Sui mercati torna la fiducia nei confronti delle banche centrali
La Borsa di Milano sta per chiudere la settimana con un ribasso dell’'indice Ftse Mib dell'1,7%. Stellantis è la peggior blue chip (-8,3%). A seguire Unicredit -4%. In positivo, Diasorin +5%.

Canva
Banche centrali
L’avvio della stretta monetaria negli Stati Uniti ha ridato alla Federal Reserve la credibilità persa in questi anni di esagerata tolleranza di un alto livello di inflazione. Il mercato è tornato a fidarsi della banca centrale degli Stati Uniti e gli elementi negativi per l’azionario insiti nel rialzo dei tassi sono stati messi in secondo piano: la propensione al rischio è così tornata a salire a partire da ieri.
Stanotte anche la banca centrale del Giappone si è unita alla lotta al carovita, con il suo sesto incremento del costo del denaro a partire dal 2024.
Ieri la Banca d’Inghilterra ha lasciato tutto come prima, il messaggio agli investitori è stato da falco: siamo pronti a iniziare anche qui la stretta monetaria.
La scorsa settimana, la Banca Centrale Europea aveva portato i tassi al 2,5%, secondo rialzo da inizio anno: i commenti e le risposte della presidente Christine Lagarde durante la conferenza stampa hanno spalancato la porta ad altri rialzi.
La settimana che ha visto le banche centrali protagoniste si sta per chiudere con un bilancio neutro-negativo: si indebolisce, seppure di poco, la performance da inizio mese.
Asia
L’indice MSCI Asia Pacific ha chiuso in ribasso dello 0,5% la settimana: da inizio settembre, un mese statisticamente infelice per le Borse, il calo è dell’1,7%. Le uniche piazze azionarie positive da inizio mese sono quelle più esposte al tema del tech e dell’intelligenza artificiale: Taiex di Taipei +2,2% e Kospi di Seul +1,1%.
Tech
Nonostante i cupi allarmi arrivati dai broligarchi, l’intelligenza artificiale, in Borsa, questa settimana ha mandato un forte segnale di resilienza. L’indice Philadelphia Semiconductor, quello dove si trovano i nomi di spicco dei produttori di chip, ha iniziato lunedì con un crollo del 5,9%; da lì in avanti è iniziato il rimbalzo: la settimana si sta per chiudere con un bilancio solo di poco negativo, da inizio mese il rialzo è del 2%. Tra le magnifiche sette del Nasdaq, sta allungando il passo Meta Platforms: +3,4% la settimana e +17% da inizio settembre.
Wall Street
L’indice S&P 500, oggi in lieve ribasso, segna un calo dello 0,4% rispetto alla chiusura di venerdì scorso.
Le aziende all’interno del paniere di riferimento di Wall Street stanno guadagnando più del normale. Per gli strategist di Goldman Sachs, guidati da Ben Snider, gli utili non sono destinati a crollare: la crescita rallenterà gradualmente, sorretta dalla produttività legata all’IA. La previsione è di un +11% degli utili per azione sia nel 2027 sia nel 2028.
Il contributo della spesa in IA, che quest’anno ha pesato per quasi metà della crescita, è destinato a ridursi, da 11 punti percentuali nel 2026 a un effetto marginalmente negativo nel 2028, mentre la produttività generata dall’IA prenderà il suo posto, aggiungendo un punto nel 2027 e due nel 2028. Pesano anche i margini alti dei semiconduttori: un ritorno alla media storica del 55% taglierebbe il 10% degli utili.
Europa
Le Borse dell’area, meno esposte di Wall Street al tema dell’alta tecnologia, oltre a essere più penalizzate dai rincari dell’energia, sono più indietro.
L’indice Stoxx 600 sta per terminare la settimana con un ribasso di mezzo punto percentuale, -2% da inizio mese. Bilancio settimanale positivo per due settori difensivi come quelli della farmaceutica, +3,3%, e delle polizze assicurative, +1%. In ribasso telecomunicazioni, retail e automotive. Da inizio mese c’è soltanto un indice settoriale in rialzo, su un totale di venti, quello dell’Energia, +3,7%. A soffrire di più le società del retail (-9%).
Gli strateghi di mercato sono positivi sull’Europa come non si vedeva dal 2018, scrive oggi Bloomberg.
L’indice Stoxx 600, oggi a 635 punti, dovrebbe chiudere l’anno a 670 punti. Gli utili aziendali solidi e la spesa pubblica compenseranno i rincari energetici e l’aumento dei rendimenti dei bond.
Panmure Liberum si conferma la più ottimista, con una previsione di crescita del +10%. Deka Bank ha alzato il proprio target, mentre non si registrano declassamenti. Société Générale rimane la più pessimista, con un obiettivo fermo a 600 punti.
La Borsa di Milano sta per chiudere la settimana con un ribasso dell’1,7%. Stellantis è la peggior blue chip (-8%). A seguire Unicredit -4%. In positivo, Diasorin +5%.
In questo articolo
Advertisement

