Volatilità sui future Usa, rally di Oracle, petrolio in rialzo
Il colosso tech ha sorpreso con i risultati del cloud, trainati dal boom dell’intelligenza artificiale. A livello macro, oggi negli States è atteso il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo

La volatilità continua a influenzare i mercati azionari, con i future sull’S&P 500 che oscillano attorno al +0,1% dopo un rialzo iniziale dello 0,5%.
Negli ultimi giorni le borse sono state altalenanti, con le speranze di una guerra contenuta sostituite da un conflitto in espansione tra Usa e Iran. In questo contesto, i colossi energetici del Medio Oriente sono arrivati a un punto di crisi. E il timore di prezzi del petrolio elevati a lungo alimentano la paura che l’inflazione possa riaccendersi e spingere le banche centrali verso politiche più aggressive.
"Ci aspettano giorni di volatilità, poiché il conflitto in Medio Oriente è lontano dall’essere risolto", ha detto Roland Kaloyan, responsabile della strategia azionaria europea presso Societe Generale SA. Nel breve, "è molto probabile vedere giorni alternati di risk-on e risk-off".
Nel frattempo, la Marina del Regno Unito ha riferito che tre navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico, arterie centrali per il trasporto dei beni energetici. I governi stanno provando a contenere l’aumento dei prezzi di petrolio e gas, mentre l’Agenzia Internazionale dell’Energia propone un rilascio di riserve di greggio fino a 400 milioni di barili, secondo una fonte vicina alla questione, come riportato dal Wall Street Journal. "È utile, ma è più una soluzione temporanea", ha commentato Richard Saldanha, gestore di fondi azionari globali presso Aviva Investors. Concludendo: "La realtà è che l’unico modo per evitare uno shock a lungo termine è la riapertura dello Stretto di Hormuz".
A livello macro, oggi negli States è atteso il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo (CPI).
Petrolio e macrovariabili
Il petrolio Brent sale del 2% a 89 dollari al barile.
Oro poco mosso attorno a quota 5.185 dollari.
Rendimento Treasury 10 anni: +1 punto base a 4,17%.
Euro: -0,1% a 1,1599 dollari.
Bitcoin: -1,1% a 69.465,41 dollari.
Titoli sotto la lente
Amazon +0,2%. Il gruppo debutta nel mercato obbligazionario europeo con un’emissione record in otto tranche, puntando a raccogliere circa 10 miliardi di euro (11,6 miliardi di dollari) per investimenti in intelligenza artificiale.
Oracle balza dell’11% grazie a risultati solidi e a un outlook positivo. Il gruppo ha registrato ricavi per 17,19 miliardi di dollari nel trimestre fiscale chiuso a febbraio, mentre gli analisti si aspettavano “solo” 16,91 miliardi di dollari. A guidare il balzo del fatturato è stata la domanda robusta per i suoi servizi di cloud computing guidati dal boom dell’intelligenza artificiale. Per il prossimo anno fiscale, che inizierà a giugno, Oracle prevede ricavi complessivi pari a 90 miliardi di dollari, ben oltre le previsioni (86,7 miliardi di dollari). La società sta inoltre ampliando rapidamente la propria capacità cloud per soddisfare contratti di grande scala con clienti come OpenAI e Meta. L'espansione, tuttavia, comporta investimenti ingenti: le spese in conto capitale hanno raggiunto 18,6 miliardi di dollari nel trimestre, superando i 14 miliardi attesi dal mercato, mentre la guidance per l'intero anno resta fissata a 50 miliardi.
JPMorgan Chase -0,4%. Il Financial Times ha riportato che la banca ha svalutato il valore dei prestiti e ha inasprito le condizioni di credito a causa delle crescenti preoccupazioni sulla qualità del credito negli Usa.
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