Il rialzo del petrolio stende le borse e fa rimbalzare i bond
L'indice Sox delle società dei semiconduttori perde il 5%, il calo giornaliero più ampio dell'ultimo mese. La borsa di Milano è tra le peggiori, insieme a quella di Stoccolma, indice Ftse Mib -2,1%

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La borsa degli Stati Uniti scende e il Nasdaq, in calo di oltre il 2%, sta registrando una delle variazioni giornaliere negative più pesanti degli ultimi mesi.
L'S&P500 perde l'1,3%, soprattutto a causa della componente tech, la versione Equal Weight segna un rialzo dello 0,1%. Anche il Russell 2000 è intorno alla parità.
L'indice Sox delle società dei semiconduttori perde il 5%, il calo giornaliero più ampio dell'ultimo mese.
Una serie di risultati finanziari e di previsioni di società del settore tecnologico non ha convito gli investitori, mentre l’intensificarsi delle ostilità in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, impattando sul sentiment.
Trimestrali e AI trade
Crescono i dubbi sulla sostenibilità del cosiddetto AI trade, ovvero la strategia d’investimento legata all’intelligenza artificiale, in un contesto più inflazionistico e con costi di finanziamento più pesanti da sopportare.
"La dinamica dominante sui mercati nelle ultime settimane è stata la riduzione delle posizioni legate all’intelligenza artificiale da parte degli hedge fund", ha aggiunto Roberto Scholtes di Singular Bank. "Mi aspetto che questa tendenza continui ancora per un po’, a meno che non si verifichi un calo significativo dei rendimenti obbligazionari". Questi ultimi sembrano andare nel senso indicato da Scholtes, oggi è panic buying sull'obbligazionario, ritenuto un porto sicuro in caso di scoppio della bolla dell'AI.
Europa
Indice Stoxx 600 -0,7%. Sono le società delle materie prime la zavorra più rilevante a livello settoriale, Stoxx -3,4%. In calo di quasi il 3% anche lo Stoxx delle banche, un aggregato che potrebbe essere colpito in via indiretta nel caso cominciassero a saltare le società dell'AI che in questi ultimi tempi hanno spinto molto a fondo la leva del finanziamento.
La borsa di Milano è tra le peggiori, insieme a quella di Stoccolma, indice Ftse Mib -2,1%. Tra le peggiori, nel paniere delle blue chip italiane, ci sono Prysmian e StM, in calo del 7% e del 4%. Ribassi nell'ordine del 3% e più nel segmento delle banche. Sale dopo la pubblicazione dei conti del trimestre Moncler +3,4%. Campari +1,7%.
Macrovariabili
Rally dei titoli di Stato USA: in questo momento sono percepiti come beni rifugio. Scendono di nove punti base i rendimenti dei Treasury decennali, fino al 5,03%.
Sam Goldfarb del Wall Street Journal segnala che il legame tra i prezzi del petrolio e i rendimenti dei titoli del Tesoro si sta indebolendo. "Per mesi, i rendimenti dei titoli del Tesoro sono quasi sempre aumentati con l'aumento dei prezzi del petrolio, riflettendo i timori che l'aumento del costo dell'energia potesse alimentare l'inflazione generale e spingere la Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse oltre le previsioni. Oggi non è così. Goldfarb propone due risposte.
La prima: gli investitori temono che l'aumento dei prezzi dell'energia e l'incremento dei costi di finanziamento possano rallentare la spesa dei consumatori e frenare la crescita.
La seconda: è in atto un riequilibrio dei portafogli, escono gli asset più rischiosi, entrano i bond, perché oltre ad essere più sicuri, hanno rendimenti vicini ai massimi degli ultimi vent'anni.
L’oro spot perde quasi il 2% a 4.060 dollari l’oncia, sui minimi degli ultimi due mesi e mezzo. La discesa dei tassi dovrebbe favorire gli asset privi di rendimento ma oggi non è così, probabilmente perché gli investitori vendono i beni più liquidabili e sui quali hanno plusvalenze, magari per far fronte ai margin call scattati su altri investimenti.
Il petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) sale del 2,9%, raggiungendo i 99,98 dollari al barile. Gli Stati Uniti hanno ordinato ad alcuni diplomatici di lasciare l’Arabia Saudita, a causa della minaccia rappresentata dai militanti Houthi. Si ipotizzano futuri attacchi americani all'Iran.
L’euro perde lo 0,2%, scendendo a 1,1205 dollari.
Bitcoin -3,5%, a 81.636 dollari, peggior seduta dell'ultimo mese.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Meta Platforms -6%
Nel terzo trimestre il fatturato è stato pari a 64,60 miliardi di dollari, contro i 63,37 miliardi previsti dal consenso LSEG. Anche le previsioni sui ricavi del quarto trimestre hanno superato le attese del mercato. Crescono le spese per l'AI.
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Tesla -1,7%
Nel terzo trimestre, il gruppo di Elon Musk ha superato le attese. L'utile rettificato è stato pari a 48 centesimi per azione, a fronte dei 43 centesimi attesi dagli analisti interpellati da LSEG. I ricavi si sono attestati a 28,05 miliardi di dollari, contro i 27,88 miliardi previsti. Gli investimenti salgono, ma meno delle attese.
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Ibm -1,3%
Nel terzo trimestre la società ha registrato un utile rettificato di 2,95 dollari per azione, superiore ai 2,86 dollari attesi dagli analisti interpellati da LSEG. Anche i ricavi hanno superato le stime. IBM prevede ora che il flusso di cassa libero dell'intero 2026 aumenti di oltre 1 miliardo di dollari rispetto all'anno precedente.
Lockheed Martin +8,8%
Il colosso della difesa ha pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle attese. La società ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni per il 2026 su utili e ricavi. Il Pentagono intende acquistare almeno altri 850 caccia F-35 prodotti da Lockheed Martin Corp. Se il piano verrà realizzato, si tratterebbe del più grande contratto nella storia del programma, iniziato circa 25 anni fa.
Spotify +9%
Il servizio di streaming audio sale grazie a previsioni sui ricavi del quarto trimestre superiori alle aspettative degli analisti. Spotify ha inoltre comunicato che gli utenti attivi mensili sono aumentati dell'11% su base annua, raggiungendo quota 788 milioni.
Lam Research -9%
Le prospettive deludenti, comunicate dal produttore di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, hanno spinto le sue azioni al ribasso.
Procter & Gamble +5,8%
I risultati trimestrali hanno battuto le attese. I ricavi hanno raggiunto 23,3 miliardi, sopra i 22,8 miliardi attesi. L'utile per azione rettificato è stato pari a 2 dollari, contro le stime di 1,88 dollari.
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