A Wall Street soffre solo il tech, il resto sale, Piazza Affari debole

Il Nasdaq è in calo dello 0,2%, l'S&P 500 ha girato al rialzo. Dow Jones +1%. In Europa sale la borsa di Londra, Ftse 100 +1,1%. Ftse Mib di Piazza Affari in calo dello 0,5%. Technoprobe -10%  

Autore: Marino Masotti
Facciata del New York Stock Exchange con colonne e bandiere USA

Canva

La borsa degli Stati Uniti è contrastata, da una parte c'è la flessione del tech, che comunque è meno pesante rispetto a ieri, dall'altra c'è il rialzo di quasi tutto il resto, che numericamente è molto ampio ma ha un peso modesto. L'indice S&P 500 guadagna lo 0,1%. Nasdaq -0,5%. Dow Jones +0,9%.

Le vendite si scaricano di più sulle aziende dei semiconduttori: l'indice SOX perde il 2,4% e punta alla settima seduta consecutiva di ribasso, -15% circa dal 6 di ottobre.

Che succede oggi  sui mercati 

L'inflazione di settembre più alta del previsto ha contribuito nelle ultime ore ad amplificare il movimento in corso: il probabile aumento dei costi di finanziamento per le aziende viene considerato un elemento capace di ostacolare o fermare la corsa dell'intelligenza artificiale. Rischia così di venire meno la spinta di gran lunga più rilevante di questo ciclo espansivo dell'economia.

Le società dei chip, qualche giorno fa Samsung, ieri ASML e oggi TSMC, dicono che gli affari stanno andando alla meraviglia, ma il mercato va oltre le indicazioni sul 2026 e comincia a mettere in conto un possibile rallentamento della spinta espansiva nel 2027.

Seguendo questo collegamento, si arriva a comprendere il movimento delle obbligazioni, in forte recupero proprio perché non si ragiona più sulle società dei chip ma si guarda ad un cambio di scenario più ampio.

Prezzi alla produzione 

Il quadro diventa più inflazionistico.
A settembre, sono aumentati del 6,3%, dal 5,6% precedente (rettificato da 5,4%), sotto le attese del 5,4%. La componente core anno su anno è aumentata al 5%, dal 4,8% di agosto (rettificato da 4,6%), peggio delle attese del 4,4%.

L'aumento è avvenuto al ritmo più rapido degli ultimi quattro anni e dimostra che le pressioni inflazionistiche di fondo restano sostenute, anche a causa dell'incremento dei prezzi dei carburanti. 

A settembre, i prezzi dell’energia sono aumentati del 10,8%, quelli dei servizi di trasporto e magazzinaggio del 3,4%, registrando l’incremento più marcato da aprile.

Nuove richieste di disoccupazione

Sono aumentate di 199.000, sopra il dato precedente di 198.000 (revisionato da 197.000). Il dato è di poco migliore alle previsioni (200.000).

Europa

Indice Stoxx 600 +0,3%. Quattordici sotto indici settoriali sono in rialzo e quattro in ribasso. Guadagni nell'ordine del 2% o oltre, per lo Stoxx Food&Beverage, per l'Healthcare e per le Telecomunicazioni. In calo dell'1,5% lo Stoxx Technology.

Ftse Mib di Milano -0,5%. Crolla in calo del 10% Technoprobe. Giù anche Saipem -4,6%, StM -3,6% e Prysmian -2,7%.
In rialzo Leonardo +2%, Telecom Italia +2%.

Macrovariabili

Treasury: il rendimento del decennale scende di dieci punti base al 5,09%, il livello più basso delle ultime tre settimane. 
Bund a l3,40% e BTP al 4,64%. Si chiude lo spread, a 106 punti base.

Il dollaro si indebolisce contro l’euro. Cambio a 1,120 +0,5%. A muovere il mercato sono sia i dati sull'inflazione negli Stati Uniti, quanto le considerazioni sul possibile stop definitivo alla stretta monetaria in Europa.

Petrolio WTI in rialzo del 2% a 95,8 dollari il barile. Le aspettative di un calo della domanda in Europa deprimono il Brent, -0,4%

Oro +1,2% a 4.156 dollari l’oncia.

Bitcoin -0,9% a 81.000 dollari.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Tech e Chip

CoreWeave -9% Le azioni della società specializzata in infrastrutture cloud sono alla seconda seduta di forte calo.
I CDS dell'operatore di data center sono letteralmente esplosi oltre i 1.000 punti base, implicando un rischio di default del 63% nei prossimi cinque anni. Con un debito monstre di quasi 50 miliardi di dollari, CoreWeave viene definita dagli analisti di XTB come "il canarino nella miniera di carbone" del settore.

Meta Platform -1%. SpaceX -2,6%.

Il comparto chip è fra i più penalizzati dalle vendite, dopo che i risultati di Anthropic PBC hanno indicato un rallentamento della crescita. AMD -3,2%. Marvell -4,4%. Micron -4%. Nvidia -1,5%. Intel -3,7%.

Walmart +2%

Deutsche Bank ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, citando prospettive positive per il 2027. La banca prevede un miglioramento dei margini incrementali e sottolinea che gli attuali livelli d’inflazione potrebbero favorire l’afflusso di consumatori.

Rocket Lab -10%

Il titolo della società aerospaziale arretra dopo il rinvio al 2027 del lancio del razzo Neutron.



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