Speciale Iran e mercati - Timori su voci di un attacco iraniano
Smentita la notizia secondo cui sarebbero state colpite due navi Usa. L’ipotesi è che si sia trattato soltanto di colpi di avvertimento

Photo by Anton Petrus/Getty Images
La tensione geopolitica si è impennata intorno a mezzogiorno, quando Reuters ha riportato che due navi da guerra statunitensi sarebbero state colpite dall’Iran nei pressi dell’isola di Jask.
La reazione dei mercati è stata immediata, con il petrolio balzato del 4% e i futures su S&P 500 e Nasdaq scivolati in territorio negativo. La situazione si è poi raffreddata quando alcuni funzionari statunitensi hanno dichiarato ad Axios che nessuna nave era stata realmente colpita. L’ipotesi è che si sia trattato soltanto di colpi di avvertimento, sebbene gli Emirati Arabi Uniti abbiano diramato un’allerta missilistica nella regione.
Un funzionario statunitense ha inoltre dichiarato che le regole d’ingaggio delle forze USA nell’area sono state modificate e che è stata autorizzata la possibilità di colpire le minacce immediate contro le navi che attraversano lo Stretto, come le imbarcazioni veloci dei Pasdaran (IRGC) o le postazioni missilistiche iraniane. Dichiarazioni pesanti anche sul fronte israelo-libanese, dove alcuni leader di Hezbollah lamentano il mancato rispetto del cessate il fuoco, denunciando continui attacchi soprattutto nel sud del Libano.
Trump e Bessent cercano intanto di rivendicare i successi sul piano militare. Da un lato, secondo alcune indiscrezioni, due imbarcazioni statunitensi sarebbero riuscite ad attraversare lo Stretto grazie alla nuova protezione introdotta in mattinata con il cosiddetto “Project Freedom”; dall’altro, è stato nuovamente ribadito il controllo statunitense sull’area.
Nonostante il momentaneo allentamento delle tensioni, la pressione sui mercati resta elevata, con il WTI ancora sopra i 100 dollari al barile dopo aver sfiorato intraday quota 110.
Le tensioni si riflettono anche sull’obbligazionario, con il Bund decennale sopra il 3%, il Treasury trentennale oltre il 5% e il decennale americano sopra il 4,4%. In lieve rafforzamento il dollaro, con il cambio euro/dollaro sopra quota 1,17, mentre i metalli preziosi restano sotto pressione.
Apertura piatta per i listini statunitensi, mentre le Borse europee sono in calo: Euro Stoxx 50 -1,16%, DAX -0,38% e FTSE MIB -0,94%.
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