Le tensioni Usa-Iran infiammano i prezzi del petrolio, Wall Street in calo
Gli investitori, tuttavia, ritengono che la pressione su entrambe le parti per raggiungere un accordo resti elevata, anche se la volatilità dovrebbe rimanere spiccata nel breve termine

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Wall Street è in ribasso: il Nasdaq cede lo 0,3%, l'S&P 500 perde lo 0,2%.
Un fine settimana turbolento in Medio Oriente ha smorzato le prospettive dei colloqui di pace. La Marina statunitense ha effettuato il primo sequestro di un’imbarcazione iraniana nello Stretto di Hormuz. In precedenza, l’Iran aveva interrotto il traffico nel passaggio marittimo meno di 24 ore dopo aver dichiarato aperto il transito. Dopo questi sviluppi, Teheran è apparsa incerta sull’invio di diplomatici in Pakistan per un secondo round di colloqui di pace. Intanto, la tregua si avvicina alla scadenza (circa 48 ore).
Gli investitori, tuttavia, ritengono che la pressione su entrambe le parti per raggiungere un accordo resti elevata, anche se la volatilità dovrebbe rimanere spiccata nel breve termine. Alcuni temi chiave restano al centro dell'attenzione, come il programma nucleare iraniano e il controllo dello Stretto di Hormuz.
Fed e trimestrali
Mentre la situazione in Medio Oriente resta fluida, gli operatori guardano anche all’audizione di conferma al Senato Usa di Kevin Warsh per la guida della Federal Reserve, prevista questa settimana. Il mandato dell'attuale presidente Jerome Powell scade il 15 maggio. Eventuali segnali da parte di Warsh favorevoli a un allentamento monetario nel corso dell’anno, nonostante uno shock energetico legato alla guerra, potrebbero sostenere ulteriormente i Treasury a breve scadenza. Ad oggi, i mercati monetari prezzano circa il 50% di probabilità di un taglio dei tassi entro dicembre.
Nel frattempo, la stagione delle trimestrali è partita con forza. Le società dell’S&P 500 che hanno già pubblicato i risultati hanno registrato utili superiori dell’11% rispetto alle attese, secondo i dati di Bloomberg Intelligence. Tra i big che pubblicheranno i conti questa settimana ci sono Tesla e Boeing mercoledì, seguite da Intel il giorno successivo.
Macrovariabili
Il petrolio WTI sale del +4,2% a 86 dollari.
Oro in calo dello 0,5% a 4.807 dollari l'oncia.
Euro in lieve rialzo su dollaro. Cambio a 1,178.
Rendimento Treasury decennale in leggero aumento al 4,25%.
Bitcoin -1% attorno a quota 75.000 dollari.
Titoli sotto la lente
Magnifici sette. Alphabet, Meta, Nvidia e Amazon perdono circa l’1%. Tesla -0,5%. Microsoft -0,6%. Apple invariata.
AST SpaceMobile -10% dopo che un satellite lanciato nel fine settimana è stato inserito nell’orbita sbagliata. La società ha dichiarato che il costo sarà coperto da una polizza assicurativa.
Compagnie aeree. Il settore è sotto pressione: gli investitori temono che il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran manterrà elevati i prezzi dell’energia e ridurrà la propensione dei consumatori a viaggiare. American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines sono in calo. Stessa situazione per i titoli crocieristici. Scendono Carnival Corporation, Norwegian Cruise Line e Royal Caribbean Group.
Compass Pathways +34%. La società biotech è balzata dopo che Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che incarica la sua amministrazione alla revisione dei farmaci psichedelici. Compass sta conducendo studi su queste sostanze, per sviluppare trattamenti contro la depressione resistente e il disturbo da stress post-traumatico.
Marvell Technology +5%. The Information ha riferito che la società è in trattative con Google per sviluppare due nuovi chip per l’intelligenza artificiale.
Titoli legati alle criptovalute. Il comparto è sceso dopo che il Bitcoin, sotto pressione anche oggi, ha perso oltre il 4% nel fine settimana. Le piattaforme di trading online Robinhood e Coinbase cedono oltre l'1%.
Titoli energetici. Numerose società sono sostenute dall’aumento dei prezzi del petrolio. Chevron ed Exxon Mobil in rialzo.
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