Guerra e inflazione, scendono le borse e i bond
Il Pentagono ha dichiarato che il costo della guerra con l'Iran è salito a quasi 29 miliardi di dollari, 4 miliardi sopra la stima fornita dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth due settimane fa

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Azioni e obbligazioni scendono nel giorno dell'arrivo delle prime evidenze di un risveglio dell'inflazione negli Stati Uniti.
Nasdaq -1%, S&P500 -0,7%.
Inflazione
L'indice dei prezzi al consumo ha registrato ad aprile una crescita mensile in linea con le stime: +0,6% (dato precedente +0,9%). Il CPI Core, esclusi beni volatili come l'energia, è aumentato dello 0,4% (stime +0,3%, dato precedente +0,2%).
Su base annua: inflazione complessiva +3,8% (stime +3,7%, dato precedente +3,3%). CPI Core +2,8% (stime +2,7%, dato precedente +2,6%).
Secondo Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, il dato mostra con chiarezza quanto rapidamente gli shock geopolitici possano trasmettersi ai prezzi al consumo. "L’aumento dei costi dei carburanti si è infatti riversato su trasporti, alimentari e viaggi, più che derivare da una nuova fase di inflazione domestica alimentata dalla domanda interna". L’inflazione continua ad allontanarsi dal target, ma lo fa principalmente per pressioni provenienti dal lato dell’offerta, contro cui i tassi di interesse hanno un’efficacia limitata. In questo contesto, i tagli dei tassi nel corso dell’anno appaiono sempre meno probabili, proprio mentre il rincaro dell’energia inizia a pesare sui consumi e sulla crescita economica complessiva.
Al momento, il rischio principale sembra essere quello di una politica monetaria restrittiva mantenuta più a lungo, piuttosto che il ritorno a un’inflazione strutturalmente più elevata.
Iran
Il Pentagono ha dichiarato che il costo della guerra con l'Iran è salito a quasi 29 miliardi di dollari. La nuova cifra, rivelata dal Dipartimento della Difesa durante un'audizione sul bilancio a Capitol Hill, è di circa 4 miliardi di dollari superiore alla stima fornita dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth due settimane fa.
Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Il conflitto sarà nell’agenda di Trump quando incontrerà il presidente cinese, Xi Jinping, nel corso della settimana.
Europa
Indice Stoxx 600 -0,9%. Sono in ribasso soprattutto le società del commercio al dettaglio (-2,9%), dell'high tech (-2%), delle banche (-1,8%). In rialzo il comparto food&beverage +1%.
Ftse Mib di Milano -1%. Diasorin +3%, miglior blue chip, il titolo è alla settima seduta consecutiva di rialzo. Tenaris +2%, Monte Paschi +2%.
In ribasso del 4,7% Nexi, del 4% Prysmian.
Macrovariabili
Il petrolio Brent sale del 3,5% a 108 dollari al barile.
Il rame ha toccato quota 14.000 dollari la tonnellata, in prossimità dei massimi della storia.
Il rendimento dei Treasury decennali sale di due punti base al 4,45%.
Bund decennale al 3,09% e BTP al 3,85%.
Il tasso del titolo governativo inglese a dieci anni (GILT) sale di circa dieci punti base a 5,10%, massimi dal 2007.
Dopo la sconfitta elettorale della scorsa settimana, è in aumento il numero dei parlamentari laburisti che chiedono al premier Keir Starmer di dimettersi. Starmer ha comunicato al suo gabinetto che non si dimetterà in quanto non sono state soddisfatte le condizioni necessarie per una mozione di sfiducia.
L’oro cala dell'1,7% a 4.670 dollari l’oncia.
L’euro scende dello 0,3% a 1,173 dollari.
Il Bitcoin cede l’1,3% a 80.749 dollari.
Titoli sotto la lente
GameStop, eBay. Le azioni di GameStop calano dopo che il rivenditore online eBay ha respinto un’offerta di acquisizione da 56 miliardi di dollari da parte del retailer di elettronica, a causa di dubbi sul finanziamento dell’operazione.
GitLab precipita dell’11% dopo che l’amministratore delegato, Bill Staples, ha illustrato un ampio piano di ristrutturazione legato alla transizione della software house verso l’agentic AI. Sono previsti tagli al personale, riduzione dei livelli manageriali e una presenza geografica più limitata. I dettagli saranno condivisi durante la conference call sui risultati del 2 giugno.
Hims & Hers Health crolla del 14% dopo che la società di telemedicina ha fornito una guidance sugli utili deludente.
Mara Holdings. La società di mining crypto perde il 4%. Mara ha riportato nel primo trimestre una perdita di 3,31 dollari per azione, superiore alla perdita di 1,51 dollari prevista dagli analisti, secondo FactSet. I ricavi sono stati inferiori alle attese a 174,6 milioni di dollari, contro una stima di 181,9 milioni.
Netflix +3%
Plug Power. La società attiva nella fornitura di carburante a idrogeno sale di oltre il 7% dopo aver riportato nel primo trimestre una perdita rettificata inferiore alle attese, pari a 8 centesimi per azione. Gli analisti interpellati da FactSet prevedevano 10 centesimi per azione. I ricavi, pari a 163,5 milioni di dollari, hanno superato la stima di 139,9 milioni.
Qualcomm -10%
Under Armour. La società di abbigliamento sportivo cede il 14% dopo aver riportato una perdita di 3 centesimi per azione su ricavi pari a 1,17 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano una perdita di 2 centesimi su ricavi di 1,68 miliardi di dollari.
Wendy's. Le azioni balzano di oltre il 23% dopo che il Financial Times ha riportato, citando fonti vicine alla questione, che Nelson Peltz e la sua Trian Fund Management stavano cercando di raccogliere fondi per un’offerta finalizzata al delisting della catena di fast food.
ZoomInfo Technologies. Le azioni della piattaforma di market intelligence crollano di oltre il 33% dopo il taglio della guidance sui ricavi annuali a un intervallo compreso tra 1,185 e 1,205 miliardi di dollari. La precedente previsione era compresa tra 1,247 e 1,267 miliardi.
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