Speciale Iran e mercati - Le borse monitorano gli sviluppi in Iran, petrolio giù

L'Iran dovrebbe rispondere oggi alla proposta americana. L’accordo includerebbe anche un cessate il fuoco in Libano, elemento che punterebbe alla fine della guerra nell'intera regione

Autore: Redazione
Bandiera Iran con aerei militari

Photo by Anton Petrus/Getty Images

Oggi l'Iran dovrebbe pronunciarsi sulla proposta americana per porre fine alla guerra. Una fonte regionale ha confermato alla CNN che entrambe le parti stanno facendo progressi verso un'intesa.

Donald Trump punta a siglare l'accordo prima del suo viaggio in Cina, in programma il 14-15 maggio. La Casa Bianca mantiene un certo ottimismo ma, qualora lo stallo non si sbloccasse, il tycoon potrebbe valutare la ripresa di azioni militari.

Il memorandum in 14 punti prevede l'impegno dell'Iran a una moratoria sull'arricchimento nucleare, la revoca delle sanzioni statunitensi e lo sblocco dei fondi iraniani congelati, oltre alla progressiva riapertura dello Stretto di Hormuz. L’accordo includerebbe anche un cessate il fuoco in Libano, distinto dalla tregua già esistente tra Israele e Beirut, un elemento nuovo rispetto all'impianto originale dei negoziati, che punterebbe a porre fine alla guerra nell'intera regione.

Sul fronte iraniano i segnali restano contrastanti. Sono in corso i colloqui volti alla graduale apertura dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, Teheran ha negato categoricamente ogni coinvolgimento nell'esplosione avvenuta lunedì scorso a bordo di una nave mercantile sudcoreana nello Stretto.

Le borse europee procedono caute e a corrente alternata, con il mercato che monitora con attenzione gli sviluppi nei negoziati. Lo spread BTP/Bund rimane stabile in area 74-75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,76%.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio scende ulteriormente dopo il crollo di ieri: il WTI cede il 4,6% a 90,68 dollari al barile mentre il Brent che cede il 4,5% a 96,72 dollari, scivolando sotto la soglia dei 100 dollari per la prima volta da mesi. L'oro si attesta in area 4.750 dollari l'oncia, sostenuto dalla debolezza del dollaro, con l'euro che si consolida a 1,1770.



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