Risalgono i bond, Wall Street e Borsa di Milano in positivo
Treasury a 10 anni: -7 punti base a 4,34%. I rendimenti calano su tutta la curva dopo che i mercati monetari hanno ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve al 25%

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Il prezzo del petrolio alla quarta seduta consecutiva di rialzo mostra che la guerra in Medio Oriente resta al centro dell'attenzione degli investitori, in questa prima seduta della settimana però, il Brent a 114 dollari si accompagna a un modesto rimbalzo delle azioni ed a un più vigoroso recupero delle obbligazioni.
A Wall Street: indice S&P 500 +0,3%, Nasdaq +0,1%.
Medio Oriente
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetuto le minacce di distruzione delle infrastrutture energetiche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto presto. Come spesso capita, il proposito bellico si accompagna a un passaggio dai toni distensivi.
Gli Stati Uniti "sono impegnati in serie discussioni" con l'Iran per porre fine alle operazioni militari, ha aggiunto Trump nel post sui social media di oggi. Se non si raggiungerà un accordo e lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto, "concluderemo il nostro piacevole 'soggiorno' in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l'isola di Kharg (e forse anche tutti gli impianti di desalinizzazione!)".
L'Iran ha costantemente affermato che i colloqui di pace non stanno progredendo e ha segnalato di poter continuare a combattere ancora a lungo. Le dichiarazioni del leader statunitense giungono mentre Israele e Iran si scambiano attacchi missilistici, con la guerra che si protrae da un secondo mese.
Oggi il presidente egiziano Abdel-Fattah Al-Sisi lunedì ha rivolto un appello a Trump affinché ponga fine al conflitto, affermando che solo il presidente statunitense è in grado di farlo. Ha messo in guardia dai pericoli dell'aumento dei prezzi dell'energia per le economie dei paesi in via di sviluppo, ma anche per la stabilità politica.
Europa
Indice Stoxx 600 +0,6%. Diciannove indici settoriali su venti salgono. La discesa dei tassi spinge all'insù le utility: Stoxx +2,6%. Rialzi di poco inferiori al 2% per le società delle materie prime dell'energia. In calo il tech, -0,3%.
Ftse Mib di Piazza Affari +0,7%. Ferrari +3%, Terna +3%, Eni +2,9%. In calo le banche, Banca Monte Paschi -2%, Leonardo-2%.
I timori che la guerra possa innescare un forte rallentamento economico hanno spinto a ridurre le scommesse su nuovi rialzi ai tassi di interesse da parte della Fed. Oggi Il presidente della Fed, Jerome Powell, durante un incontro presso l’Università di Harvard potrebbe offrire nuove indicazioni sui possibili rischi collegati all'inflazione e all'occupazione.
Macrovariabili
Rendimento dei Treasury a 10 anni: -7 punti base a 4,34%. I rendimenti USA calano su tutta la curva dopo che i mercati monetari hanno ridotto le probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve nel 2026 al 25%, rispetto al circa 35% di venerdì.
Bund a 3,04%, BTP 3,99%. In Germania l'inflazione armonizzata UE ha accelerato in marzo al 2,8%, da +2% di febbraio: il dato è in linea con il consensus.
Petrolio WTI +2,1% a oltre 101 dollari al barile. Brent a 113 dollari. Gas in calo dell'1% a 54 euro al MWh al nodo di Amsterda.
Il petrolio potrebbe raggiungere il record di 200 dollari al barile se la guerra con l’Iran dovesse protrarsi fino a giugno, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, ha avvertito Macquarie Group. Un conflitto che si estenda durante tutto il secondo trimestre porterebbe a prezzi reali storicamente elevati.
Oro +1% a 4.560 l’oncia.
Euro a 1,146 dollari, -0,4%, si tratta della quinta seduta consecutiva di ribasso. La valuta unica si avvia a chiudere il mese con un calo del 3%.
Bitcoin +1,5% a 67.570 dollari.
Titoli sotto la lente
Alcoa. Le azioni della società statunitense di alluminio salgono di oltre il 7% dopo che due aziende concorrenti del Medio Oriente sono state colpite da attacchi iraniani. Gli investitori che puntano su Alcoa come potenziale beneficiaria delle interruzioni di approvvigionamento.
Bank of America. +0,4%. Il colosso bancario ha accettato di pagare 72,5 milioni di dollari per risolvere una causa legale secondo cui la banca avrebbe mantenuto legami con persone vicine a Jeffrey Epstein, senza segnalare pagamenti sospetti tra il condannato e i suoi associati e le vittime.
CF Industries, Nutrien, Mosaic. Le azioni delle società di fertilizzanti sono in aumento per le prospettive di interruzioni prolungate nella fornitura da parte dei produttori del Medio Oriente.
Eli Lilly. La società farmaceutica, poco mossa in Borsa, ha firmato un accordo di scoperta di farmaci con Insilico, società quotata a Hong Kong, che potrebbe avere un valore fino a 2,75 miliardi di dollari.
Peloton Interactive. Le azioni della società di fitness salgono del 2%, dopo il balzo di oltre l’8% di venerdì, quando il gestore di hedge fund Eric Jackson l'ha indicata come opportunità di investimento.
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