

Oro stabile 4.665 dollari l'oncia.

Bitcoin -2,1% a 68.379 dollari.

Titoli sotto la lente

"Magnificent Seven" in calo, tra cui Tesla -4,3%, Apple -4,5%.

Broadcom +3% dopo l’accordo con Google e la collaborazione con Anthropic sull’AI.

Estée Lauder -1% su indiscrezioni di colloqui per una possibile fusione del gruppo cosmetico con Puig.

Titoli petroliferi. Il comparto è stato per lo più in rialzo, con i prezzi dell’energia che restano sopra i 110 dollari al barile. Exxon Mobil sale dello 0,4%, così come Chevron.

Titoli sanitari. Humana +9%, CVS Health +7% e UnitedHealth +6% grazie all’aumento delle tariffe nel settore sanitario.

Wingstop +1,9% dopo upgrade a “buy” da Citi, che vede valutazioni interessanti per la catena di fast food.



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