I bond correggono e danno una spallata al tech di Wall Street

Balzo dei rendimenti, il Treasury trentennale raggiunge i livelli del 2007, alla vigilia della crisi finanziaria. L'indice SOX delle società dell'industria dei chip è in ribasso di oltre il 3%

Autore: Marino Masotti
Serie di documenti o certificati che indicano obbligazioni emesse da una società o ente governativo.

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La borsa degli Stati Uniti è indirizzata verso la terza seduta consecutiva di ribasso. L'aumento dei tassi di rendimento delle obbligazioni, a sua volta dovuto a quello delle preoccupazioni sull'inflazione, penalizza soprattutto i titoli delle società ad alto tasso di crescita, quindi quelle dell'high tech.  

S&P 500 -0,7%. Nasdaq -1,1%.

Tech e tassi

Il settore dell'alta tecnologia patisce più di altri l'aumento dei tassi di interesse di mercato, in quanto le valutazioni delle società cambiano di molto se si incrementa il costo del capitale medio ponderato con il quale si scontano i flussi di cassa degli anni a venire. In aggiunta, i titoli tecnologici sono reduci da rally mirabolanti. "La performance dei semiconduttori è stata parabolica, quindi non sorprende vedere qualche presa di profitto. Potrebbe esserci anche un ritorno dei dubbi sulla reale monetizzazione dell’intelligenza artificiale", ha dichiarato Roger Lee, responsabile della strategia azionaria di Cavendish.

L'indice SOX delle società dell'industria dei chip è in ribasso di oltre il 3%.

Europa

In una giornata come questa, la penuria di società europee dell'high tech è un elemento positivo. Al contrario di Wall Street, le borse di Francoforte, Parigi, Londra e Milano sono meno polarizzate su pochi grandissimi titoli.

Indice Stoxx 600 +0,1%. Salgono le società delle attività media, della farmaceutica e del commercio al dettaglio.

Ftse Mib di Milano in calo dello 0,3% a fine seduta. Avio +4,5% dopo l'annuncio del lancio di un satellite. Ferrari +4%. Fincantieri +2,5%. In calo Prysmian, società in qualche modo assimilata al settore dell'intelligenza artificiale, il titolo perde quasi il 6%.

Secondo Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della Bundesbank, la Banca Centrale Europea potrebbe dover rispondere anche a breve alle sfide economiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente.
"Questo shock dell'offerta energetica è più persistente, quindi ci stiamo allontanando dal nostro scenario di base", ha dichiarato martedì il presidente della Bundesbank a Bloomberg Television. "Ciò significa che forse dovremo fare qualcosa".

Macrovariabili 

Brent -1,2% a 110 dollari al barile, dopo essere aumentato del 2,6% nella giornata di ieri, mentre il West Texas Intermediate è sceso sotto i 104 dollari. Gli Stati Uniti hanno emesso una nuova deroga che consente la vendita di petrolio greggio russo e di prodotti petroliferi già caricati sulle petroliere, pochi giorni dopo la scadenza della precedente autorizzazione.

Oro a 4.500 dollari l'oncia, -1,5%.

Obbligazionario: rendimento del Treasury decennale a 4,67%, da 4,61% di ieri, trentennale a 5,18%, massimo dal 2007. "Con il debito che cresce più rapidamente dell’economia, profili inflazionistici in peggioramento e nessuna volontà politica di riforma fiscale, c’è ben poco motivo per esporsi sulla parte lunga della curva", ha scritto lunedì Ajay Rajadhyaksha, presidente globale della ricerca di Barclays Plc.

In Eurozona, BTP decennale a 3,96%, spread a 78 punti. Bund tedesco al 3,18%.

Cambio euro dollaro a 1,159, sui minimi delle ultime sette settimane.

Bitcoin poco mosso a 76.550 dollari, sui minimi da inizio maggio.

Titoli sotto la lente a Wall Street 

Alphabet, tramite Google, e Blackstone intendono creare una società di cloud computing basata sull’intelligenza artificiale per competere con aziende come CoreWeave, utilizzando i chip specializzati di Google.

Tech - AMD -1%, Intel -1,2% Micron -0,5%, Nvidia -0,8%, mercoledì pubblicherà la trimestrale. Seagate Technology -2,5%, dopo aver chiuso la giornata di ieri con un calo di quasi il 7%.  

Home Depot -1,5% nonostante il rivenditore di articoli per il miglioramento della casa abbia riportato vendite e utili superiori alle aspettative. Gli utili rettificati di 3,43 dollari per azione hanno superato i 3,41 dollari delle attese dagli analisti sondati da LSEG. I ricavi, pari a 41,77 miliardi di dollari, sono risultati superiori ai 41,52 miliardi previsti.

ServiceNow +5,5%, nella scorsa sessione ha chiuso con un rialzo del +8%. Le azioni dell'azienda di software per imprese sono aumentate di oltre il 23% da mercoledì scorso, ma restano in calo di oltre il 50% rispetto ai recenti massimi.

Shake Shack +6,5%. Sei insider, incluso l’amministratore delegato, hanno acquistato azioni della società per un valore complessivo di circa 3,2 milioni di dollari, secondo una comunicazione regolamentare.



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