Scendono i future Usa sui timori di una guerra lunga in Medio Oriente
L’Arabia Saudita è diventata l’ultimo produttore del Golfo a ridurre l’offerta di greggio (ormai sopra i 100 dollari), alimentando le paure di uno shock inflazionistico globale

Photo by Sir Francis Canker Photography/Getty Images
I future sulle azioni scendono di oltre l'1% a Wall Street a causa delle paure innescate dalla guerra in Medio Oriente.
Il conflitto continua a turbare i mercati energetici, spingendo il petrolio sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dal 2022.
L’Arabia Saudita è diventata l’ultimo produttore del Golfo a ridurre l’offerta di greggio, alimentando i timori di uno shock inflazionistico globale. La notizia che i ministri delle Finanze del G7 discuteranno un possibile rilascio coordinato dalle riserve strategiche ha in parte attenuato i movimenti.
Nel frattempo, Stati Uniti, Israele e Iran si preparano a quello che potrebbe diventare un conflitto prolungato. Il nuovo leader supremo del regime teocratico, Mojtaba Khamenei, ha segnalato che Teheran non farà marcia indietro, mentre il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato che i livelli del greggio più alti sono "un prezzo molto piccolo da pagare" per la sicurezza.
"Il selloff riguarda tutto il petrolio: riguarda l’inflazione che ne deriva e il rischio di stagflazione", ha dichiarato David Kruk, responsabile del trading presso La Financiere de l’Echiquier a Parigi. "Il mercato sta anticipando lo scenario peggiore", ha concluso.
In Borsa, per le conseguenze del conflitto, salgono i titoli petroliferi mentre scendono le compagnie aeree. Perdono terreno anche le big tech.
Macrovariabili
Petrolio WTI: +11% a 100,70 dollari al barile. Il greggio statunitense ha brevemente superato i 110 dollari al barile durante la notte.
Il rendimento dei Treasury decennali sale di due punti base al 4,16%.
Oro: -1,3% a 5.103 dollari l’oncia.
La moneta americana si rafforza. Euro: -0,5% a 1,1559 dollari.
Bitcoin: +1,2% a 68.036 dollari.
Titoli sotto la lente
Titoli petroliferi. I titoli del settore registrano rialzi mentre la materia prima si impenna a causa della guerra in corso con l’Iran. Talos Energy +5%, Northern Oil and Gas +3% e ConocoPhillips +2%.
Compagnie aeree. Diverse società sono in calo per le conseguenze della guerra contro l’Iran che stanno impattando sui viaggi globali. Delta Air Lines -3%, American Airlines e United Airlines -4%. Le compagnie aeree statunitensi sono inoltre sotto pressione per una carenza di personale presso la TSA (Transportation Security Administration).
Hims & Hers Health. Balza del 51% dopo che Bloomberg News ha riportato, citando una fonte a conoscenza della questione, che ha raggiunto un accordo con Novo Nordisk per vendere sulla propria piattaforma il popolare farmaco dimagrante della casa farmaceutica danese. L’accordo pone fine a una causa legale che mirava a impedire a Hims di vendere una versione imitativa di tale farmaco.
Live Nation Entertainment. Il titolo sale del 9% dopo che Bloomberg ha riferito che la società di intrattenimento dal vivo è vicina a un accordo con il Dipartimento di Giustizia statunitense riguardo alle accuse di monopolio nel settore dei concerti dal vivo.
Settore crociere. Le compagnie di crociere calano per i timori legati all’aumento dei costi del carburante a fronte del rialzo dei prezzi del petrolio. Royal Caribbean -3%, Carnival -3,3% e Norwegian -2,8%.
Settore minerari. Il comparto scende mentre il dollaro si rafforza e volano i prezzi delle materie prime nel contesto del conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Freeport-McMoRan -4%, Newmont -3,7%, Albemarle -2%.
Jefferies Financial Group. Le azioni della banca d’investimento scendono di oltre il 3% dopo un downgrade da parte di Morgan Stanley lunedì. La banca ha motivato la decisione con persistenti preoccupazioni sul credito e con una causa legale presentata venerdì da Western Alliance, che accusa Jefferies di violazione contrattuale in relazione a un prestito concesso alla società automobilistica ora fallita First Brands Group.
Starbucks. La catena globale di caffetterie cede oltre il 2% dopo che Wolfe Research ha declassato il titolo a peer perform. La società di Wall Street ha dichiarato di voler vedere prove di un’esecuzione operativa più costante, soprattutto in un contesto di crescente concorrenza nel mercato del caffè.
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