Speciali Iran e Mercati - Borse speranzose in un'intesa fra Usa e Iran
Nonostante la postura più aggressiva degli Stati Uniti, i mercati hanno guardato oltre e gli indici azionari sono rimasti positivi

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Le più recenti indiscrezioni sui negoziati fra Usa e Iran, andati male nel fine settimana, riaccendono le speranze dei mercati, sostenendo il sentimento di risk-on.
Le ricostruzioni raccontano infatti di una mancata intesa sulla proposta USA di sospensione di qualsiasi attività nucleare sostenuta dalla Repubblica Islamica per i prossimi vent’anni, a cui lo stato persiano avrebbe risposto offrendo un impegno a cinque anni.
Nonostante la postura più aggressiva degli Stati Uniti, intenti da ieri a controllare il flusso di navi che passano per lo Stretto, i mercati hanno guardato oltre. Se il vero problema è intendersi solamente su una scadenza temporale (cinque o vent’anni che siano), allora le parti hanno già raggiunto un terreno comune, di cui però ancora non sono state condivise le direttrici.
I titoli industriali e gli energivori hanno avuto una reazione positiva, mentre gli energetici hanno ceduto il passo.
Un altro elemento punta nella direzione della de-escalation: la pressione sulla Cina.
Dopo una prima ripresa del prezzo del petrolio, poi rientrata, i mercati hanno colto il significato ultimo di questa azione (il blocco navale): se è sicuramente indiscutibile la pressione che gli Stati Uniti vogliono mettere sulla Repubblica Islamica, il ragionamento successivo va diretto a quelle navi che attraccano e partono dai porti iraniani, perlopiù cinesi.
Gli USA stanno quindi cercando da un lato di limitare gli approvvigionamenti alla Repubblica Islamica, dall’altro di tagliare i rifornimenti che in questo ultimo mese e mezzo hanno dato alla Cina un importante vantaggio rispetto agli altri paesi asiatici, in virtù delle pressoché ininterrotte forniture di idrocarburi iraniani che hanno, se non impedito, almeno limitato i danni sul fronte energetico.
Il tono rimane quindi tendenzialmente costruttivo, con indici azionari diffusamente positivi.
Sul fronte obbligazionario, il decennale italiano ritorna appena sotto la soglia del 3.80% ed il Bund tedesco rimane in area 3.03%, nel contesto di uno spread in consolidamento sotto agli 80 punti base.
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