Il tech non ha pace, è la rivincita delle borse dell'Europa su Wall Street

A metà seduta, l'indice Nasdaq è in ribasso dello 0,9%, -3,6% il bilancio settimanale. Il Dow Jones guadagna lo 0,5%, +1,5% la settimana. Il Ftse Mib di Milano sale dell'1%, Dax di Francoforte +1%

Autore: Marino Masotti
Strada principale di Wall Street con edifici storici e traffico urbano

Canva

Si chiude una settimana di tribolazione per il tech, di serenità per tutto quello che non è tech, in particolare per i segmenti più difensivi.

L'indice Nasdaq è in ribasso dello 0,9%, -3,6% il bilancio settimanale. Il Dow Jones guadagna lo 0,5%, +1,5% la settimana.

Seul, il termometro della crisi 

La Borsa della Corea del Sud è quella che racconta e sintetizza meglio il susseguirsi degli eventi di mercato degli ultimi giorni. L'indice Kospi ha guadagnato oggi il 2%, all'indomani della caduta di quasi l'8% che lo aveva portato al minimo dal 7 aprile e alla settima seduta negativa di fila, la serie più lunga da settembre 2024. L'indice chiude la peggiore settimana dall'ottobre 2008, con una perdita del 17%.

A Wall Street, l'indice SOX delle società dei chip punta all'ottava seduta consecutiva di ribasso, una sequenza negativa che non si vedeva dal 2008.

Le quattro cause del ribasso dei chip 

Le svendite degli ultimi giorni hanno quattro cause, scrive oggi Barclays. L'inflazione americana più alta del previsto, che fa temere nuovi rialzi dei tassi. La concorrenza cinese nei chip di memoria, un tema che riguarda soprattutto la Corea. Il rinvio della quotazione di un paio di società asiatiche di data center. Il dubbio che le enormi spese per l'IA non rendano abbastanza: il fatto che Anthropic abbia chiuso il trimestre con 16,8 miliardi di ricavi ha ridimensionato le aspettative di numeri mirabolanti e ha contribuito a riportare sulla terra le previsioni di crescita.

Il business regge, la posizione no

Non è un guasto dell'intelligenza artificiale: il business dei chip sta andando bene come non mai. Nei giorni scorsi, due nomi di riferimento come ASML e TSMC hanno parlato di domanda forte, se non fortissima, almeno da qui a fine anno. Il produttore olandese di macchinari ha detto che non sarà in grado di soddisfare la richiesta della clientela nei prossimi due anni: i tempi di attesa sono lunghissimi, si fa la fila anche solo per poter prenotare.

Le vendite di questi giorni, secondo la banca, sono il risultato di un colossale accumulo di denaro su questo settore, arrivato a valere, se lo si somma con l'hardware, circa un quarto della Borsa mondiale, il doppio di cinque anni fa. Chi ha comprato, magari in modo esagerato quando i titoli salivano, e solo perché salivano, non guarda certo all'andamento del business sottostante: vende, e tanto, quando i titoli cominciano a scendere.

CoreWeave, l'osservato speciale

E poi c'è CoreWeave, l'osservato speciale dei mercati, perché i suoi debiti sono enormi e i piani di spesa giganteschi. I suoi legami con Microsoft, Nvidia e OpenAI ne fanno il banco di prova per capire se il boom dell'intelligenza artificiale può andare avanti dal punto di vista finanziario. Lo scrive oggi Matt Phillips su Axios. Se il crollo delle sue obbligazioni significa che chi presta denaro non ha più voglia di finanziare i data center, si mette male, perché questo boom sostiene l'economia e la Borsa. Un tempo la corsa ai data center si pagava con i profitti di Amazon, Meta e Alphabet, ora dipende dal mercato obbligazionario.

A fine giugno CoreWeave aveva circa 35 miliardi di debiti e altri 16 di impegni simili ai debiti, e nell'ultimo trimestre ha bruciato 5,7 miliardi di cassa. Servono quindi altri prestiti, o un socio ricco pronto a versare nuove risorse.

Europa, rifugio dall'IA


L'Europa, poco esposta all'IA, ha intercettato una parte del denaro in cerca di diversificazione.

Indice Euro Stoxx 50 +0,7%, la settimana si sta per chiudere con un rialzo dello 0,7%. Rheinmetall è la miglior blue chip del giorno e della settimana, +5,7% e +15% rispettivamente. Il fondo sovrano norvegese, con un patrimonio di circa 2.000 miliardi di dollari, potrebbe rivedere le regole etiche che finora gli hanno impedito di investire in alcune delle principali società occidentali della difesa.

Infineon Technologies è la peggior blue chip delle ultime cinque sedute, con un calo di circa l'11%. Non cambiano la testa e la coda della classifica se si va a vedere le performance da inizio mese.

Indice Stoxx 600 +0,7%: il bilancio settimanale provvisorio è +2%. Oggi spingono le società dell'automotive e del retail. Nella settimana sono salite le società del Food&Beverage, +7%, è sceso il tech, -2,5%. Da inizio mese invece emerge la debolezza delle banche: l'indice Stoxx Banks è il peggiore, con un calo del 5%.
L'indice Ftse Mib di Milano guadagna lo 0,9%, la settimana si sta per chiudere appena sopra la parità, in calo del 3% da inizio mese. Oggi si mette in luce Brunello Cucinelli, premiato con un rialzo del 5,7% dopo la revisione al rialzo dei target del 2026. Per effetto dei guadagni delle precedenti sedute, il guadagno della settimana è circa il 10%: nessun'altra blue chip è andata meglio in questo periodo.

Il Dax di Francoforte, oggi in rialzo dell'1%, segna un guadagno del 2% rispetto a venerdì scorso.

Primeggia in Europa questa settimana una Borsa con spiccate caratteristiche difensive, quella della Svizzera: l'indice Swiss Mkt, oggi piatto, è in rialzo di quasi il 4,3% rispetto a venerdì scorso.

Bond, di nuovo il rifugio più sicuro 

I titoli di Stato tornano a funzionare da rifugio. Barclays ritiene che l'andamento dei chip e quello dei rendimenti obbligazionari siano collegati, per cui non ha senso temere insieme il crollo dell'intelligenza artificiale e la salita dei rendimenti.

Anche i flussi lo confermano. I fondi obbligazionari hanno raccolto 12 miliardi di dollari in settimana: i Treasury americani hanno attirato 2,4 miliardi, i bond di Stato europei 1,1 miliardi. Dai fondi monetari sono usciti 53 miliardi. Da inizio anno i titoli di Stato Usa hanno raccolto 118,6 miliardi, quelli europei 36,2.



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