La Nato riflette su Hormuz, future Usa in rialzo
Il greggio rallenta sulla speranza che più petroliere possano attraversare lo Stretto, mentre sono in corso colloqui per garantire la sicurezza della via marittima

Photo by very good/Getty Images
I future azionari statunitensi segnano un rialzo: S&P 500 +0,7%, Nasdaq +0,9%.
Nonostante gli attacchi alle infrastrutture petrolifere mantengano il greggio Brent ben sopra i 100 dollari al barile, i prezzi sono scesi di circa 4 dollari rispetto ai livelli toccati in precedenza nella giornata. L'inversione di rotta deriva dalla speranza che più petroliere possano attraversare lo Stretto di Hormuz, mentre sono in corso colloqui per garantire la sicurezza della via marittima.
Il presidente americano, Donald Trump, ha aumentato la pressione sui Paesi affinché contribuiscano alla riapertura della principale rotta petrolifera e ha dichiarato che gli Stati Uniti sono in dialogo con l’Iran. Mentre la Nato ha dichiarato che alcuni Stati membri stanno discutendo con gli Usa e altri Paesi la sicurezza dello Stretto.
Inoltre, dopo il transito di due navi nel fine settimana, l’India sta cercando di far attraversare lo stretto ad altre sei. Al contempo, altri Paesi stanno utilizzando canali diplomatici informali con l’Iran per garantire il passaggio sicuro delle proprie petroliere.
"Il mercato sta cercando di stabilizzarsi, ma non è ancora diventato ottimista", ha dichiarato Charu Chanana, chief investment strategist di Saxo Markets. "Le azioni potrebbero reagire positivamente a qualsiasi segnale di riapertura di Hormuz, ma con ulteriori attacchi ancora possibili e una diplomazia incerta, la convinzione degli investitori resta bassa e il posizionamento probabilmente rimarrà molto nervoso".
Focus anche sulle banche centrali
Questa settimana l’attenzione sarà rivolta anche a una serie di riunioni di banche centrali, tra cui Federal Reserve, Banca Centrale Europea, Bank of Japan e Bank of England. Gli incontri saranno cruciali per capire come gli istituti valutano l’impatto dello shock petrolifero sull’economia e sulle prospettive dei tassi di interesse.
Se da un lato un prezzo del petrolio elevato alimenta i timori di inflazione, dall’altro rischia anche di frenare la crescita economica, creando incertezza sulla risposta delle banche centrali.
Macrovariabili
Il rendimento dei Treasury decennali scende, dopo cinque sedute consecutive di rialzo: -3 punti base al 4,25%.
L’euro sale dello 0,5% a 1,1475 dollari.
Bitcoin: in rialzo del 2,7% a 73.686 dollari.
Oro: in calo dello 0,3% a 5.005 dollari l’oncia.
Titoli sotto la lente
Dollar Tree. Il rivenditore discount perde il 6% dopo aver pubblicato risultati del quarto trimestre contrastanti. Dollar Tree ha registrato un utile di 2,56 dollari per azione, al netto di alcune voci, superiore alla stima di FactSet di 2,53 dollari per azione. I ricavi pari a 5,45 miliardi di dollari sono però risultati leggermente inferiori alla previsione di consenso di 5,46 miliardi.
Mara Holdings, Strategy, Circle Internet Group. I titoli legati al mondo delle criptovalute registrano rialzi mentre il bitcoin ha guadagnato terreno all’inizio della settimana. Mara Holdings e Strategy salgono entrambe del 4%, mentre Circle guadagna il 5,4%.
Meta (+2,7%) sovraperforma i titoli delle Magnificent Seven dopo che Reuters ha riferito che il gruppo dei social media sta pianificando licenziamenti che potrebbero coinvolgere il 20% o più della forza lavoro.
Micron Technology. Il produttore di chip sale del 4% grazie ai piani per costruire un secondo sito produttivo a Taiwan. Il nuovo stabilimento "sosterrà gli sforzi di Micron per ampliare l’offerta di prodotti DRAM di ultima generazione", ha dichiarato la società in una nota.
Nebius Group. La società attiva nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale balza del 14% dopo aver annunciato un accordo con Meta. Nebius "fornirà 12 miliardi di dollari di capacità dedicata in diverse località", ha dichiarato la società in un comunicato. La notizia arriva dopo che l’azienda aveva annunciato la scorsa settimana un’altra partnership con Nvidia.
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