Trump: ci sono colloqui con l'Iran, Teheran nega, Wall Street spera nella pace

FtseMib di Milano +1%. TIM +5%, dopo il lancio dell'offerta da parte di Poste italiane, -6,3%. Buzzi +3,4%, Ferrari +3%. Diasorin in calo del 12,5% dopo la presentazione dei conti. Eni -3,5%

Autore: Marino Masotti
Inquadratura del Ponte di Brooklyn con la struttura sospesa e la città sullo sfondo.

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Lo slittamento di cinque giorni all'ultimatum all'Iran annunciato oggi da Donald Trump ha cambiato i connotati della seduta del ventiquattresimo giorno di guerra.  

Wall Street viaggia in rialzo: Nasdaq e Dow Jones +1,6%. S&P 500 +1,4%.

Guerra e negoziati 

Il presidente degli Stati Uniti ha detto su Truth che sono in corso dei colloqui "costruttivi" con l’Iran, per cui, è stata presa la decisione di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche del Paese per cinque giorni.

Tuttavia, i vertici dell’Iran hanno smentito di aver avuto contatti diretti con il presidente Usa. Dall'altro lato, il sito americano Axios ha riportato che sono in corso colloqui indiretti tra l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
La Tv di stato dell'Iran ha affermato che gli Stati Uniti hanno provato nei giorni scorsi a chiedere l'apertura di un negoziato, Teheran non ha mai risposto. Lo speaker del Parlamento ha scritto su X che il negoziato non esiste e non c'è mai stato.

Europa

L'indice Stoxx 600 è in rialzo dell'1,5%, dal -2% di stamattina. Salgono le società dei viaggi e del turismo, indice Stoxx +3,7%. L'unico titolo settoriale in ribasso è quello delle società petrolifere.

Ftse Mib di Milano +1%. TIM +5%, dopo il lancio dell'offerta da parte di Poste italiane, -6,3%. Buzzi +3,4%, Ferrari +3%. Diasorin in calo del 12,5% dopo la presentazione dei conti. Eni -3,5%. 

Macrovariabili

Gas in ribasso del 5% al nodo di Amsterdam, a 56,0 euro MWh.

Petrolio WTI in calo del -7,5% sopra i 91 dollari. I prezzi del petrolio non hanno ancora "pienamente scontato" gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz. Mike Wirth, alla guida del colosso energetico americano Chevron, ha affermato, nel corso della Cera Week di Houston, che il mercato "sta basando le sue valutazioni su pochissime informazioni" relative alla situazione in Medio Oriente.
"I prezzi sul mercato fisico, insieme ai livelli delle scorte, indicano un mercato più teso di quanto suggeriscano i contratti futures. Stiamo osservando effetti fisici molto evidenti legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Wirth, per il quale si tratta di "effetti che si stanno attualmente propagando a livello globale e non credo che tutto ciò sia già stato scontato nei prezzi dei contratti futures".
L'Asia, in particolare, "nutre seri timori sull'approvvigionamento" di greggio e prodotti raffinati, ha osservato il numero uno di Chevron, citando le misure adottate dai governi della regione, tra cui quelli di Australia, Vietnam e Thailandia.

Oro a 4.370 dollari l'oncia, -2,7%.

Bond. Rendimento del Treasury decennale al 4,38%. Tasso del BTP decennale al 3,90%, da 4,10% di stamattina. Spread a 89 punti base. Con il 90% delle schede scrutinate, il No al referendum si colloca al 53,9%. 

Cambio euro dollaro in leggero rialzo a 1,158. 
A marzo, la fiducia dei consumatori nell'Eurozona è crollata bruscamente a causa del conflitto in Medio Oriente, che ha fatto impennare i prezzi dell'energia e ha ulteriormente aumentato la pressione sulle famiglie. L'indicatore preliminare di fiducia dei consumatori per l'Eurozona, elaborato dalla Commissione europea, si è attestato a -16,3, il valore più basso da ottobre 2023, rispetto a -12,3 di febbraio. Un consenso tra gli economisti interpellati dal Wall Street Journal prevedeva un calo più contenuto, a -14,1. Il calo è stato il più consistente registrato dall'indicatore da marzo 2022, quando i consumatori stavano ancora subendo lo shock dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia.
"La fiducia dei consumatori si attesta nettamente al di sotto della media di lungo periodo", ha dichiarato la Commissione, a indicare che gli europei sono diventati più pessimisti riguardo alle loro prospettive. Il sondaggio è stato condotto tra il 1° e il 22 marzo, dopo i primi attacchi israeliani del 28 febbraio.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Banche - Diversi istituti sono in rialzo grazie all’attenuarsi dei timori sulla spesa dei consumatori dopo i nuovi sviluppi nella guerra tra Stati Uniti e Iran. Capital One e Citigroup +2%. Bene anche le banche regionali: PNC Financial Services Group e Citizens Financial Group +2%.

Compagnie aeree - Delta Air Lines, United Airlines e Southwest Airlines salgono di circa il 4% per lo stesso motivo. Il settore ha risentito della guerra e dell’aumento del carburante, capaci di incidere sulla spesa dei consumatori.

Compagnie crocieristiche - Carnival, Royal Caribbean Cruises guadagnano oltre il +5%. Anche questo settore era sceso per le preoccupazioni sulle ricadute economiche del conflitto. Venerdì scorso, Carnival ha perso il 23% e Royal Caribbean il 15%

MongoDB +5%. Mizuho ha aumentato le stime. Sebbene nel 2026 i timori sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul settore software siano stati alti, la banca sostiene che MongoDB, a differenza dei suoi concorrenti, sarà rafforzata dall’IA e non indebolita.

Petroliferi - I titoli del settore scendono insieme ai prezzi del petrolio. Occidental Petroleum Corporation -1,7%, EOG Resources -1,5%, Chevron -1%.

Synopsys +1,3%. Il Wall Street Journal ha riferito, citando fonti informate, che l’investitore attivista Elliott Investment Management detiene una partecipazione da miliardi di dollari nella società di chip.

Turismo - Il comparto sale grazie al calo delle preoccupazioni sulla spesa dei consumatori. Expedia Group e Booking Holdings hanno guadagnato circa il 3%. Hyatt Hotels e Marriott International +2%, Hilton Worldwide Holdings +3%. Airbnb +2%.



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