I future Usa arrancano tra dubbi sul tech e tensioni geopolitiche

I risultati superiori alle attese di Nvidia non sono bastati ad alimentare ulteriori guadagni sul Nasdaq. Nel mentre, i riflettori sono accesi sui colloqui tra Stati Uniti e Iran

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Le azioni non decollano. I future di Wall Street sono piatti o leggermente positivi dopo che i risultati superiori alle attese di Nvidia non sono bastati ad alimentare ulteriori guadagni nei titoli tech. Nel mentre, gli investitori stanno riducendo le posizioni più rischiose con l’avvio dei colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran.

La cautela domina e, al contempo, proseguono le riflessioni sugli scenari ipotetici di disruption legati all’IA e supportati dalle prospettive timide annunciate da Salesforce, che hanno riacceso i timori soprattutto sui giganti del software che potrebbero perdere terreno nell’era dell’intelligenza artificiale.

Al momento, la maggior parte dei titoli delle “Magnificent Seven” è in ribasso.

L'incertezza del settore commerciale non aiuta: la sfida è capire cosa accadrà con i dazi, in un contesto di ricorsi contro l'amministrazione americana. Intanto, il presidente, Donald Trump, difende le nuove tariffe applicate dopo la bocciatura della Corte Suprema dei cosiddetti dazi reciproci.

Mercato del lavoro: le richieste di sussidi di disoccupazione della settimana terminata al 21 febbraio si sono attestate a 212.000 unità, contro le 216.000 stimate.

Macrovariabili

Il petrolio WTI (West Texas Intermediate) è in calo: -2% a 64,12 dollari al barile. Stati Uniti e Iran stanno portando avanti i colloqui con la mediazione dell’Oman. Il presidente Donald Trump ha dato a Teheran una scadenza tra il 1° e il 6 marzo per raggiungere un accordo sulle attività atomiche della Repubblica Islamica, minacciando attacchi militari in caso di mancato rispetto.

Oro: +0,3% a 5.181,36 dollari l’oncia.

Treasury USA decennale: rendimento stabile al 4,05%.

Euro: stabile a 1,1803 dollari.

Bitcoin: -1,1% a 68.193,38 dollari.

Titoli sotto la lente

Baidu. Le azioni quotate negli Stati Uniti della società tecnologica cinese scendono del 3% dopo che i ricavi del quarto trimestre sono risultati inferiori alle aspettative degli analisti.

C3.ai. Il titolo crolla del 24% dopo che gli investitori sono rimasti delusi dai risultati del terzo trimestre fiscale. C3.ai ha registrato una perdita di 40 centesimi per azione, superiore alla perdita di 29 centesimi prevista dagli analisti, secondo LSEG.

IonQ. Le azioni della società di calcolo quantistico balzano del 12% dopo previsioni di vendita positive. L’azienda stima ricavi tra 48 e 51 milioni di dollari nel primo trimestre, superando le attese degli analisti di 36 milioni, secondo FactSet.

Nutanix. Le azioni della società di software cloud balzano del 19%. Nutanix e AMD hanno annunciato una partnership pluriennale per sviluppare congiuntamente una piattaforma di infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Nell’ambito dell’accordo, AMD effettuerà un investimento strategico di 150 milioni di dollari in azioni ordinarie Nutanix. Separatamente, Nutanix ha riportato risultati del secondo trimestre fiscale superiori alle attese su ricavi e utili, secondo LSEG.

Nvidia sale dell’1,4% dopo risultati solidi, anche se permangono interrogativi sulle prospettive di vendita. L’azienda ha registrato utili rettificati di 1,62 dollari per azione, rispetto agli 1,53 dollari attesi dagli analisti secondo LSEG.

Papa John’s International. La catena di pizzerie è scesa di quasi il 5% dopo che i ricavi del quarto trimestre hanno deluso gli investitori.

Qnity. Le azioni del fornitore di soluzioni e materiali per semiconduttori sono salite di oltre il 3,5% dopo aver superato le stime su utili e ricavi.

Salesforce scende di oltre il 3%.

Snowflake. Le azioni della società di software calano dello 0,4%. Snowflake ha dichiarato che i ricavi da prodotti del primo trimestre saranno compresi tra 1,262 e 1,267 miliardi di dollari, leggermente superiori ai 1,26 miliardi previsti dal consenso FactSet.

Warner Bros Discovery. Le azioni del colosso dei media sono rimaste invariate nel premarket dopo che la società ha riportato un calo del 6% dei ricavi trimestrali a causa del rallentamento delle attività televisive e cinematografiche.


Gianluca Brigatti

Giornalista Finanziario