Trump prepara misure anti rincaro petrolio, Wall Street riduce le perdite
Nasdaq sulla parità dopo le indiscrezioni di Reuters su provvedimenti allo studio della Casa Bianca. Petrolio in rialzo del 5%, dal +25% di stanotte. Ftse Mib di Milano -0,4%.

Photo by wenbin/Getty Images
La guerra in Medio Oriente ha scatenato il panico stanotte e stamattina sui mercati dell'energia, nel corso della giornata, anche per effetto delle indiscrezioni sul possibili impiego delle scorte strategiche di petrolio dei paesi de G7, dall'allerta rosso si è passati a quello giallo.
Il Nasdaq, in calo di oltre l'1% a inizio seduta, perde lo 0,1%, S&P 500 -0,6%.
Reuters ha scritto oggi pomeriggio che la Casa Bianca prenderà a breve delle misure per fermare il rincaro incontrollato del petrolio.
Iran
Con la nomina di Mojtaba Khamenei alla carica di nuova Guida Suprema, l'Iran ha mandato a dire che la guerra va avanti e che oggi a comandare sono le fazioni più intransigenti e rigorose del regime teocratico.
Il G7 non ha ancora preso una decisione in merito all'utilizzo delle scorte strategiche di petrolio. Il ministro francese dell’Economia, Roland Lescure, ha dichiarato a Bruxelles, in risposta alla domanda di un giornalista, che "non siamo ancora a quel punto".
Le nuove previsioni degli esperti
Il conflitto in Medio Oriente, oltre a far aumentare i prezzi del greggio, sta diminuendo le aspettative sui tagli ai tassi da parte della Fed: "La guerra tra Stati Uniti e Iran sta mettendo alla prova la resilienza agli shock energetici”, ha dichiarato Thierry Wizman di Macquarie Group. “È rilevante perché i banchieri centrali ricorderanno che un aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime ha preceduto l’impennata dell’inflazione al consumo nel 2022”.
I trader si aspettano che il prossimo taglio al costo del denaro arrivi non prima di settembre.
Il veterano stratega Ed Yardeni ha aumentato al 35% la probabilità di un crollo del mercato nel resto dell’anno, rispetto al 20% precedente. Tuttavia, l'esperto rimane sostanzialmente positivo, e ritiene che la guerra possa concludersi a breve.
Secondo il desk di trading di JPMorgan Chase, i mercati non sono preparati a una correzione dell’S&P 500 fino al 10% dal suo picco. Andrew Tyler, responsabile dell’intelligence dei mercati globali di JPMorgan, è diventato “tatticamente ribassista”.
Europa
Indice Stoxx 600 -0,7%, da -2,1% di stamattina. Da inizio anno il guadagno si è quasi azzerato, +0,4%. Diciannove indici settoriali su venti sono in ribasso, salgono le società del petrolio e dell'energia. In calo l'automotive, Stoxx -2%.
Borsa di Milano in calo, ma lontana dai minimi di inizio seduta. Indice Ftse Mib -0,4%. Leonardo, in rialzo del 6% circa, la miglior blue chip. A seguire Saipem +4,4%. Nexi +3,8%. In ribasso di oltre il 3% Stellantis e Brunello Cucinelli.
Macrovariabili
Petrolio WTI: +6% a 96 dollari al barile. Il greggio statunitense ha brevemente superato i 115 dollari al barile durante la notte. Anche l'Arabia Saudita ha iniziato a ridurre la produzione di idrocarburi perchè i magazzini cominciano a essere vicini al massimo del riempimento.
Il rendimento dei Treasury decennali è piatto a 4,15%. BTP a 3,62%.
Oro: -1,3% a 5.103 dollari l’oncia.
La moneta americana si rafforza. Euro: -0,3% a 1,158 dollari.
Bitcoin: +3% sopra i 69.000 dollari.
Titoli sotto la lente
Titoli petroliferi. I titoli del settore registrano rialzi mentre la materia prima si impenna a causa della guerra in corso con l’Iran. Talos Energy +5%, Northern Oil and Gas +3% e ConocoPhillips +2%.
Compagnie aeree. Diverse società sono in calo per le conseguenze della guerra contro l’Iran che stanno impattando sui viaggi globali. Delta Air Lines -3%, American Airlines e United Airlines -4%. Le compagnie aeree statunitensi sono inoltre sotto pressione per una carenza di personale presso la TSA (Transportation Security Administration).
Hims & Hers Health. Balza del 51% dopo che Bloomberg News ha riportato, citando una fonte a conoscenza della questione, che ha raggiunto un accordo con Novo Nordisk per vendere sulla propria piattaforma il popolare farmaco dimagrante della casa farmaceutica danese. L’accordo pone fine a una causa legale che mirava a impedire a Hims di vendere una versione imitativa di tale farmaco.
Live Nation Entertainment. Il titolo sale del 9% dopo che Bloomberg ha riferito che la società di intrattenimento dal vivo è vicina a un accordo con il Dipartimento di Giustizia statunitense riguardo alle accuse di monopolio nel settore dei concerti dal vivo.
Settore crociere. Le compagnie di crociere calano per i timori legati all’aumento dei costi del carburante a fronte del rialzo dei prezzi del petrolio. Royal Caribbean -3%, Carnival -3,3% e Norwegian -2,8%.
Settore minerari. Il comparto scende mentre il dollaro si rafforza e volano i prezzi delle materie prime nel contesto del conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Freeport-McMoRan -4%, Newmont -3,7%, Albemarle -2%.
Jefferies Financial Group. Le azioni della banca d’investimento scendono di oltre il 3% dopo un downgrade da parte di Morgan Stanley lunedì. La banca ha motivato la decisione con persistenti preoccupazioni sul credito e con una causa legale presentata venerdì da Western Alliance, che accusa Jefferies di violazione contrattuale in relazione a un prestito concesso alla società automobilistica ora fallita First Brands Group.
Starbucks. La catena globale di caffetterie cede oltre il 2% dopo che Wolfe Research ha declassato il titolo a peer perform. La società di Wall Street ha dichiarato di voler vedere prove di un’esecuzione operativa più costante, soprattutto in un contesto di crescente concorrenza nel mercato del caffè.
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