L'ultimatum di Trump si avvicina, giù i future, su il petrolio

Il presidente Usa insiste sul fatto che qualsiasi intesa debba garantire il transito senza interruzioni attraverso lo Stretto di Hormuz

Autore: Gianluca Brigatti
Raffineria illuminata durante la notte

Canva

A Wall Street si prospetta un'apertura negativa mentre si avvicina la scadenza fissata stasera (le 2 di mercoledì notte in Italia) dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, affinché l’Iran accetti un accordo o affronti un’escalation.

Future in calo dello 0,6% sull'S&P500. Il Nasdaq cede lo 0,7%.

Il presidente Usa insiste sul fatto che qualsiasi intesa debba garantire il transito senza interruzioni attraverso lo Stretto di Hormuz, un’arteria marittima fondamentale per i flussi petroliferi del Medio Oriente. Trump ha inoltre minacciato di distruggere ponti e centrali elettriche iraniane in assenza di un accordo.

A livello macro, il dato più importante sarà pubblicato venerdì. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) di marzo dovrebbe mostrare il maggiore aumento mensile dell’inflazione da giugno 2022, trainato soprattutto dal rialzo dei prezzi della benzina, legato al conflitto con l’Iran.

Macrovariabili

Il petrolio West Texas Intermediate sale di quasi il 2% a oltre 114 dollari al barile dopo che Axios ha riferito di attacchi statunitensi contro obiettivi militari sull’isola di Kharg, un nodo chiave per le spedizioni di petrolio.

Treasury USA 10 anni: rendimento al 4,34% (+1 punto base).

Euro +0,1% a 1,1556 dollari.

Oro stabile 4.665 dollari l'oncia.

Bitcoin -2,1% a 68.379 dollari.

Titoli sotto la lente

"Magnificent Seven" in calo, tra cui Tesla -1,3%, Nvidia -1,2%, Apple -1%.

Broadcom +3% dopo l’accordo con Google e la collaborazione con Anthropic sull’AI.

Estée Lauder -1% su indiscrezioni di colloqui per una possibile fusione del gruppo cosmetico con Puig.

Titoli petroliferi. Il comparto è stato per lo più in rialzo, con i prezzi dell’energia che restano sopra i 110 dollari al barile. Exxon Mobil sale dello 0,4%, così come Chevron.

Titoli sanitari. Humana +9%, CVS Health +7% e UnitedHealth +6% grazie all’aumento delle tariffe nel settore sanitario.

Wingstop +1,9% dopo upgrade a “buy” da Citi, che vede valutazioni interessanti per la catena di fast food.



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