L'iran dice no al cessate il fuco, Wall Street se ne infischia e sale

Fars, l'agenzia di stampa statale iraniana, ha riportato la dichiarazione di una fonte informata: "In linea di principio, non è logico entrare in un simile processo con coloro che violano gli accordi"

Autore: Rosa Aimoni
Scatto laterale del Ponte di Brooklyn che collega Manhattan a Brooklyn, con traffico e pedoni.

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Wall Street è in rialzo, nonostante le tensioni in Medio Oriente siano ancora alte. S&P 500 +1%, Nasdaq +1,3%.

L’amministrazione Usa ha tentato di porre fine al conflitto attraverso una proposta di accordo in 15 punti, ma la risposta degli iraniani non è stata positiva. Teheran ha smentito di aver avuto colloqui con gli Usa: "State negoziando con voi stessi", avrebbe riferito un portavoce militare iraniano.

Fars, l'agenzia di stampa statale iraniana, ha riportato che una fonte informata ha riferito che l'Iran non intende cessare il fuoco: "In linea di principio, non è logico entrare in un simile processo con coloro che violano gli accordi". 

Secondo la fonte, l’Iran vuole raggiungere i suoi obiettivi di guerra e solo allora potrà impegnarsi per la fine del conflitto. 

Dati macro

La richiesta settimanale di ipoteche è scesa del -10,5%, poco meglio del periodo precedente (-10,9%).

Nel quarto trimestre 2025, il deficit Usa della partite correnti è sceso a 190,7 miliardi di dollari, sotto i 239 miliardi del periodo precedente (dato revisionato). Il consensus stimava 208 miliardi. 

Morgan Stanley punta sull'S&P 500

Gli utili dell’indice S&P 500 sono attesi in crescita del 20% nei prossimi 12 mesi, secondo dati elaborati da Morgan Stanley. Storicamente, un dato simile è stato osservato solo nelle fasi di uscita dalle recessioni. "Questo supporta la nostra tesi secondo cui la probabilità che l'attuale shock del petrolio ponga fine al ciclo economico resta bassa", ha scritto Mike Wilson, chief US equity strategist di Morgan Stanley.

Macrovariabili

Il petrolio WTI scende del 5% a 87,69 dollari al barile.

Il rendimento dei Treasury a 10 anni scende di tre punti base al 4,33%.

L’oro spot sale del 2,3% a 4.576,25 dollari l’oncia.

L’euro è invariato a 1,1608 dollari.

Il Bitcoin sale del 3,3% a 71.640 dollari.

Titoli sotto la lente

Arm +13%. Dopo oltre 35 anni passati a progettare architetture e concederle in licenza ai principali produttori di chip, il gruppo ha annunciato che, per la prima volta, realizzerà un processore completo. Si chiama Arm AGI CPU ed è pensato per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. Arm ha affermato che genererà 15 miliardi di dollari di ricavi entro il 2031.

Braze. La società di software basato su cloud sale di quasi il 22% dopo aver riportato ricavi del quarto trimestre pari a 205,2 milioni di dollari, mentre gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano 198,2 milioni. Braze ha inoltre fornito una guidance sui ricavi del trimestre in corso superiore alle stime del mercato.

CF Industries. Il produttore e distributore di fertilizzanti ha perso quasi il 4%: le notizie sui negoziati tra Stati Uniti e Iran indicano che la carenza della materia prima potrebbe terminare. I prezzi dei fertilizzanti erano saliti vertiginosamente dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, facendo guadagnare al titolo CF Industries oltre il 27% dall’inizio del conflitto.

EchoStar. Il titolo guadagna quasi il 7% dopo che The Information ha riportato che SpaceX potrebbe presentare domanda per una IPO già questa settimana. Il fornitore di comunicazioni satellitari detiene circa una partecipazione del 3% nella società guidata da Elon Musk.

Freeport-McMoRan. La società mineraria è salita di oltre il 3% in scia al rialzo dei metalli.

Newmont. La società aurifera guadagna il 6%.

Petroliferi. Diverse società energetiche scendono spinti al ribasso dai prezzi del petrolio. Diamondback Energy e APA perdono entrambe oltre il 2%, mentre ConocoPhillips, Occidental Petroleum ed Exxon Mobil registrano cali superiori all’1,5%.

Robinhood. La piattaforma di servizi finanziari sale del 4% dopo aver annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie da 1,5 miliardi di dollari. Il programma sarà eseguito nell’arco di tre anni, a partire dal trimestre in corso.

Terns Pharmaceuticals. Il titolo guadagna oltre il 5% dopo che Merck ha accettato di acquistare la società biofarmaceutica per 53 dollari per azione in contanti, valutandola 6,7 miliardi di dollari. L’operazione dovrebbe chiudersi nel secondo trimestre.



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