Speciale Iran e Mercati

L’azione militare di Israele e Stati Uniti sull’Iran va avanti, migliaia di obiettivi sono stati colpiti. Donald Trump, sentito per telefono da CNN anticipa un ulteriore potenziamento dell’attacco. “Non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, le grandi onde non si sono ancora abbattute. Quella grande sta per arrivare”.
ll petrolio WTI balza del 6,7% a 71,56 dollari al barile. Si tratta del maggior rialzo degli ultimi 4 anni. La guerra in Medio Oriente ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, un’arteria vitale al largo delle coste iraniane attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.
Saudi Aramco ha sospeso le operazioni nella più grande raffineria dell’Arabia Saudita dopo un attacco con droni nell’area.
Domenica l’OPEC+ ha concordato di riprendere l’aumento della produzione il mese prossimo per contrastare un’altra impennata dei prezzi del petrolio. Il cartello dei paesi produttori dispone di una capacità supplementare di estrazione e produzione di circa quattro milioni di barili al giorno, mentre dall’Iran arrivano circa 3,5 milioni di barili al giorno.
Le aspettative di un riaccendersi dell’inflazione portano su i tassi di rendimento di Treasury, il decennale si porta a 4,03%, +10 punti base.
Il dollaro si apprezza, come quasi sempre avviene quando inizia la corsa ai beni rifugio, euro a 1,171.
QatarEnergy ha annunciato l’interruzione della produzione di gas naturale liquido dopo gli attacchi di droni iraniani nei complessi di Ras Laffan e Mesaieed.
In Europa, il gas naturale sale del +50%, il maggiore aumento dall’agosto 2023.
Il Qatar è il secondo fornitore mondiale di gas naturale liquido (dopo gli Stati Uniti). L’Italia, insieme a Belgio e Polonia, è tra i paesi più esposti agli acquisti di gas naturale liquido dal Qatar, in virtù di contratti di fornitura di lungo termine. Nel 2024 il Qatar ha rappresentato il 45% delle importazioni totali di gas naturale liquido italiane.
La forte dipendenza dalle forniture del Qatar potrebbe riflettersi in un allargamento dello spread italiano rispetto al bund, penalizzando quindi maggiormente i titoli di stato italiani.
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