Speciale Iran e Mercati - "Project Freedom" sospeso. Borse in rally e petrolio in caduta libera

Gli USA sembrano vicini a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa per porre fine alla guerra, Teheran sta valutando la propostaIl WTI scende a 95 dollari al barile. Il Brent a circa 103

Autore: Redazione
Bandiera Iran con aerei militari

Photo by Anton Petrus/Getty Images

Lo scenario in Medio Oriente

La giornata di oggi segna una svolta potenzialmente decisiva nella gestione del conflitto nel Golfo Persico. Donald Trump ha annunciato la sospensione del "Project Freedom", l'operazione militare di scorta alle navi commerciali nello Stretto di Hormuz, citando i grandi progressi compiuti nei negoziati con Teheran. In un post su Truth, Trump ha spiegato che la sospensione mira a verificare se un accordo possa essere finalizzato, ribadendo però che il blocco statunitense dei porti iraniani resterà pienamente in vigore.

La notizia di maggiore impatto è arrivata in mattinata da Axios: la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum d'intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro per negoziati più dettagliati sul nucleare, con gli Stati Uniti che si aspettano risposte iraniane su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. A condurre il negoziato sul testo in 14 punti sono Steve Witkoff e Jared Kushner per parte americana. Il memorandum dichiarerebbe la fine delle ostilità e aprirebbe un periodo di 30 giorni di negoziati su Hormuz, programma nucleare, revoca delle sanzioni e sblocco dei fondi iraniani congelati, con le trattative che potrebbero tenersi a Islamabad o Ginevra.

Sul fronte iraniano, Teheran sta valutando la proposta in 14 punti avanzata dagli Stati Uniti, come confermato da un portavoce del ministero degli Esteri alla CNBC.

Un segnale di apertura è arrivato anche dai Pasdaran, i quali hanno annunciato che sarà garantito un passaggio sicuro e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump ha però avvertito che, qualora l'Iran non accettasse, i bombardamenti riprenderanno con livelli e un'intensità ben maggiori rispetto a prima. In questo contesto si inserisce un nuovo episodio di tensione: la nave portacontainer San Antonio, noleggiata dall'armatore francese CMA CGM, è stata colpita mentre transitava nello Stretto, con alcuni membri dell'equipaggio rimasti feriti ed evacuati. Il presidente Macron ha precisato che non è stata la Francia a essere presa di mira, trattandosi di una nave battente bandiera maltese con equipaggio filippino. La reazione dei mercati è stata immediata e marcata.

La risposta delle borse

Le borse europee si sono mostrate euforiche scommettendo sull'ipotesi di un'intesa, con lo Stoxx 600 in rialzo del 2,1%, Parigi a +2,4%, Francoforte e Madrid a +2,2%. I settori auto e lusso volano rispettivamente del 4% e del 4,8%, con banche e assicurazioni in forte recupero. Il FTSE MIB guadagna oltre il 2%, con Piazza Affari tra i listini più tonici. Sul fronte delle materie prime, la risposta è stata altrettanto netta. Il WTI cede il 6,7% a 95 dollari al barile e il Brent il 6,3% a circa 103 dollari, mentre il gas ad Amsterdam scivola del 7% a 43,39 euro al megawattora. Sul fronte obbligazionario, lo spread BTP/Bund scende a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo di undici punti al 3,74% e quello tedesco al 2,99%. L'euro si rafforza sul dollaro a 1,1733. Il quadro rimane in rapida evoluzione. La finestra delle 48 ore per la risposta iraniana rappresenta il prossimo snodo critico: un'eventuale intesa avrebbe implicazioni profonde non soltanto sul fronte geopolitico, ma su inflazione energetica, politica monetaria e prospettive di crescita europea.



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