Wall Street in cauto rialzo, si attendono i colloqui fra Usa e Iran

Il vicepresidente Usa JD Vance si aspetta, come Trump, che l'incontro abbia un esito positivo

Autore: Rosa Aimoni
Segnale stradale giallo con scritta “Wall Street”

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Wall Street è contrastata. S&P 500 +0,2%, Nasdaq +0,6%, Dow Jones -0,4%

Gli investitori guardano ai colloqui tra Stati Uniti e Iran per capire se la fragile tregua potrà reggere e portare a una pace duratura. Il presidente americano, Donald Trump, si è detto “ottimista”, pur minacciando Teheran per le tariffe nello Stretto di Hormuz, dove ancora non si registra una ripresa significativa del traffico.

Il direttore del Consiglio Economico Nazionale, Kevin Hassett, ha affermato che lo Stretto di Hormuz potrebbe essere riaperto entro due mesi. Lo ha detto rispondendo a una domanda di un conduttore di Fox Business. Una volta che lo stretto sarà riaperto, si verificherà una "rapida riduzione dei prezzi dell’energia", ha aggiunto. 

Il vicepresidente Usa, JD Vance, ha affermato che la delegazione statunitense diretta in Pakistan non sarà disponibile se l’Iran "cercherà di prendere in giro" gli Stati Uniti. Come Trump, ritiene però che i colloqui avranno un esito positivo.

Inflazione Usa

L'inflazione CPI di marzo è cresciuta dello 0,9% su base mensile, in linea con le attese. Il dato si confronta con il precedente +0,3%. Si tratta del maggiore incremento mensile dal 2022.

Il dato core, ad esclusione di beni volatili come quelli energetici, è aumentato dello 0,2% (attese e rialzo precedente pari a +0,3%).

"Non ci sono ancora segnali che i prezzi elevati dell’energia si stiano trasferendo all’inflazione di fondo", ha dichiarato Brian Jacobsen di Annex Wealth Management. "Potrebbe essere un processo che si sviluppa nel tempo, mentre le aziende assorbono inizialmente il peso dell’impatto". 

Macrovariabili

Rendimento Treasury 10 anni al 4,30%, +3 punti base.

Petrolio WTI poco mosso attorno ai 98 dollari al barile.

Oro in leggerissimo calo a 4.761 dollari l'oncia.

Euro: +0,2% a 1,172 dollari.

Titoli sotto la lente

AI. Taiwan Semiconductor Manufacturing ha registrato un aumento del 35% dei ricavi trimestrali, segnalando una domanda globale di chip per l’intelligenza artificiale ancora solida nelle prime settimane del conflitto in Medio Oriente.

Carlyle. Un fondo di private credit da 7 miliardi di dollari gestito da Carlyle (in leggero calo) ha limitato i riscatti dopo richieste degli investitori pari al 15,7% delle quote nel primo trimestre.

Intel, +0,8%, ha dichiarato che Google (Alphabet) utilizzerà le future generazioni dei suoi processori Xeon e altri chip.

Lumentum Holdings, Coherent. Le azioni del produttore di laser e tecnologie di ottica e fotonica salgono del 5% dopo aver dichiarato a Bloomberg che i prodotti sono già prenotati fino al 2027, nel contesto dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Le azioni di Coherent, un’altra società del settore, balzano del 4%. Entrambe le aziende hanno investimenti da parte di Nvidia.

ServiceNow. La società software perde l’1,5% dopo un downgrade da parte di UBS, da “buy” a “neutral”. UBS aveva in precedenza affermato che ServiceNow fosse relativamente meglio posizionata rispetto ad altre società software per adattarsi all’era dell’intelligenza artificiale, ma ora ha dichiarato che la fiducia in questa valutazione si è indebolita.

Palo Alto Networks, CrowdStrike. I due titoli della cybersecurity rimbalzano del 2% dopo un forte sell-off giovedì, causato dal venir meno della fiducia in una partnership tra queste società e il gigante dell’IA Anthropic, legata al nuovo modello Claude Mythos.

Sandisk, Western Digital. Mizuho ha ribadito il rating “outperform” sul settore memoria e storage e ha alzato i target di prezzo su diversi titoli. Sandisk, il miglior titolo dell’S&P 500 nel 2026, balza di quasi il 3%, Western Digital sale di oltre l’1,5%.



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