L'escalation in Medio Oriente affossa Wall Street, petrolio +6%

Crescono i timori di un’interruzione prolungata dei mercati energetici e di un’accelerazione dell’inflazione

Autore: Gianluca Brigatti
Trump attende il primo ministro australiano Anthony Albanese alla Casa Bianca.

Photo by Kevin Dietsch/Getty Images

Le azioni scendono bruscamente a Wall Street, mentre la guerra di Usa e Israele contro l'Iran entra nel quarto giorno in un clima di escalation in tutto il Medio Oriente, alimentando i timori di un’interruzione prolungata dei mercati energetici e di un’accelerazione dell’inflazione. I future scendono ben oltre l'1%.

Un elemento chiave nell’attuale crisi è ciò che accadrà nello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo attraverso cui transita circa un quinto dell’offerta globale di petrolio.

Il presidente americano, Donald Trump, ha insistito sul fatto che non esista una tempistica prestabilita del conflitto, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che "i colpi più duri devono ancora arrivare". Intanto, Israele ha invaso il sud del Libano, dove ha base la milizia Hezbollah, allineata all’Iran.

"I commenti della Casa Bianca suggeriscono la volontà di rendere il conflitto più duraturo e di fare tutto il necessario", ha commentato Emma Moriarty, gestore di portafoglio presso CG Asset Management. "Dichiarazioni come queste costringono i mercati a valutare più a fondo le conseguenze di lungo periodo - in primo luogo per inflazione e prezzi dell’energia - sulla performance dei mercati azionari".

Macrovariabili

La preoccupazione che i prezzi dell’energia possano restare elevati spinge i rendimenti globali in rialzo per il secondo giorno consecutivo. Il rendimento dei Treasury decennali sale di sei punti base al 4,09%.

Il petrolio WTI sale del 6,6% a 75,9 dollari al barile. Gas TTF +27%.

L’oro cala del 3% a 5.165 dollari l’oncia.

L’euro perde lo 0,7% a 1,1602 dollari.

Il Bitcoin scende del 4,2% a 66.506 dollari.

Titoli sotto la lente

Tra i maggiori ribassi figurano i produttori di chip e i titoli legati alle memorie, con Nvidia in calo del 3% mentre le autorità statunitensi valutano un tetto al numero di acceleratori per l’intelligenza artificiale (hardware) che l’azienda può esportare verso un singolo cliente cinese.

Best Buy. Il rivenditore di elettronica balza di oltre il 9% dopo aver registrato nel quarto trimestre un utile rettificato per azione di 2,61 dollari, superiore ai 2,47 dollari per azione attesi dagli analisti interpellati da LSEG.

Blackstone -4%. Il gruppo consente agli investitori di riscattare una quota record del 7,9% dal suo fondo di private credit di punta, ultimo segnale di tensione in un settore alle prese con un’ondata di richieste di rimborso.

MongoDB. Lo sviluppatore di software crolla di oltre il 26%. MongoDB stima per il primo trimestre un utile rettificato per azione compreso tra 1,15 e 1,19 dollari e ricavi tra 659 e 664 milioni di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG prevedevano un utile di 1,21 dollari per azione e ricavi per 662 milioni.

Paramount Skydance -4,8%. Fitch Ratings ha declassato i rating societari e di lungo termine di Paramount Skydance a livello “junk” dopo l’accordo della società media per l’acquisizione della più grande rivale Warner Bros. Discovery.

Target. Il marchio dei grandi magazzini registra un rialzo di oltre il 3% grazie a risultati del quarto trimestre migliori delle attese. Target ha registrato un utile rettificato di 2,44 dollari per azione, superiore ai 2,16 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG.



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