Borse appese alle speranze di un negoziato tra Iran e Stati Uniti
Un alto funzionario dell'Iran ha detto alla CNN che c'è stato un approccio tra Washington e Teheran: i vertici del regime degli ayatollah sarebbero intenzionati ad ascoltare e valutare

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All'indomani di una delle migliori sedute dell'ultimo mese e mezzo, la borsa degli Stati Uniti prende atto che la fine della guerra in Medio Oriente non è dietro l'angolo, ma mette in conto che uno dei belligeranti, gli Stati Uniti, dà l'impressione di voler fermare, o almeno sospendere, il conflitto.
Indice S&P 500 +0,1%, Nasdaq -0,2%.
Medio Oriente
Un alto funzionario dell'Iran ha detto alla CNN che c'è stato un approccio tra Washington e Teheran: i vertici del regime degli ayatollah sarebbero intenzionati ad ascoltare e valutare solo le proposte di dialogo che implichino una ricomposizione generale del conflitto, non la semplice tregua tattica di cui pare aver bisogno la Casa Bianca.
I combattimenti tra l’alleanza Usa-Israele e l’Iran proseguono, anche se il presidente Donald Trump ha dichiarato che sono in corso colloqui per porre fine al conflitto. Il regime teocratico, tra l'altro, ha iniziato a imporre tariffe di transito su alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, ulteriore segnale del controllo di Teheran sul più importante corridoio energetico marittimo del mondo.
"È una situazione molto complicata", ha detto Arnaud Girod, responsabile della strategia multi-asset presso Kepler Cheuvreux. "Se entro cinque giorni si raggiunge un accordo, il mercato potrebbe riprendersi e gli investitori potrebbero guardare oltre la crisi, ma se non accade, una recessione è possibile. La gamma di scenari resta ampia, il che spiega la volatilità".
Credito privato
Negli Usa, si aggiungono anche le preoccupazioni legate al settore del credito privato. I gestori di asset sono stati colpiti da un’ondata di richieste di rimborso, in un contesto di crescente tensione per un mercato da 1.800 miliardi di dollari (secondo Bloomberg). Apollo Global Management e Ares Management sono diventate le ultime società a limitare i rimborsi da alcuni dei loro fondi di credito privato.
Europa
Indice Stoxx 600 +0,5%, dal -0,5% di stamattina. Salgono di circa il 2% i sotto indici settoriali della chimica, della telefonia e dell'industria petrolifera. Deboli le banche.
Ftse Mib di Milano in rialzo dello 0,5%. Inwit rimbalza del 9,5% per effetto del riaffiorare delle indiscrezioni sull'arrivo di un'offerta per il delisting. Risalgono dai minimi anche Diasorin (+5,5%) e Amplifon (+3,5%). Le due società della difesa, Fincantieri e Leonardo, sono le due peggiori blue chip, in calo del 3% la prima e del 2,5% la seconda.
Macrovariabili
Greggio WTI +3% a 91,62 dollari al barile. Le rinnovate tensioni rischiano di mantenere elevati i prezzi del petrolio, alimentando potenzialmente l’inflazione e rafforzando le aspettative che le autorità monetarie possano ritardare allentamenti o addirittura irrigidire la politica monetaria. Gli investitori, inoltre, temono che la guerra possa avere effetti duraturi sulla crescita economica e sui prezzi, anche se le ostilità terminassero presto.
Rendimento Treasury 10 anni: 4,36%. BTP al 3,90%
Oro +0,5% a 4.425 dollari l'oncia.
Euro -0,3% a 1,1573 dollari.
Bitcoin -0,3% a 70.676 dollari.
Titoli sotto la lente
Apollo Global Management. La società limiterà i prelievi dal suo fondo principale di credito privato a meno della metà delle richieste. In un documento alla Securities and Exchange Commission, Apollo ha dichiarato di aver ricevuto richieste di rimborso pari all’11,2% delle azioni in circolazione nel primo trimestre, superando il limite del 5% per trimestre consentito dal fondo.
CoreWeave. Il fornitore di cloud computing AI sale di oltre il 2% dopo che Bank of America ha ripreso la copertura e ha aggiornato il titolo da “hold” a “buy”.
EstéeLauder Companies. La società cosmetica ha confermato di essere in trattative con Puig per una possibile fusione.
FS KKR Capital -2%. Moody’s ha declassato il rating obbligazionario della società di sviluppo business a livello “junk”.
Jefferies Financial Group. Il Financial Times, citando fonti vicine, ha riportato che la seconda banca più grande del Giappone, Sumitomo Mitsui Financial Group, sta pianificando una possibile acquisizione.
Netgear +16%. La Federal Communications Commission (FCC) ha vietato tutte le importazioni di router consumer prodotti all’estero, sostenendo che rappresentano rischi per la sicurezza nazionale.
Ralph Lauren. +1,5%. La società di moda è stata aggiornata a “buy” da “neutral” da Citi.
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