Borse in calo, dall'Iran ancora troppe incertezze, giù i bond
Il rendimento del decennale italiano sale sopra il 4%, quello tedesco sopra il 3%, lo spread si allarga a 97 punti base. Balza di nuovo l'oro

Wall Street è in calo e si avvia a chiudere la quinta settimana consecutiva di ribassi. Il Nasdaq arretra di oltre l'1%, l'S&P 500 perde lo 0,7%.
Gli investitori temono le conseguenze del conflitto fra Usa, Iran e Israele. Nelle ultime ore si sono intensificati gli attacchi reciproci nonostante Trump abbia rinviato di 10 giorni la scadenza dell'ultimatum imposto all'Iran.
Teheran ha respinto la proposta in 15 punti per il cessate il fuoco degli Stati Uniti e ha presentato a sua volta cinque condizioni, tra cui il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz. Sebbene le due parti appaiano ancora lontane da un accordo, Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran stanno andando "molto bene". Per il Wall Street Journal, il Pentagono starebbe valutando l’invio di 10.000 nuovi soldati.
A marzo, l'indice di fiducia elaborato dall'Università del Michigan è sceso a 53,3, dai 55,5 del mese precedente, sotto le attese di 54.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Argan +35%, ha chiuso il quarto trimestre con risultati superiori alle attese.
Carnival -4%. Potrebbe fornire un nuovo quadro delle ripercussioni della guerra in Iran: oggi l'operatore crocieristico renderà noti i suoi ultimi risultati.
Tripadvisor +4%. Il sito di prenotazioni di viaggi ha ricevuto un upgrade a buy da neutral da parte di Bank of America.
Titoli legati alle criptovalute - Scendono in scia al calo del bitcoin. Strategy -5%. Robinhood -3%, Coinbase -7%.
Titoli energetici - Salgono trainati dal rialzo del petrolio. Exxon Mobil +3%.
In Europa
Indice Euro Stoxx 50 -1%. Indice Stoxx 600 -1%. Tutti i settori sono in calo, solo il Chimico sale dell'1%, mentre le Materie Prime si assestano poco sopra la parità. Forti vendite sugli Industriali, Media e Tecnologici, in calo di oltre il 2%.
A Milano, il Ftse Mib perde l'1%, zavorrato soprattutto da STM -4%, Leonardo -3%, Moncler -3%. In rialzo Amplifon +1,5%, Recordati, Mediobanca e Inwit +1%.
Il migliore titolo della settimana è Amplifon, con un guadagno dell'11%, seguito da Recordati +10%, Saipem +9%. Fra i peggiori troviamo Diasorin -9%, Poste Italiane -8%, Leonardo -7%.
A Francoforte, il Dax perde sempre l'1%, il Cac 40 di Parigi lo 0,7%.
Petrolio
Petrolio WTI e Brent salgono del +3%.
Lo Stretto di Hormuz rimane quasi completamente chiuso, ma gli Emirati Arabi Uniti stanno aumentando le esportazioni di greggio da un porto strategico situato al di fuori dello stesso. Lo riferisce Bloomberg.
Abu Dhabi National Oil Co. (Adnoc) ha ripreso le attività a Fujairah dopo la sospensione del 14 marzo. Il porto, sulla costa orientale degli Emirati, funge da punto di uscita che aggira lo stretto di Hormuz, motivo per cui è uno dei siti energetici più presi di mira da Teheran.
Nelle ultime quattro settimane, Teheran ha attaccato Fujairah almeno sette volte, distruggendo serbatoi di stoccaggio e provocando incendi in un complesso petrolchimico.
La ripresa delle operazioni di Adnoc ha contribuito ad aumentare il carico di greggio fino a circa 1,9 milioni di barili al giorno fra il 20 e il 24 marzo, secondo dati di monitoraggio delle petroliere raccolti da Bloomberg.
Le esportazioni più recenti devono ancora essere verificate, poiché un'interferenza elettronica sta impedendo la trasmissione dei segnali satellitari che consentono il tracciamento nella regione.
Oltre al greggio, Fujairah dispone anche di grandi operazioni di carico di carburanti. Parte di questo sistema è ancora fuori servizio, dopo che un collettore chiave è stato danneggiato in un attacco.
La chiusura di Hormuz ha bloccato circa 15 milioni di barili al giorno di spedizioni di greggio. Tuttavia, senza le valvole di sfogo rappresentate dai porti di Fujairah e Yanbu, è probabile che i prezzi del petrolio sarebbero saliti ancora di più.
"Ci è voluta lungimiranza per costruire un oleodotto che bypassa lo stretto ed è stato uno sforzo per ridurre la dipendenza da un unico collo di bottiglia", ha dichiarato Ben Cahill, direttore per i mercati energetici e le politiche presso il centro per l’energia dell’Università del Texas ad Austin. "A questo punto, ogni barile conta".
Adnoc ha ripreso le spedizioni una settimana fa dopo aver sospeso le operazioni in diverse occasioni dall’inizio del conflitto. Durante gli attacchi del 14 e 16 marzo, due serbatoi del suo impianto di stoccaggio sono stati colpiti, insieme ai sistemi di pompaggio necessari per caricare le petroliere.
La compagnia statale non ha rilasciato commenti. Anche il porto di Fujairah non ha risposto.
Altre macrovariabili
Rendimenti Treasury 10 anni a 4,42%. Btp decennale al 4,05%, +3%, Bund tedesco al 3,09%, +3 punti base.
Oro spot +3,5% a 4.532 dollari l’oncia.
Euro -0,3% a 1,154 dollari.
Bitcoin -1,6% sopra i 67.000 dollari.
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